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Concetti Chiave

  • Il fascismo, guidato da Benito Mussolini, si affermò in Italia dopo la Marcia su Roma, instaurando un regime totalitario di estrema destra.
  • Le leggi fascistissime del 1925 segnarono la trasformazione del fascismo in una dittatura, abolendo i partiti di opposizione e centralizzando il potere nel Capo del governo.
  • La figura del sindaco fu sostituita dal podestà, nominato dal governo, eliminando così le autonomie locali e il potere popolare nelle elezioni.
  • Il regime limitò drasticamente la libertà di stampa e creò la polizia segreta OVRA per reprimere gli oppositori, con il Tribunale speciale che emetteva severe condanne.
  • Nel 1928, la legge elettorale trasformò le elezioni in plebisciti-farsa, con il Gran Consiglio del fascismo che preparava l'unica lista di candidati per l'approvazione dei cittadini.

Questo appunto di Storia tratta le principali caratteristiche del fascismo, approfondendo il modo in cui ha assunto il governo in Italia. Nella seconda parte si analizzano in maniera sintetica le leggi fascistissime, emanate nel 1925, attraverso le quali il fascismo si afferma a tutti gli effetti come regime dittatoriale in Italia. Infine, nella terza e ultima parte, si tratta la trasformazione dello Stato liberale in Stato totalitario per opera del presidente del Consiglio Benito Mussolini.
Le leggi fascistissime e il regime fascista in Italia articolo

Indice

  1. La definizione e le caratteristiche del fascismo in Italia
  2. Il fascismo in Italia e la promulgazione delle leggi "fascistissime"
  3. La trasformazione dello Stato liberale in Stato totalitario

La definizione e le caratteristiche del fascismo in Italia

Il fascismo è stato un movimento politico che si è progressivamente affermato durante la prima metà del ventesimo secolo in Italia, per opera di Benito Mussolini. Più specificatamente, il fascismo ha ottenuto il dominio dell’Italia dopo la Marcia su Roma. Si tratta di un partito basato su ideali di estrema destra, attraverso il quale si è progressivamente affermato un regime totalitario e dittatoriale.
Un importante contributo all’affermazione dell’ideologia fascista deriva dal filosofo Giovanni Gentile, che scrisse il “Manifesto degli intellettuali fascisti”. L’ideologia e la propaganda fascista si basava sul culto di Roma, nel senso che l’Italia fascista veniva paragonata alla Roma imperiale.
Per approfondimenti sul regime fascista vedi anche qua

Il fascismo in Italia e la promulgazione delle leggi "fascistissime"

A partire dalla prima metà del ventesimo secolo (in particolare, dal 1925) il regime fascista in Italia fece approvare una serie di leggi. Queste leggi sono note come leggi fascistissime e hanno segnato formalmente la definitiva trasformazione del fascismo in una dittatura e l’inizio del periodo dell’Italia fascista. Questo nuovo quadro legislativo ha tratto ispirazione dal giurista Alfredo Rocco, vissuto tra la seconda metà del diciannovesimo secolo e la prima metà del ventesimo secolo.
Le leggi fascistissime hanno introdotto una serie di cambiamenti, quali:
  • Il riconoscimento di un unico partito politico, vale a dire il Partito nazionale fascista e la negazione di qualsiasi altro partito o qualsiasi altra formazione politica. Di conseguenza, sono stati sciolti tutti i partiti di opposizione.
  • La sostituzione della figura del Presidente del Consiglio con la figura del Capo del governo. Le leggi fascistissime stabilivano che il Capo del governo fosse responsabile solo di fronte al re e non di fronte al Parlamento. Inoltre, tali leggi prevedevano anche un rafforzamento dell’autorità del Capo del governo nei confronti degli altri ministri; più specificatamente, gli riconoscevano il potere legislativo.
  • La negazione delle autonomie locali e delle elezioni comunali. Le leggi fascistissime prevedevano l’abolizione della carica di sindaco e la sua sostituzione con la carica del podestà, che veniva nominato direttamente dal governo, senza dare alcuna voce in capitolo al popolo e ai cittadini.
  • Una grande limitazione della libertà di stampa e di associazione, nonché la chiusura di tutti i giornali e le testate giornalistiche che si opponevano al fascismo.
  • È stata istituita una polizia segreta (denominata “OVRA”, vale a dire Opera di Vigilanza per la Repressione Antifascista), alla quale sono stati affidati ampi poteri. Nello specifico, la polizia segreta era incaricata di individuare e arrestare gli oppositori.
  • Nel novembre del 1926 è stato istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, a cui era affidato il compito di giudicare con efficienza gli oppositori. Il Tribunale speciale comminò decine di condanne a morte e oltre 28.000 anni di carcere.
Per approfondimenti sulle leggi fascistissime in Italia vedi anche qua
Le leggi fascistissime e il regime fascista in Italia articolo

