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Protezionismo e caduta del governo Giolitti

Intorno al 1873, in Europa si diffuse il Protezionismo. Troppe merci sul mercato avevano portato ad una politica,opposta a quella liberale,che tende a limitare l'importazione di merci e a favorire il prodotto nazionale.Così furono ripristinati dazi e dogane a difesa del prodotto nazionale.Questa crisi creò grande tensione fra gli Stati fino ad arrivare ad un nazionalismo aggressivo e intollerante. Inoltre,il protezionismo,diede alla Germania l'opportunità di sviluppare la propria economia e creare un potente esercitò alimentando sempre di più la rivalità con l'Inghilterra. Questo sviluppo industriale portò ad una notevole concorrenza tra gli Stati che cominciarono ad ampliar i propri possedimenti coloniali in cerca di materie prime a basso costo. I primi stati a partite furono la Francia e l'Inghilterra seguiti dalle altre potenze europee.L'Italia riuscì ad occupare la Somalia e l'Eritrea. L'orgoglio nazionale avevano portato gli Stati Europei ad un nuovo modo di ragionare che innanzitutto prevedeva un esagerato culto della patria (Nazionalismo),che sfociò nella convinzione dell'esistenza di razze superiori (Razzismo). Si diffusero inoltre odi e rancori nei confronti delle minoranze etniche,ovvero una forte avversione per gli stranieri (xenofobia) e un patriottismo intollerante. In alcuni paesi sfociò l'Antisemitismo (odio verso gli ebrei) su cui s'affermò il Pangermanesimo (la superiorità della razza tedesca). Su queste espansioni emersero anche due paesi non europei: gli Stati Uniti e il Giappone. Grazie alla ricchezza del sottosuolo, gli USA divennero una grande potenza industriale, ma non intrapresero nessuna conquista militare ma si limitarono a sfruttare al meglio i propri possedimenti.Invece il Giappone si trovò davanti ad una serie di riforme che determinarono un forte sviluppo industriale commerciale.

