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Il dualismo



La razionalità è misurabilità e armonia. Tutto ciò che si presenta come incommensurabile è, invece, irrazionale. Quindi è anche contrario al bene. Questa opposizione fra bene e male, fra razionalità e irrazionalità, si presenta agli occhi dei Pitagorici come una delle dieci coppie fondamentali di opposti che caratterizzano la realtà. Le altre nove coppie sono il limite e l’illimitato, il dispari e il pari, il maschio e la femmina, l’uno e il molteplice, la destra e la sinistra, il movimento e la stasi, la retta e la curva,la luce e le tenebre, il quadrangolo e il rettangolo.

In effetti, l’opposizione fondamentale è quella fra limitato (péras) e illimitato (apeiron). Illimitato è bene, cioè perfezione e ordine, l’illimitato è rinascita in un
male, cioè imperfezione e disordine. L’idea che la perfezione sia il finito (e questo
che l’universo stesso sia una totalità in sé compiuta e come tale perfetto) risulterà prevalente nella cultura e nella filosofia greche. Da quella prima coppia di opposti derivano le altre.
Fondamentale, si è visto, è la contrapposizione fra dispari e pari, riflette in ogni cosa. Il dispari è bene, in quanto è indivisibile e perciò in sé compiuto, limitato, finito. Il pari è male perché è ulteriormente divisibile e perciò incompiuto, illimitato, infinito.
In questa dimensione etica e simbolica il bene è dalla parte del limite e della luce, è un principio “retto” e “maschio”, mentre il male è dalla parte dell' "illimitato”, dell' ”oscuro” e della “femmina.
Un’intera, antichissima tradizione culturale si specchia in questa visione Nei secoli p
dualistica della realtà, nella quale è ben difficile distinguere ciò che attiene alla filosofia e ciò che riguarda, invece, l’etica e la religione ortica.
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