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Austria, Ungheria e Germania nel Primo dopoguerra


• Austria: L’Austria divenne una repubblica guidata da una coalizione tra il Partito socialdemocratico di orientamento riformista, e il Partito cristiano-sociale. Nonostante ciò iniziarono a radicarsi movimenti squadristici simili al Fascismo italiano.

• Ungheria: dopo essere stata per breve tempo una repubblica parlamentare, l’Ungheria divenne una repubblica sovietica sotto il governo di Béla Kun, così come succederà poi in Slovacchia e in Baviera.
Tuttavia, anche in questo caso la rivoluzione ungherese si dissolverà presto, a causa dei contrasti tra comunisti e socialdemocratici. Essa divenne infatti rumena fino alla Seconda guerra mondiale.

• Germania: dopo la guerra i tedeschi dovettero far fronte a una pesante crisi economica, dovuta principalmente alle decisioni prese alla conferenza di Versailles. Instaurata la repubblica, guidata da un governo provvisorio socialdemocratico, la sinistra tedesca vide subito profonde divergenze tra l’Spd, i socialisti indipendenti e gli spartachisti (poi Partito Comunista), guidati da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Vennero a instaurarsi inoltre movimenti di estrema destra, guidati dalle gerarchie militari, i cosiddetti Freikorps. I socialdemocratici del governo provvisorio decisero quindi di allearsi con i liberali e con le gerarchie militari, ottenendo così aumenti salariali, e rinunciando alla collettivizzazione delle industrie e garantendo opposizione a qualsiasi tentativo rivoluzionario. Tra il 5 e l’11 gennaio 1919 un’insurrezione di operai e rivoluzionari portò a quella che venne poi chiamata la “settimana di sangue”, la quale finì con la repressione dei militanti. Il 19 gennaio 1919 venne poi fondata la Repubblica di Weimar, tra socialdemocratici, liberali e i cattolici del Zentrum, guidata da Scheidemann. Questa repubblica venne fondata sui principi del liberalismo e della democrazia. La Costituzione di Weimar rese la Germania una repubblica parlamentare federale, composta da un governo centrale e i governi reginali dei 17 Lander. Venne attuata così un governo caratterizzato da un dualismo di potere tra il Reichstag (parlamento), eletto ogni 4 anni, e il presidente della repubblica, eletto ogni 7. Questo però non servì a diminuire la violenza del paese, messa in atto sia da sinistra che da destra, e alimentata anche dalla terribile inflazione e crisi economica. La situazione andò migliorando nel 1924 grazie al piano Dawes, che portò alla rateizzazione dei debiti di guerra e a finanziamenti da parte degli Stati Uniti nell’industria tedesca. Successivamente, con il trattato di Locarno del 1925 con la Francia, i due stati stipularono un patto di non-violazione della frontiera comune, permettendo così l’anno dopo alla Germania di entrare a far parte della Società delle Nazioni.
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