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Concetti Chiave

  • Il conflitto tra Mario e Silla ha segnato profondamente la storia di Roma, con eventi come la rivolta di Quinto Sertorio e l'emergere della minaccia della rivolta di Spartaco.
  • Marco Tullio Cicerone, un Homo novus, divenne una figura politica di rilievo, sostenendo la collaborazione tra i vari ordini sociali durante l'assenza di Pompeo.
  • Il primo triumvirato, formato da Pompeo, Crasso e Cesare nel 60 a.C., ha segnato un'importante alleanza politica per spartirsi cariche e territori.
  • Le guerre di Cesare in Gallia hanno portato alla sottomissione dell'intera regione, consolidando la sua posizione di potere e l'uso della strategia "Divide et impera".
  • La congiura che portò all'assassinio di Cesare nel 44 a.C. fu il risultato della sua crescente concentrazione di poteri civili e militari, percepita come una minaccia alla Repubblica.

Indice

  1. Conflitti e rivolte a Roma
  2. Ascesa di Cicerone
  3. Giulio Cesare e la politica
  4. Il primo triumvirato
  5. Guerre di Cesare in Gallia
  6. Guerra civile e Rubicone
  7. Fine di Pompeo e ascesa di Cesare
  8. Congiura e morte di Cesare

Conflitti e rivolte a Roma

Lo scontro che era avvenuto tra Mario e Silla (e i loro eserciti) continuava a riverberarsi nella storia di Roma. La rivolta di Quinto Sertorio e la successiva repressione da parte di Pompeo ne è un esempio. Sertorio venne ucciso a tradimento nel 72 a.C.

Appare una nuova minaccia per Roma: la rivolta degli schiavi guidati da Spartaco del 73 a.C., sfociata a Capua. Dopo una vittoria schiacciante presso Modena, Spartaco ritorna verso sud, forse alla ricerca di un imbarco per l’Oriente, Subendo una definitiva sconfitta nel Cilento ad opera di Crasso.

Ascesa di Cicerone

In questo momento Pompeo e Crasso erano “Padroni” di Roma. Ma un altro Homo novus (ovvero un uomo senza avi in politica) entra nel panorama politico di Roma: Marco Tullio Cicerone. Con l’assenza di Pompeo da Roma Marco Tullio Cicerone divenne uno dei personaggi politici più importanti. Era amico di Pompeo e strenuo difensore della Repubblica: egli credeva nella Concordia Ordinum (collaborazione tra i vari ordini sociali).

Giulio Cesare e la politica

Giulio Cesare entra nella politica romana mentre la Repubblica esisteva solo formalmente.

Vi sono quindi due uomini, troppo grandi, per condividere il potere: Gneo Pompeo e Giulio Cesare.

Quest’ultimo, in gioventù, aveva iniziato la sua carriera nel partito dei popolari. Ciò gli procurò l’odio del massimo esponente del partito conservatore degli Ottimati: Silla che voleva morto quel giovane e che di lui disse: “Voi non capite che in lui vi sono molti Mario”.

La congiura di Catilina Questo episodio rese maggiormente palese la crisi della Repubblica e allo stesso tempo la forza ed il ruolo di Cicerone, che la scongiurò.

“Il tramonto della Repubblica”

Mario, Silla e il tentativo di colpo di stato di Catilina avevano reso evidente la crisi della Repubblica: “Grandi uomini segnano la fine di grandi epoche”.

Il primo triumvirato

Quando Pompeo ritorna da trionfatore dall’Oriente chiede la distribuzione di terre ai propri veterani e ciò porta allo scontro con il Senato, e alla successiva alleanza tra Pompeo, Crasso e Cesare: il primo triumvirato, nel 60 a.C.

Guerre di Cesare in Gallia

Cesare, Pompeo e Crasso si impegnavano a dividersi le cariche politiche e i relativi vantaggi.

- Pompeo ottenne le terre per i propri veterani

- Crasso ottenne grossi vantaggi per i pubblicani (suoi sostenitori ) affinché potessero avere più facilmente appalti per la riscossione della tasse.

- Cesare ottenne il consolato e la carica di proconsole per 5 anni in Gallia.

Qui combatté contro Belgi, Sequani, Veneti, Edui ed Elvezi: Giulio Cesare in due anni (57 a.C.) aveva praticamente sottomesso l’intera Gallia

Egli sfruttò sempre la consolidata regola militare e politica:“Divide et impera” (Dividi e governa).

Successivamente l’ Accordo di Lucca, 56 a.C., fu un’ulteriore conferma della fine della Repubblica. I tre grandi di Roma si spartiscono il potere e le aree di influenza:

- Cesare avrebbe avuto per altri 5 anni il comando in Gallia

- Pompeo il governatorato della Spagna

- Crasso quello dell’Oriente.

