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Il tempio e l’ordine corinzio

Il tempio è formato da elementi verticali (le colonne) ed orizzontali (l’architrave, il basamento), disposti secondo rapporti di proporzione definiti da una secolare tradizione costruttiva. L’organizzazione delle varie parti ubbidisce ad un codice di regole che definisce i caratteri formali e le proporzioni di ogni singolo elemento rispetto all’insieme dell’edificio. Queste norme, che riguardano sia le parti strutturali che quelle decorative, costituiscono gli ordini architettonici. Fu Vitruvio, architetto romano vissuto tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del successivo, a studiare e a tramandare le caratteristiche degli ordini. L’ordine corinzio: L’ordine corinzio si è diffuso in tutta la Grecia a partire dalla fine del V sec. a.C. È una variazione delle forme dell’ordine ionico ed è caratterizzato da un verticalismo e da una leggerezza sconosciuti agli altri due ordini. L’ordine corinzio troverà ampia diffusione in Età ellenistica. – Le colonne diventano ancor più esili di quelle ioniche e presentano fitte scanalature; come nell’ordine ionico, poggiano su una base. – I capitelli si arricchiscono di forme naturalistiche e riproducono motivi floreali, quali le foglie di acanto. – il fregio è continuo. – Non sempre le proporzioni tra le parti rispettano una regola fissa. Le sculture dei templi raffigurano temi legati al mito: descrivono le storie delle origini del popolo e della civiltà greca, la sua affermazione sulle forze mostruose e irrazionali rappresentate da Giganti, Titani, Centauri. Le statue erano poi generalmente decorate con colori che ne accentuavano la naturalezza. Il mito narra che i fratelli Klebis e Biton, figli di una sacerdotessa di Hera, abbiano trainato il carro fino al Tempio di Argo per consentire alla madre di giungevi puntualmente, guadagnandosi l’esterno riconoscimento della dea.
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