Video appunto: Van Eyck, Jan - Coniugi Arnolfini

Coniugi Arnolfini



Il ritratto dei coniugi Arnolfini è un dipinto a olio su tavola di Jan van Eyck del 1434, conservato al National Gallery a Londra; è una delle opere più importanti della pittura fiamminga.
Ritrae Lucca Giovanni Arnolfini con la moglie Giovanna Cenami; è un ritratto privato di personaggi viventi; la coppia è in piedi, riccamente abbigliata e si trova in una stanza da letto: l’uomo fa un gesto verso lo spettatore, la moglie gli offre la sua mano destra e con la sinistra allude a una gravidanza toccandosi il ventre.
In base alla posa dei personaggi si può dedurre che si sta celebrando un matrimonio oppure il momento del giuramento prima della presentazione al sacerdote.
La stanza è molto precisa con una grande varietà di oggetti, al centro spicca uno specchio dove è dipinta la coppia di spalle e il rovescio della stanza con una porta con altri due personaggi (uno potrebbe essere il pittore stesso) e simboleggia la verginità della donna; nella cornice sono rappresentati i 10 episodi della passione di Cristo.
Il lampadario a sei braccia con una sola candela accesa simboleggia la fiamma dell'amore e la presenza di Cristo che tutto vede.

Il cane invece, rappresenta fedeltà e nobiltà della coppia.
C’è un’attenta visione al dettaglio degli oggetti dove l’uomo non si trova al centro del mondo, tutti questi vengono visti in modo simbolico legati al matrimonio.
Si possono cogliere tre livelli principali:
il ritratto di due importanti membri della società
la testimonianza del pittore al giuramento
un compendio degli obblighi del matrimonio sotto forma di oggetti.
Il dipinto è un’allegoria dell'ideale sociale del matrimonio: il cane rappresenta la fedeltà coniugale, le arance in segno di augurio e di fertilità.
L’uomo appare severo con la mano destra sollevata (unione spirituale) e quella sinistra nella mano della coniuge (unione carnale), la moglie china la testa in segno di sottomissione all’autorità dell’uomo. Le vesti sono pesanti e ricercate sinonimo di ricchezza materiale.
La donna non è incinta, ma la sua posizione è una promessa di fertilità.
La scena è ambientata nella camera che rappresenta l’unione matrimoniale attraverso il letto nuziale, i suoi tessuti rossi simboleggiano la passione creando un contrasto cromatico con il vestito verde della donna.
Il tappeto vicino al letto è lussuoso e caro e gli zoccoli erano dei soprascarpe, la loro disposizione è conforme alla posizione dei due protagonisti: la donna sinonimo di casa e l’uomo sinonimo di esterno.
Lo stile è puramente fiammingo, la tecnica del colore a olio che creò effetti di luce e di resa delle superfici e l’utilizzo di velature permise di rendere le figure brillanti e lucide; vengono sfruttate varie fonti luminose per moltiplicare le ombre e i riflessi.
Lo spettatore è incluso nello spazio della rappresentazione attraverso dei punti di fuga e di una linea dell'orizzonte più alta che fa sembrare l’ambiente avvolgente come se stesse per rovesciarsi.