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SCAPIGLIATURA

Gruppo di scrittori che operano nello stesso periodo in Italia, non è una scuola. 1860-1870 a Milano, accomunati da un’insofferenza per la letteratura contemporanea, per i costumi della società borghese e da un impulso di rifiuto. Termine proposto da Cletto Arrighi a designare un gruppo di ribelli che amavano vivere in maniera eccentrica e alternativa. Il termine deriva da boheme, che significa vita da zingari, poiché si credeva che questi nomadi venissero dalla Boemia.
Compare per la prima volta in italia il conflitto tra artista e società, con atteggiamenti ribelli e antiborghesi, si ispirano al maledettismo, di un rifiuto radicale. Scrittori smarriti tra una rassegnazione a rappresentare il vero e un aggrapparsi ai valori del passato come la bellezza, l arte, la natura, il sentimento (= atteggiamento definito come dualismo, da Arrigo Boito). Le loro opere sono l’esplorazione di queste incertezze, di angoscia, di disperazione esistenziale.

È un recupero dei temi romantici stranieri: l’irrazionale e fantastico, la dimensione del sogno e immaginazione, il macabro, l’orrore, l'esotismo, l’estetismo. I modelli a cui si ispirano sono: Hoffman, Jean Paul, Heine, Baudelaire, Poe, Emilio Praga.
La scapigliatura apre la strada al Naturalismo e Decadentismo, a svecchiare e sprovincializzare il clima culturale italiano. Vi è un interesse per la mescolanza delle sensazioni, che porterà alla fusione di diversi linguaggi artistici.
Gli scapigliati avevano grandi potenzialità come avanguardia, come rifiuto di soddisfare il gusto medio del mercato, ma non espressero al meglio le loro risorse. Non arrivano ad aprire nuovi orizzonti conoscitivi.
Boheme Parigina = Mito di una vita irregolare, povera e libera dalle costrizione della società, rifiuto dei valori e delle convinzioni borghesi. Rappresentato in un libro “ Scene della vita di boheme” di Henry Murger. Venne riconosciuto a livello popolare in italia grazia a Puccini.

EMILIO PRAGA

Nato da una famiglia agiata, non seppe adattarsi a un lavoro regolare in seguito alla rovina dell’azienda familiare, si diede all’alcool e a una vita disordinata. Tra gli scapigliati fu quello che visse più sinceramente il mito del poeta maledetto derivato da Baudelaire.
Preludio
• Manifesto della scapigliatura.
• Perdita dei valori della generazione: non c’è più fede, rifiuto di Manzoni che ispira la sua vita ai valori religiosi.
• Tematica baudelairiana: noia, perdizione del vizio e male, atteggiamenti blasfemi, malattia interiore che porta alla distruzione.

• Rappresentazione del vero della vita moderna: la poesia deve rivelare il suo volto brutale, senza ipocrisia.


CHARLES BAUDELAIRE

Nato a Parigi, vive la vita del bohemien letterato. Le sue opere sono I fiori del male ( Spleen e ideale, I fiori del male, La rivolta, il vino, la morte). Il carattere provocatorio è già presente nel titolo, i fiori sono il simbolo di bellezza accostati al male, quindi impossibilità di arrivare all’innocenza per la condizione disperata dell’uomo. Suscita enorme scandalo nel pubblico, il tribunale ne ordinò il sequestro. È un’opera unitaria, non una raccolta confusionaria di versi. Nella prima parte “Spleen e Ideale” il poeta vive in uno stato di depressione cupa, di noia, si protende verso l’ideale, la bellezza e purezza, ma la tensione tra questi due stati lo porta a cadere verso il basso, in una condizione di degradazione e colpa.
Nella seconda sezione, “Quadri Parigini”, descrive lo squallore della città industriale e una ricerca di una via di evasione da quelle condizioni attraverso l’alcool e oppio, il vizio e l’abbandono ai sensi. Sono tentativi vani e per ultimo il poeta si appella a satana a cui rivolge una preghiera blasfema.
L’ultima sezione si chiude con “Il viaggio”, verso una dimensione sconosciuta ovvero la morte vista come possibilità di esplorare l’ignoto.

I temi


• Egli vuole estrarre la bellezza dal male.
• Posto in evidenza il conflitto tra artista e società, trasforma la poesia nella negazione violenta dei valori e ideali correnti.
• La provocazione al lettore: il poeta si presenta come oppresso da tutti i vizi peggiori.
• La colpa assume un’origine satanica.
• Il vizio peggiore è la noia.
• Il poeta smaschera il mondo borghese denunciando l’ipocrisia e il marciume.
• Atteggiamento contro il contesto sociale in cui vive, denuncia la degradazione legata alla vita moderna nelle metropoli, la negazione di rapporti umani e vita autentica.
• Filo conduttore: degradazione, infelicità, noia, consapevolezza che la vita moderna ha svuotato l’uomo dagli ideali, per cui non ha più senso perseguire un ideale.
• È impossibile un riscatto poiché i paradisi come l’infanzia o la natura sono stati contaminati dalla civiltà moderna.
• La metropoli industriale come macchina di solitudine.
• Il poeta avverte un bisogno disperato di purezza, di spiritualità, ma l’attrazione per il vizio è insuperabile. È perennemente diviso tra cielo e inferno, e l’unica via d’uscita è la morte intesa come un viaggio verso un mondo oscuro e affascinante.
• Negazione dell’amore, donna vista solo come un essere corporeo per cui il rapporto d’amore si trasforma in una guerra spietata tra i due sessi.

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