La trasformazione dello Stato liberale in Stato totalitario

In modo parallelo rispetto alla riorganizzazione dello Stato, il presidente del Consiglio Benito Mussolini si è anche occupato della normalizzazione del partito. Nel nuovo quadro istituzionale, la violenza squadrista non era più né opportuna né necessaria. Di conseguenza, le cariche gerarchiche vennero assegnate direttamente da Benito Mussolini, mentre è stata eliminata la direzione del partito a Roberto Farinacci, squadrista della prima ora, tra i più radicali e violenti.
Il partito fascista si riorganizzò in una struttura burocratica sottoposta localmente ai prefetti.
Nello specifico, il vertice era rappresentato dal Gran Consiglio del fascismo, affidato alla presidenza di Benito Mussolini, unico organo del partito in cui si discuteva collegialmente di linea politica. Questo organismo doveva garantire il collegamento tra il partito e le Istituzioni. Di conseguenza, questo organismo ha anche assunto compiti di rilevanza costituzionale, come ad esempio la designazione del Capo del governo.
Nel 1928, la trasformazione dello Stato liberale in Stato totalitario fu completata con una nuova legge elettorale. Questa legge ha affidato al Gran Consiglio il compito di preparare la lista unica di candidati. Se la lista avesse ottenuto almeno la metà più uno dei voti sarebbe stata approvata dai cittadini, i quali non avevano quindi più la possibilità di scegliere i loro rappresentanti, potevano solo approvare o meno la lista proposta dal partito. Possiamo dunque notare come le elezioni sono state trasformate in "plebisciti-farsa" a favore del governo.
Per approfondimenti sul regime fascista di Benito Mussolini vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale modalità attraverso cui il fascismo ha ottenuto il governo in Italia?
  2. Il fascismo ha ottenuto il dominio dell'Italia dopo la Marcia su Roma, un evento cruciale che ha segnato l'affermazione del regime totalitario e dittatoriale di Benito Mussolini.

  3. Cosa sono le leggi fascistissime e quale impatto hanno avuto sul regime?
  4. Le leggi fascistissime, emanate nel 1925, hanno segnato la trasformazione del fascismo in una dittatura, introducendo il riconoscimento di un unico partito politico e abolendo le opposizioni, limitando le libertà civili e instaurando una polizia segreta.

  5. Quali cambiamenti significativi sono stati introdotti con le leggi fascistissime riguardo alla figura del governo?
  6. Le leggi hanno sostituito il Presidente del Consiglio con il Capo del governo, responsabile solo di fronte al re, e hanno conferito poteri legislativi al Capo del governo, rafforzando la sua autorità.

  7. Come è avvenuta la trasformazione dello Stato liberale in Stato totalitario sotto Mussolini?
  8. La trasformazione è stata completata nel 1928 con una nuova legge elettorale che ha affidato al Gran Consiglio la preparazione di una lista unica di candidati, riducendo il voto a un mero plebiscito-farsa.

  9. Qual è stato il ruolo del Gran Consiglio del fascismo nel nuovo quadro istituzionale?
  10. Il Gran Consiglio, presieduto da Mussolini, ha rappresentato il vertice del partito fascista, garantendo il collegamento tra il partito e le istituzioni e assumendo compiti di rilevanza costituzionale, come la designazione del Capo del governo.

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