Qui quest’ultimo trovò la morte nel 53 a.C. nella battaglia di Carre (nell’attuale Turchia)

Mentre Cesare esplorava le regioni meridionali della Britannia, in Gallia scoppiò un vasto movimento di liberazione capeggiato da Vercingetorige. Questi, alla guida dei Galli, seppe tenere in scacco le legioni romane per due anni, Poi la strategia di Cesare ebbe la meglio ad Alesia (52 a.C).

Guerra civile e Rubicone

I successi conseguiti da Cesare provocarono timori presso il Senato e soprattutto presso il suo principale avversario Pompeo, il quale per timore di Cesare e delle sue legioni, decise di rafforzare il proprio esercito.

Quando a Cesare arrivò la richiesta di presentarsi a Roma come semplice cittadino, egli chiese che anche Pompeo facesse altrettanto.

Il Senato non prese in considerazione la proposta di Cesare. Come conseguenza l’esercito di Cesare varca il Rubicone (oggi in Romagna), un fiume che nessun comandante militare romano poteva attraversare con il proprio esercito. Era il 10 gennaio del 49 a.C.
Questo segnò l’inizio della guerra civile contro Pompeo. Le legioni di Cesare piombarono su Roma. Le sue legioni erano formate da veterani (soldati esperti), avevano seguito il loro generale per quasi dieci anni, avevano combattuto contro avversari temibili e agguerriti e avevano vinto. L’esercito di Pompeo fu sbaragliato Fuga di Pompeo verso oriente Battaglia decisiva a Farsalo (48 a.C.) in Tessaglia. Cesare sconfisse le legioni del suo avversario. Pompeo, sconfitto, scappò in Egitto. Qui il re dell’Egitto, Tolomeo, fece assassinare Pompeo, ma un uomo romano non poteva essere ucciso in questo modo così Cesare privò Tolomeo del trono che affidò alla sorella del “faraone”: Cleopatra.

Fine di Pompeo e ascesa di Cesare

L’anno successivo alla battaglia di Farsalo, Cesare dovette domare una rivolta in Asia Minore. In poco tempo la rivolta fu stroncata. Per enfatizzare il proprio successo, Cesare inviò al Senato questa celebre frase: “Veni, vidi, vici” (venni, vidi, vinsi).

Congiura e morte di Cesare

Cesare, a capo di Roma, riordinò lo stato con una serie di leggi, allargò la cittadinanza agli abitanti (romani o italici) delle province della Gallia, distribuì terre ai suoi veterani, riformò il calendario, amnistiò i nemici (concesse il suo perdono e la sua clemenza) per pacificare gli animi di Roma.

Il Senato gli conferì il titolo di “imperator” però questa somma di poteri civili e militari rendeva il suo governo come una monarchia.

Sì formò una congiura di circa 60 senatori, capeggiati da Bruto (Marco Giunio Bruto) e da Cassio. Cesare fu ucciso con 23 colpi di pugnale nella Curia Pompeia davanti alla statua di Pompeo alle idi (15) di marzo del 44 a. C.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della rivolta di Spartaco nella storia di Roma?
  2. La rivolta di Spartaco, avvenuta nel 73 a.C., rappresenta una minaccia significativa per Roma, evidenziando le tensioni sociali e la vulnerabilità del sistema schiavistico, culminando in una sconfitta decisiva nel Cilento ad opera di Crasso.

  3. Come si sviluppa la carriera politica di Cicerone in un contesto di crisi?
  4. Con l'assenza di Pompeo, Cicerone emerge come figura politica di rilievo, sostenendo la Repubblica e promuovendo la Concordia Ordinum, in un periodo segnato da conflitti e tentativi di colpo di stato, come quello di Catilina.

  5. Quali furono le conseguenze del primo triumvirato per la Repubblica romana?
  6. Il primo triumvirato, formato da Pompeo, Crasso e Cesare nel 60 a.C., segnò una spartizione del potere e contribuì al declino della Repubblica, con ciascun membro che ottenne vantaggi politici e territoriali.

  7. Come si sviluppa la guerra civile tra Cesare e Pompeo?
  8. La guerra civile inizia nel 49 a.C. quando Cesare attraversa il Rubicone, portando a scontri decisivi e alla sconfitta di Pompeo, che culmina con la sua fuga in Egitto e successivo assassinio.

  9. Quali riforme attuò Cesare dopo la sua ascesa al potere?
  10. Cesare, dopo aver consolidato il suo potere, implementò riforme significative, come l'allargamento della cittadinanza e la distribuzione di terre, ma la concentrazione di poteri civili e militari portò alla sua assassinio nel 44 a.C. per mano di senatori temuti.

Domande e risposte

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