Concetti Chiave
- Giotto di Bondone, nato in una famiglia contadina vicino Firenze, è considerato un grande riformatore dell'arte, paragonabile a Michelangelo.
- La sua formazione artistica è influenzata dal maestro Cimabue e da un importante viaggio a Roma, che arricchisce il suo stile pittorico.
- Tra le sue opere più significative ci sono il Crocifisso di Santa Maria Novella e gli affreschi nella Cappella degli Scrovegni, che evidenziano il suo distacco dalla tradizione bizantina.
- La Madonna col Bambino in trono, conservata agli Uffizi, mostra figure solide e un'architettura gotica, rappresentando una tradizione toscana di Madonne a fondo oro.
- Giotto rivoluziona la rappresentazione artistica, introducendo personaggi realistici che vivono emozioni e interagiscono con il loro ambiente, rispecchiando i principi dell'umanesimo.
Questo appunto di Storia dell'Arte analizza la biografia e le opere più importanti del pittore e architetto italiano Giotto di Bondone, conosciuto come Giotto. Dopo aver esposto la vita e tre delle sue opere (Crocifisso di Santa Maria Novella, affreschi nella Cappella degli Scrovegni, Madonna col Bambino in trono, angeli e santi), l’attenzione è posta sul fatto che Giotto, come Michelangelo, può essere considerato un grande riformatore.
Giotto di Bondone: biografia
Sono scarse le notizie che abbiamo sulla giovinezza e la formazione di Giotto di Bondone. La data di nascita non è attestata da documenti, ma dal fatto che il pittore è morto nel 1337, a settant’anni. Nato in una famiglia contadina di Colle di Vespignano, vicino Firenze, dal padre di nome Bondone, viene subito descritto come un bambino prodigio. L’antica leggenda dell’incontro del pastorello che graffisce le pecore sui sassi del Mugello con il maestro Cimabue è un esempio di questo talento. Al di là della leggenda, è certa l’esistenza di un rapporto molto diretto tra Cimabue e Giotto, tanto che è possibile che abbiano lavorato insieme ad alcune opere. Oltre all’alunnato presso Cimabue, un altro episodio segnò la formazione artistica del giovane Giotto: un viaggio a Roma. In questo soggiorno viene a contatto con gli esponenti di una importante scuola pittorica in via di sviluppo nella città papale. Nell’ultimo decennio del Duecento inizia il suo rapporto con i Francescani, che saranno a più riprese suoi committenti. Giotto prende parte alla decorazione della Basilica Superiore di Assisi con le Storie dell’Antico e Nuovo Testamento e le Storie di San Francesco. Nel 1300 andò a Roma per eseguire un affresco della loggia lateranense raffigurante Bonifacio VIII che indice il giubileo. Dopo Assisi e Roma, Giotto è finalmente a Firenze; qui compone la Madonna di San Giorgio della Costa e il Crocifisso di Santa Maria Novella. Tornerà ad Assisi dove decorerà delle volte della Basilica Inferiore. La fama e la sua fortuna crescono; è sposato con Ciuta di Lapo del Pela, dalla quale ha otto figli. Dal 1320 al 1325 Giotto è attivo a Firenze, dove affresca la Cappella Peruzzi e la Cappella Bardi. Nel 1327 Giotto si iscrive all’Arte dei Medici e degli Speziali. Tra il 1328 e il 1333 si reca a Napoli, Bologna, Roma, dove produce le ultime opere. Nel 1334 assume la direzione del cantiere Santa Reparata, il Duomo di Firenze. Tra il 1335 e il 1336 Giotto si trasferisce presso la corte milanese dei Visconti; in seguito torna a Firenze, dove muore l’otto gennaio 1337.Per ulteriori approfondimenti sulla biografia di Giotto vedi anche qua
Opere principali dell’artista
