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-La Paura come Strumento di Governo sotto Stalin-

Lo stile politico introdotto da Stalin è quello del ‘Governo attraverso la Paura e il Sospetto’.
La paura è fondamentale, poiché chi ha paura cerca di conformarsi ai voleri delle autorità.
La dirigenza staliniana vuole diffondere il messaggio etico fondamentale che i valori collettivi, in particolare l’ubbidienza allo Stato e ai suoi rappresentanti, vengono prima di tutto, anche degli affetti privati.
Si vogliono scardinare le relazioni private, si vuole fare penetrare la paura nell’intimo delle famiglie, tanto che si vuole che ogni familiare possa accusare gli altri famigliari di essere contro Stalin.
Vi sono alcune categorie identificate come ‘nemici da abbattere’: i kulaki, alcuni gruppi etnici e i preti ortodossi.
Sono messe in atto anche espulsioni ed emarginazioni de capi comunisti che si sono opposti a Stalin, tra i quali anche Trotskij.

Sono circa due milioni le persone deportate in campi di concentramento, amministrati dalla Glavnoe Upravlenie Lagerei (Amministrazione Centrale dei Campi, Gulag).
I detenuti sono impiegati nei lavori forzati in queste colonie per il lavoro collettivo.
Le condizioni di vita in questi luoghi sono terribili, le morti e le condanne sono centinaia di migliaia.

Tutto questo sistema ha bisogno di un nucleo operativo duro e fedele a Stalin.
Dipendente da Stalin esiste un Comissariato degli Affari Interni (NKVD), dal quale a sua volta dipende la Polizia Politica (la Direzione Politica di Stato, GPU).

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