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Concetti Chiave

  • Il contenuto analizza i tre ordini architettonici greci: Dorico, Ionico e Corinzio, distinti per colonne, capitelli e trabeazioni.
  • Vitruvio è il primo a codificare formalmente questi ordini nel suo trattato De architectura, influenzando l'architettura classica.
  • L'ordine dorico è il più antico e semplice, caratterizzato da colonne tozze e un fregio a metope e triglifi alternati.
  • L'ordine ionico si distingue per la sua eleganza, con colonne più slanciate e capitelli decorati da volute, ispirato alla gracilità femminile.
  • L'ordine corinzio, introdotto da Callimaco, presenta capitelli decorati con motivi vegetali e ha avuto grande successo nell'impero romano.

In questo appunto di storia dell’arte per le scuole vengono descritti i tre ordini architettonici greci: Dorico, ionico e corinzio.
Guida completa agli ordini architettonici greci e romani articolo

Gli ordini architettonici nell’antica Grecia

Nell’architettura classica si sviluppano alcuni stili architettonici, questi stili si distinguono tra loro per alcuni dettagli che li caratterizzano, come il tipo di colonna, il capitello e la trabeazione. È stato Vitruvio nel secondo, terzo e quarto libro del suo De architectura a codificare per la prima volta gli ordini architettonici greci. Di questi tre ordini architettonici, il dorico e lo ionico si sviluppano dalle prime costruzioni in pietra, dalle origini, quindi dal VI secolo a.C. in cui si nota una prevalenza dell’utilizzo dell’ordine dorico soprattutto nella Grecia continentale e nelle colonie della Magna Grecia, e dell’ordine Ionico nelle città dell’Asia minore di cultura greca (Turchia). Mentre invece troviamo il primo capitello Corinzio a partire dal IV secolo a.C. secondo la fonte di Marco Vitruvio Pollione a inventare questo terzo ordine è stato l'architetto Callimaco. Vitruvio nel De architectura aggiunge anche un altro ordine: l’ordine Tuscanio, sviluppatosi in Italia, si aggiunge poi l’ordine Composito, che non viene però citato da Vitruvio. Quest’ultimo ordine fu una creazione strettamente romana risalente all’epoca di Augusto. Nel 1562, inoltre Vignola scrive un trattato dal titolo appunto Regola delli cinque ordini d'architettura, in cui definisce il concetto di ordine architettonico. L’ordine architettonico, come avviene per tutta l’arte in pietra risalente all’età greca, si basa sull’uso delle proporzioni. Negli ordini architettonici sono presenti dei sistemi di regole, o canoni, che stabiliscono, appunto, i rapporti proporzionali tra le parti del Tempio, prima di tutto e tra le parti della copertura, e poi della colonna stessa. Queste specifiche proporzioni si fondano sul “modulo”: il diametro della colonna preso nel suo punto più basso. Abbiamo sia ordini architettonici liberi: le colonne appunto, ma anche i pilastri, e gli ordini architettonici detti “addossati”, come le semicolonne adiacenti alle pareti, entrambi presentano dei sostegni verticali, con un elemento orizzontale: la trabeazione. Questi sostegni verticali sono: il capitello, il fusto e la base. Mentre nella trabeazione abbiamo: la cornice il fregio e l’architrave. È il diverso tipo di Capitello che ci permette di distinguerei tre ordini greci, e successivamente gli altri due di origine latina.
per un ulteriore approfondimento sull'architettura greca vedi anche qua