Il Crocifisso di Santa Maria Novella è il grande e il più precoce tra i cristi in croce su tavola sagomata di Giotto: anche se la conoscenza anatomica non raggiunge i risultati dei crocifissi più avanzati, è già notevole il distacco di Giotto dalla tradizione bizantina, evidente nella posa non sforzata, nei lineamenti delicati, nella semplicità del perizoma e nella sovrapposizione dei due piedi, fissati da un unico chiodo. Tra il 1304 e il 1306 Giotto realizza gli affreschi nella Cappella degli Scrovegni, fatta costruire da Enrico Scrovegni, figlio di un usuraio di Padova. Non è provato da documenti, ma è probabile che Giotto stesso abbia curato l’architettura dell’edificio; infatti, la struttura è semplicissima, essenziale, e lo spazio interno è perfettamente funzionale a contenere un complesso ciclo di affreschi: un’unica navata, con strette finestre solo su un lato, e una volta a botte, dipinta con un cielo stellato e alcune figure divine in medaglioni (la Madonna col Bambino, Cristo benedicente, gli Evangelisti, i Dottori della Chiesa). Nella Fuga in Egitto Giotto fa di nuovo uso degli elementi naturali per potenziare l’effetto psicologico dei personaggi: la Madonna e il Bambino appaiono compatti, stretti, inseriti nel profilo di una roccia sullo sfondo. Viceversa, le coste delle colline sembrano schiudersi simmetricamente nel Battesimo di Cristo, la scena con cui si apre la sequenza dedicata ai miracoli e alla Passione di Gesù. La Madonna col Bambino in trono, angeli e santi (Maestà di Ognissanti) è un dipinto a tempera e oro su tavola, realizzato intorno al 1310 circa e conservato agli Uffizi di Firenze. La composizione, in ottime condizioni e recentemente restaurata, rientra nella tradizione toscana delle Madonne a fondo oro su tavola pentagonale. I solidi volumi delle figure di Giotto, volutamente esemplari su solidi geometrici regolari, spiccano entro un trono di architettura gotica, esile ed elegante. Insolito il gesto dei due angeli inginocchiati, che reggono vasi di fiori.
Giotto e Michelangelo: due grandi riformatori
Possiamo considerare Giotto, al pari di Michelangelo, un grande riformatore. Giotto, infatti, realizza una delle più decisive svolte dell’arte occidentale, cambiando, secondo i suoi contemporanei, la lingua dell’arte "dal greco al latino". Realizza questo dipingendo personaggi che sono uomini e donne veri, con il loro carico di ansie e di speranze, di stupore e di sentimento, e d’altra parte occupano un ruolo sociale e uno spazio fisico, tangibile, nello scenario quotidiano della città o della campagna. Questa visione dell’uomo, nuova rispetto a quella dell’arte bizantina che al contrario non voleva rappresentare l’impressione della realtà, ma solo un’espressione attraverso dei simbolismi, è caratterizzante del movimento culturale dell’umanesimo, che vede l’uomo attivo nella storia.Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Giotto nella storia dell'arte?
- Quali sono alcune delle opere più significative di Giotto?
- Come si è formata la carriera artistica di Giotto?
- In che modo Giotto si distacca dalla tradizione bizantina?
- Qual è il significato della Madonna col Bambino in trono di Giotto?
Giotto è considerato un grande riformatore dell'arte occidentale, poiché ha cambiato la lingua dell'arte "dal greco al latino", rappresentando personaggi reali con emozioni e un ruolo sociale, in contrasto con l'arte bizantina che si basava su simbolismi (testo).
Tra le opere più importanti di Giotto ci sono il Crocifisso di Santa Maria Novella, gli affreschi nella Cappella degli Scrovegni e la Madonna col Bambino in trono, angeli e santi (testo).
Giotto ha iniziato la sua formazione artistica sotto la guida di Cimabue e ha avuto un'importante esperienza a Roma, oltre a lavorare con i Francescani, che sono stati suoi committenti (testo).
Giotto si distacca dalla tradizione bizantina attraverso la rappresentazione di figure con pose naturali e lineamenti delicati, enfatizzando l'umanità e le emozioni, piuttosto che simbolismi astratti (testo).
La Madonna col Bambino in trono, realizzata intorno al 1310, rappresenta una composizione in stile toscano con solidi volumi e un trono gotico, evidenziando l'abilità di Giotto nel creare figure esemplari e realistiche (testo).