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Architettura Greca


La civiltà greca


Verso il 700 a.C. ebbe inizio la civiltà greca. L'arte greca del primo periodo, definita arcaica, si sviluppò soprattutto nei centri di Atene e Sparta. In questa fase si verificò un passaggio graduale dalla rappresentazione semplificata e simbolica all'imitazione della realtà. In particolare la scultura divenne più attenta alla riproduzione dei dettagli e allo studio delle proporzioni.
Verso la metà del V secolo a.C., la Grecia ebbe un vigoroso impulso politico e culturale grazie a Pericle, dittatore di Atene, quest'epoca fu definita aurea.
Successivamente l'arte greca attraversò una terza fase, considerata di transizione, in cui la scultura raggiunse il più alto grado di realismo nella rappresentazione della figura umana, grazie a molti artisti, tra cui Prassitele.
Subito dopo vi fu l'età ellenistica, che andò dal 306 al 50 a.C.; durante questo periodo l'arte e la cultura greca si diffusero in Egitto, a Roma e nel bacino del mediterraneo.

Le polis (città-stato) fondarono, fuori dalla Grecia, delle colonie. Le colonie più importanti sorsero nell'Italia meridionale, e in particolare lungo la costa campana e la Sicilia, queste aree furono dette "Magna Grecia" e in questi luoghi vi furono costruiti splendidi edifici, come i templi di Paestum.
I tre templi di Paestum furono costruiti in stile dorico e realizzati con il travertino. Il tempio più antico (della metà del VI secolo a.C.) è dedicato a Era, le sue colonne sono tozze, la cella era divisa in due navate da un colonnato centrale che sorreggeva il colmo del tetto. Il secondo tempio dedicato a Cerere, è il più piccolo dei tre ed è periptero esastilo. Il terzo è dedicato a Poseidone, le sue colonne sono più slanciate, la cella è divisa in tre navate da colonnati che sostengono il tetto.


L'acropoli di Atene


Il complesso religioso più importante del mondo greco è quello sorto sull'Acropoli di Atene, il luogo più alto della città. Tra gli edifici ancora oggi conservati, il più maestoso è il Partenone, tempio dedicato ad Atena (dea protettrice della città). La costruzione del Partenone iniziò nel 448 a.C. per volere di PERICLE, fu progettato da Callicrate e Ictino per la parte architettonica e da Fidia per le decorazioni scultoree. Il tempio fu costruito in marmo pentelico e misura 70 per 31 metri la cella è lunga circa 30 metri ed è suddivisa in tre navate. Le colonne (otto su ogni fronte e diciassette su ogni lato) poggiano su un piedistallo gradonato. Esso ha una forma periptera, cioè con un giro di colonne intorno alla cella.

Tecniche costruttive e concezione spaziale


I materiali


I materiali più usati per gli edifici più rappresentativi erano la pietra e il marmo. Per le abitazioni veniva usata la terra cruda, la terra cotta invece comparve prima del IV secolo a.C.
Le strutture in elevazione erano formate da elementi lapidei lavorati e assemblati con precisione. Le coperture e gli orizzontamenti erano formati da elementi lignei appoggiati sulle strutture verticali, perché il legno, rispetto alla pietra, resiste a flessione.

L’aspetto degli edifici


Per i greci l’aspetto esterno degli edifici era più importante di quello interno.
Solo il sacerdote aveva accesso alla parte interna, la cella; gli altri rimanevano all’esterno e ammiravano le decorazioni.

I teatri


Oltre agli edifici religiosi, nella cultura greca avevano grande importanza costruzioni di uso pubblico come i teatri, vicino ai centri urbani. Essi erano composti da: gradinate semicircolari per il pubblico; orchestra, dove si svolgeva l’azione collettiva del coro; e il proscenio dove recitavano gli attori. Uno dei più notevoli è quello di Epidauro costruito intorno al 340 a.C.

Spazi con funzione commerciale o politica


L' agorà era la piazza nella quale i cittadini si riunivano e scambiavano acquistavano merci. La stoàera edificata intorno all’agorà per molte funzioni. Il Bouleuteron(casa del consiglio) era la sede dove si riunivano i consiglieri eletti.

L’urbanistica


Fino al V secolo a.C. l’unico criterio rispettato nell’urbanistica, prevedeva che gli edifici sacri venissero costruiti più in alto o separati ed isolati rispetto alle zone abitate della città. Ippodamo da Mileto introdusse per primo dei principi urbanistici più razionali: la città doveva essere divisa in zone diverse, ciascuna dedicata a un aperti colare funzione, e le strade principali dovevano incrociarsi ad angolo retto a strade trasversali di dimensioni minori.


Il tempio


Gli ordini


Il tempio è il tipo di costruzione più rappresentativo della civiltà greca. I tre stili o ordini definiti dagli architetti greci sono:
Il dorico: è uno stile massiccio, caratterizzato da colonne tozze, prive di basi, composte dal fusto e dal capitello; ad un terzo dell’altezza del fusto la colonna presenta un leggero rigonfiamento (che evidenzia la robustezza della colonna). Le colonne non poggiano su una base ma sull’ultimo gradone di accesso al tempio (lo stilobate). Esempi di questo stile sono i tempi ad Agrigento e a Selinunte;
Lo ionico: è uno stile più raffinato rispetto allo stile precedente, è costituito da una colonna più sottile e snella e più finemente scanalata la quale poggia su una base formata da un anello convesso e da uno concavo sovrapposti; il capitello è formato da due eleganti volute e il fregio è scolpito in tutta la sua lunghezza;
Il corinzio: è uno stile più elaborato rispetto agli altri, ha una colonna scanalata molto affusolata, poggiante su una base più alta rispetto alla precedente. Termina in un capitello molto complesso con una decorazione rappresentante delle foglie di acanto.

Numero e posizione delle colonne


Ciò che caratterizzava la gran parte dei templi greci erano la serie di colonne che circondavano il perimetro esterno. A seconda del numero di colonne un tempio può essere: enostilo (una colonna), distilo (due colonne), tristilo (tre colonne) e così via fino al dodecastilo (dodici colonne).
A seconda della posizione delle colonne intorno alla cella i templi si distinguono:
In antis: la zona di ingresso è solo anteriore, chiuso ai lati e con due colonne sulla facciata;
Prostili: il porticato è solo anteriore, aperto ai lati e con colonne sulla fronte di accesso;
Antiprostili: con doppio porticato anteriore e posteriore, gli intercolumni (spazi tra una colonna e l’altra) sono sempre dispari;
Peripteri: con una sola fila di colonne su tutti e quattro i lati;
Pseudoperipteri: le colonne sono “annegate” nella muratura;
Dipteri: con doppia fila di colonne su tutti e quattro i lati;
Pseudodipteri: con una fila di colonne addossata alla cella e una fila di colonne più esterna che circonda l’intero edificio;
Monoptero: tempio circolare, delimitato da una sola fila di colonne.

Gli altri elementi del tempio


La struttura del tempio poggiava su un piedistallo gradonato (crepidoma).
Le colonne avevano molta importanza dal punto di vista statico, poiché sorreggevano la trabeazione e la copertura.
All’esterno, sopra l’architrave, veniva situato il fregio decorato con bassorilievi. Il tempio greco aveva una pianta rettangolare. Il tetto era a due spioventi, e nei due lati corti si formavano due triangoli (detti timpani) ornati con sculture.
Per sostenere le lunghe travi lignee dovettero essere creati i colonnati interni come punti intermedi di appoggio.
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