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LA RUSSIA

La taiga costituisce un'immensa riserva di legname, anche se lo sfruttamento di questa risorsa è ostacolato dalle estreme condizioni climatiche.
Nelle regioni siberiane più vicine al circolo polare artico, come la penisola del Taymir, il disgelo avviene d'estate. La coltre di ghiaccio inizia a rompersi in migliaia di frantumi, ma per lo scarso drenaggio del terreno l'acqua rimane in superficie creando giganteschi acquitrini.
L'ultimo ambiente del Grande Est è la steppa, una regione vastissima. L'assenza di grandi rilievi fa si che l'orizzonte rimanga aperto e anche la bassa vegetazione composta da erbe e arbusti ( non da alberi) contribuisce a estendere il paesaggio.
Però non tutta la regione della steppa è arida: la fascia settentrionale è caratterizzata da un suolo particolare, il cernozem , una parola russa che significa "terra nera". Il terreno ricco di sostanze organiche che lo rendono fertile ha un colore molto scuro, e procedendo verso sud il colore diventa sempre più chiaro.

CHE COSA SONO LE DACIE?

La dacia è una tipica casa di campagna che lo zar concedeva ai suoi più fidati cortigiani. Per questo l'origine della parola dacia è legato al concetto di 'dare' e di 'concedere' come privilegio. Con la rivoluzione russa quasi tutte le dacie vennero espropriate e quelle più belle vennero date agli alti funzionari di stato.Dopo la caduta del comunismo e l'avvento del libero mercato, le dacie tornarono a essere un importante bene immobiliare e molti nuovi ricchi le trasformarono in residenze di lusso.

STORIA DEL GRANDE EST

La nascita dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche risale al 1922, dopo che una violenta Rivoluzione popolare pose termine all'impero degli zar, dando origine nel 1917 al primo stato socialista del mondo.
Lo Stato nato nel 1917 cambiò radicalmente il sistema economico precedente e vi fu il passaggio dal capitalismo al sistema socialista, basato sull'abolizione della proprietà privata e sul controllo dello stato sull'economia.
Questa forma di controllo era resa possibile grazie al Partito comunista che deteneva tutto il potere. Nel Novecento, quanto tutto il potere venne concentrato nelle mani di Stalin, fu avviata una politica di industrializzazione che portò l'Urss a diventare una potenza mondiale.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, i limiti e le contraddizioni del modello economico e socialista divennero sempre più forti; per questo motivo Gorbaciov cominciò ad attuare una serie di riforme con l'obbiettivo di realizzare un sistema economico che accogliesse anche elementi di economia privata. Questo tentativo però fallì e la crisi dell'Unione Sovietica era orma inarrestabile. Inoltre il crollo dei regimi socialisti alleati con l'Unione Sovietica peggiorò il clima di tensione economica e politica. In seguito le Repubbliche che componevano lo Stato sovietico a partire dalle tre repubbliche baltiche, cominciarono a proclamare la propria indipendenza dal governo centrale e il 31 dicembre del 1991 venne ammainata la bandiera dell'Unione Sovietica che cessò di esistere dopo circa settant'anni.

Gli Stati nati dalla disgregazione dell'Unione Sovietica sono quindici e corrispondono alle quindici repubbliche ex sovietiche. Il più importante di essi è la Federazione Russa che ancora oggi comprende il territorio e la popolazione dell'ex Unione. In territorio europeo si sono formati sei nuovi Stati: la Lettonia, la Lituania, l'Estonia, la Moldova, l'Ucraina e la Bielorussia. Gli altri Paesi nati dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica si trovano in territorio asiatico:un gruppo si trova nell'area del Caucaso, l'altro gruppo invece è localizzato nelle steppe dell' Asia occidentale.

L'ECONOMIA

Il passaggio dall'economia socialista, all'economia di mercato causò una forte crisi economica e una grave disoccupazione, ma questo passaggio ha permesso la nascita di una ristretta classe sociale molto ricca che ha sfruttato le opportunità del libero mercato ricorrendo anche ad azioni illegali.
Il Paese dispone di un'enorme quantità di risorse minerario come petrolio, gas naturale, ferro e grazie ad esse piano piano il Paese sta uscendo dalla crisi in cui era precipitato. Il settore primario è molto sviluppato e la quota di addetti è molto elevata. Le attività più importanti sono l'allevamento e la pesca marittima.

La Russia è tra i maggiori esportatori al mondo di gas e petrolio. Queste risorse giungono nei paesi dell'Europa occidentale, tra cui l'Italia attraverso lunghissimi oleodotti e gasdotti. La Russia sfrutta questo suo ruolo di fornitore di preziose fonti energetiche per motivi politici: cioè pretende che le sue opinioni sui grandi temi politi mondiali vengono ascoltati anche dalle altre potenze. Il paese dispone di circa 40 centrali nucleari e la messa in sicurezza di questi impianti è uno dei problemi che il governo russo dovrà affrontare per evitare gravi incidenti come quello che era avvenuto nel 1986 nella centrale nucleare di Cernobyl.
Il Paese è uno dei più grandi produttori es esportatori mondiali d'acciaio e alluminio. Inoltre l'industria degli armamenti, pur ridimensionata, continua ad avere un peso significativo. Il settore terziario è abbastanza sviluppato e, oltre al commercio con l'estero, si sono sviluppate le attività bancarie, finanziarie e assicurative. I trasporti e le comunicazioni si basano sulle vie d'acqua e sulla rete ferroviaria, mentre la rete stradale è arretrata e insufficiente.

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