Alla fine dell'ottocento si concluse così la Lunga depressione grazie principalmente a tre fattori:
1)Società per Azioni (S.p.A) su cui erano basate grandi industrie che disponevano enormi capitali corrispondenti ai crescenti bisogni del sistema industriale.
2)Taylorismo (o catena di montaggio) che rendeva il lavoro degli operai più veloce e produttivo.
3)Trust : imprese che controllavano la vendita su ampi territori della vendita e che si completavano a vicenda.
Ma oltre a questi ci furono altri fattori che avviarono l'Europa verso un periodo di benessere quali lo sviluppo delle fonti d'energia. In questo periodo ,infatti, ebbe di grande importanza il petrolio che consentì la sostituzione del motore a vapore con quello a scoppio e in seguito con quello a diesel.Un altra fonte energetica di grande rilevanza fu l'elettricità che permise il diffondersi della lampadina nella maggior parte delle case.
Quest'epoca di pace e prosperità venne definita "Belle époque" ed è stata caratterizzata non solo da scoperte scientifiche ed innovazioni tecnologiche ma determinò anche negli uomini ottimismo e fiducia nell'avvenire. L'espressione è in francese perchè la Francia, in particolare Parigi, fu il nucleo di quest'epoca. Tra le tante innovazioni si ebbe un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie con l'introduzione dell'acqua corrente nelle case.La comunicazione venne facilitata grazie al telegrafo,al telefono,alla radio e al grammofono. Si diffuse inoltre anche l'attenzione per il proprio fisico segnando l'inizio dello sport,con la nascita del Giro d'Italia e il Tour de France. Ci fu uno spostamento di massa dalle campagne alla città con un fitto insediamento vicino alle fabbriche (Urbanesimo). L'istruzione elementare obbligatoria di massa prese piede in molti paesi industrializzati riducendo sempre di più l'analfabetismo così come fu esteso il diritto di voto per tutti i cittadini maschi adulti indipendentemente dal loro stato sociale e dal loro reddito. Nacquero i partiti di massa a tutela delle fasce deboli,che sostenevano un programma politico e di diffonderlo fra l'elettorato. Anche la Chiesa s'interesso del dibattito sulla questione sociale. Papa Leone XIII pubblicò un'enciclica (1891) intitolata Rerum Novarum dove affrontò la questione operaia.Da un parte era contro il socialismo perchè aboliva la proprietà privata,contro il liberalismo borghese e a favore della giustizia sociale ottenuta attraverso il dialogo.Anche le donne iniziarono a combattere le discriminazione per ottenere il diritto di voto.
Nel 1876,il malcontento diffuso aveva portato il governo nelle mani della sinistra che come primo ministro aveva Agostino Depretis. i principali obbiettivi della Sinistra erano:
-Una riforma elettorale.
-Scuola elementare gratuita e obbligatoria.
-Eliminazione dell'analfabetismo.
-La riduzione delle tasse.
Dal 1892 le classi popolari vennero rappresentate dal partito socialista italiano che si suddivideva in Riformisti ( volevano ottenere diritti attraverso un dialogo) ed Estremisti (volevano ottenere diritti attraverso una rivoluzione). Fondamentale fu anche la creazione delle camere di lavoro con lo scopo di difendere gli operai e trovare occupazione ai disoccupati. Nel 1877 Depretis approvò la Legge Coppino con la quale l'istruzione elementare divenne obbligatoria e gratuita. Nel 1880 venne abolita la tassa sul macinato ma in poco tempo il governo fu costretto ad aumentare altre tasse. Nel 1882 fu approvata la riforma elettorale che non portò al suffragio universale ma il limite d'età degli elettori venne abbassato. Furono approvate altre leggi sociale a favore del lavoro femminile e minorile.Inoltre fu data la libertà di sciopero e fu abolita la pena di morte. La Sinistra abbandonò il liberalismo e applicò il protezionismo dando così inizio ad una guerra doganale con la Francia. Nel 1882, Depretis firma la Triplice alleanza con l'Austria e la Germania che garantì l'aiuto dei due in caso di un attacco da parte dei francesi. Inoltre diede inizio a una politica di espansione coloniale organizzando una spedizione in Etiopia che si concluse con successo. Nel mezzo di una situazione critica, Depretis morì lasciando posto a Francesco Crispi che,innanzitutto, rafforzò il potere esecutivo imitando la politica di Bismarck ed inoltre fece molto ricorso alla repressione contro cattolici e socialisti. Sotto il governo Crispi nacquero i fasci dei lavoratori a cui aderirono più di 200.000 lavoratori dello zolfo e contadini per manifestare in modo violento per ottenere i propri diritti.
Il crollo del governo Crispi fu legato alla sua disastrosa politica coloniale. Crispi aveva concluso il trattato di Uccialli con Menelik, e si accordò con il sultano di Zanzibar per la Somalia quando Menelik ,con l'appoggio francese, ruppe gli accordi,L'esercito italiano venne sconfitto duramente nella piana di Adua nel 1896 e fu dopo questo insuccesso che Crispi si dimise. Prese il posto di primo ministro Antonio di Rudinì e stipulò immediatamente con Menelik la pace di Addis Abeba nel quale l'Italia rinunciava all'Etiopia e otteneva il possesso dell'Eritrea e inoltre concesse l'amnistia a quelli condannati nei moti in Sicilia. Giunse così ad un accordo con i socialisti. Tuttavia non affrontò le ragioni sociali del grave malessere del Paese, e questa crisi sfociò in nuove agitazioni che vennero soffocate causando morti e feriti(1898). Nel luglio del 1900, il re Umberto I venne assassinato da Gaetano Bresci, un anarchico giunto dagli Stati Uniti per vendicare le vittime del '98. Salì al trono il figlio Vittorio Emanuele III di tipo liberale e nominò Giuseppe Zanardelli come primo ministro che concesse la libertà di associazione e promosse leggi contro lo sfruttamento di donne e fanciulli. Al ritiro di Zanardelli,prese posto di primo ministro Giovanni Giolitti (1903-1914).
In politica interna Giolitti attuò una serie di riforme e cercò di mettere fine alle violenti agitazioni che turbavano il Paese.
Concesse la libertà di sciopero e approvò una serie di leggi a favore dei lavoratori (diritto al riposo settimanale...). Estese l'obbligo di istruzione fino ai 12 anni e per la prima volta concesse un compenso economico a chi svolgeva ruoli politici.
Approvò la legge sul suffragio universale con la possibilità a tutti di potersi candidare. In politica estera,Giolitti lavora diplomaticamente per instaurare buoni rapporti con la Francia e l'Inghilterra evidenziando che l'accordo stipulato con l'Austria e la Germania era un patto difensivo. Appoggiò la Francia nella sua invasione al Marocco e in cambio ottenne l'aiuto per penetrare nei territori dell'attuale Libia. Nel 1991 l'esercito italiano sbarca in Africa e conquista la Libia appoggiato dai nazionalisti. Scatenò dunque il malcontento dei socialisti,dei liberali e dei pacifisti. Ma Giolitti giustificò questa spedizione dicendo che la popolazione italiana era in continua crescita e nuove terre avrebbero dato lavoro a contadini e braccianti. Tale conquista portò a conseguenze economiche (gran parte del territorio libico era deserto e perciò non permetteva l'utilizzo della terra) e politiche ( questa conquista rafforzò il prestigio italiano nel Mar Mediterraneo).
Nacquero così forti contrasti che portano Giolitti a dimettersi (1914) lasciando posto al ministro Salandra.

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