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Il papato, da Bonifacio VIII al trasferimento ad Avignone
Lo Stato della Chiesa ha di fronte a sé una potenza politica che la ostacola: il Regno di Francia.
Nel 1296 il re di Francia Filippo IV, decessi tra di denaro per amministrare il suo Regno così aumenta le tasse per gli ecclesiastici.
Il papa in carica, Bonifacio VIII, appartenente alla famiglia dei Caetani, da sempre nemici con i Colonna, protesta con decisione. Ha così inizio una dura e determinata lotta.
Il re di Francia convoca per la prima volta gli Stati generali, formati dai principali esponenti tra clero, nobiltà e borghesia; in tale occasione si fa notare che il potere imperiale deriva da Dio e che quindi le decisione di un sovrano non possono essere discusse dai pontefici.
Dal canto suo Bonifacio emana una bolla, Unam Sanctam, nella quale si afferma che il papa è il sovrano della Chiesa e quindi è lui la principale autorità.
Il 7 settembre 1303 un rappresentante del re francese, aiutato dalla famiglia Colonna, cattura il papà che viene schiaffeggiato pubblicamente. Bonifacio VIII dopo un mese muore. Dopo questa morte, il re di Francia impone l'elezione al pontificato di un francese, Clemente V che decide, nel 1309, di trasferire la sede papale ad Avignone: si tratta di un segno evidente di sottomissione del Papato al regno francese.

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