I cinque ordini

  • Dorico: Il più semplice e il più antico tra gli ordini architettonici della Grecia classica. L'ordine dorico è caratterizzato dall'ornamento del fregio a metope e triglifi alternati; le colonne che sostengono l'architrave, o epistilio, su cui poggia il fregio, sono solitamente tozze, ma possenti, scanalate e sprovviste di basi poggiano direttamente sullo stilobate. L'altezza delle colonne corrisponde a sei diametri o moduli. La parte lavorata del capitello (l'echino) è a forma di ciotola e su di essa poggia una lastra piatta (l'abaco). L'ordine dorico si sviluppò inizialmente nel Peloponneso, per poi diffondersi nella Grecia continentale e in Italia meridionale.
  • Ionico: Ordine architettonico ispirato alla gracilità femminile. L'altezza delle colonne corrisponde a otto diametri o moduli. La base presenta due varianti, entrambe con plinto. La prima, più semplice e denominata attica o atticurga, è costituita dalla sequenza toro-scozia-toro. La seconda, detta ionica e dall'aspetto più elegante e slanciato, è formata in successione da toro-scozia-astragalo-astragalo-scozia-toro. Il fusto è scanalato e il capitello è composto dall'abaco e da un echino decorato da ovoli e terminante con quattro volute. Il fregio è continuo e, in genere, decorato con bassorilievi. La cornice è provvista di dentelli.
  • Corinzio: Nell'architettura classica il termine indica un particolare stile decorativo dei capitelli introdotto, secondo la tradizione, nella seconda metà del VI secolo a. C. Il capitello corinzio aveva la forma di campana rovesciata (càlato) ed era decorato con complicati disegni di piante, tralci e foglie. Ebbe molto successo nell'impero romano, dove si diffuse ampiamente, anche con notevoli variazioni stilistiche.
  • Tuscanio: nell’ordine Tuscanio la base è presenta ma è semplice, costituita da una modanatura a semicerchio convesso. Il fusto è uguale a quello dell’ordine Dorico, o talvolta liscio, anche l’architrave, il fregio e la cornice sono uguali a quelle presenti nell’odine dorico.
  • Composito: anche in questo ordine la base è presente, ma il fusto è scanalato come nell’ordine Ionico, l’architrave, il fregio è la cornice sono uguali a quelli presenti nell’ordine Ionico.
per un ulteriore approfondimento sui templi greci vedi anche qua
Guida completa agli ordini architettonici greci e romani articolo

Descrizione dei singoli elementi

  • Stilòbate: il basamento delle colonne del tempio greco; per estensione, la gradinata del tempio stesso.
  • Capitèllo: l'estremità superiore della colonna sulla quale poggia l'arco o l'architrave, foggiata secondo il corrispondente stile architettonico
  • Echìno: parte centrale del capitello dorico,
  • sotto l'abaco
  • Architrave: in un edificio, trave orizzontale sostenuta da colonne, pilastri o stipiti
  • Triglìfo: elemento decorativo del fregio dorico; alternato alle metope, è costituito da tre scanalature verticali
  • Mètopa: spazio rettangolare fra due triglifi del fregio dorico, spesso occupate da motivi ornamentali in bassorilievo
  • Frégio: negli ordini architettonici, la parte della trabeazione, talora decorata,
  • tra l'architrave e la cornice, tipico ornamento dei templi antichi
  • grónda: la parte del tetto che sporge dal muro esterno dell'edificio
  • volùta: ornamento architettonico a forma di spirale, caratteristico del capitello ionico
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i tre ordini architettonici greci descritti nel testo?
  2. I tre ordini architettonici greci descritti sono il Dorico, l'Ionico e il Corinzio, ciascuno con caratteristiche distintive come il tipo di colonna e il capitello.

  3. Chi ha codificato per la prima volta gli ordini architettonici greci?
  4. Vitruvio ha codificato per la prima volta gli ordini architettonici greci nel suo "De architectura", specificando le loro caratteristiche e proporzioni.

  5. Qual è la principale differenza tra l'ordine Dorico e l'ordine Ionico?
  6. L'ordine Dorico è il più semplice e antico, con colonne tozze e senza basi, mentre l'ordine Ionico è più elegante e slanciato, con colonne più alte e un capitello decorato da volute.

  7. Quando è apparso il capitello Corinzio e chi lo ha inventato?
  8. Il capitello Corinzio è apparso nel IV secolo a.C. ed è attribuito all'architetto Callimaco, caratterizzato da una forma di campana rovesciata decorata con foglie.

  9. Quali sono le caratteristiche dell'ordine Tuscanio?
  10. L'ordine Tuscanio presenta una base semplice e un fusto simile a quello dell'ordine Dorico, con architrave, fregio e cornice che riprendono le stesse caratteristiche dell'ordine dorico.

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