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-La Russia Zarista-

In Russia, lo zar Alessandro III mette in atto una politica duramente repressiva: le popolazioni non russe linguisticamente o religiosamente, sono sottoposte ad un processo di ‘russificazione’.
Sia Alessandro III che Nicola II attuarono un programma di potenziamento delle infrastrutture e di sostegno alle industrie; attraverso una maggiore pressione fiscale, assicurarono incentivi alle industrie nazionali, in modo che fornissero lo Stato di armi e attrezzature per l’esercito, vista la volontà d’espandersi nei Balcani e in Asia.
In Asia la Russia entrò in guerra con il Giappone, la quale ebbe uno sviluppo negativo.
L’insoddisfazione data dalla guerra, legata all’insoddisfazione operaia per le condizioni lavorative, confluirono in una rivoluzione antizarista nel 1905.
Nicola II, per evitare un aggravamento della situazione, decise di concedere un Parlamento elettivo, la Duma; le elezioni della Duma non soddisfano lo zar, allora la scioglie e rifà fare le elezioni, che danno sempre lo stesso esito: la maggioranza è sgradita allo zar e quindi egli scioglie di nuovo la Duma.

La terza elezione della Duma ha una maggioranza conservatrice, in linea con le intenzioni dello zar.
Intanto il governo attuò una riforma agraria: vengono aboliti i mir, cioè le assemblee dei capifamiglia dei villaggi, che avevano il compito di amministrare le terre date ai contadini dopo che era stata abolita la servitù della gleba; viene varato anche un piano di sostegno per le famiglie contadine per favorire l’acquisto di nuove terre e per facilitare, soprattutto, la formazione di uno strato di medi proprietari.
Questa riforma agraria ebbe fine nel 1911, quando il suo ideatore venne assassinato.

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