Le Leggi di Keplero

Le Leggi di Kleplero sono leggi fisiche sperimentali enunciate dall’astronomo tedesco Giovanni Keplero all’inizio del XVII secolo per descrivere il moto dei pianeti. Formulate su base empirica a partire dai dati dell’astronomo danese Tycho Brahe, le leggi nascevano dall’esigenza di trovare una descrizione più semplice del moto planetario, rispetto a quella corrente. Quest’ultima era stata elaborata alla luce della teoria geocentrica di Tolomeo, e quindi del principio che la Terra fosse il centro del moto di tutti gli altri pianeti; per non contraddire i dati sperimentali, gli astronomi tolemaici avevano dunque dovuto ipotizzare che i pianeti si muovessero su orbite estremamente complesse, date dalla composizione di più traiettorie circolari (epicicli e deferenti).

I legge
L'orbita descritta da ogni pianeta nel suo moto di rivoluzione è un'ellisse di cui il Sole occupa uno dei due fuochi. La distanza del pianeta dal Sole non è sempre la stessa; il punto più vicino al Sole si chiama perielio, il punto in cui è più distante è chiamato afelio.

II legge
Durante il movimento del pianeta il raggio che unisce il Sole al pianeta stesso, raggio vettore, descrive aree uguali in tempi uguali. Il pianeta quindi non avrà sempre la stessa velocità; essa è massima nel perielio e minima nell'afelio.
III legge
Il quadrato del tempo necessario a percorrere l'intera orbita è proporzionale al cubo del semiasse maggiore dell'orbita. Quindi, quanto più il pianeta è lontano dal Sole, tanto più tempo impiega a percorrere la sua orbita.

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