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La scapigliatura

È un gruppo di scrittori che vivono negli anni 60-70 dell'800 negli ambienti come Milano Torino e Genova. Sono accomunati da un insofferenza per la letteratura contemporanea ( manzonismo Romanticismo sentimentale), per i costumi della società borghese, da un impulso di ribellione che si manifesta nell'arte. Cletto Arrighi propone il termine scapigliatura per riferirsi a un gruppo di ribelli che amano vivere in maniera eccentrica e disordinata. Gli scapigliati rifiutano la modernizzazione e il progresso economico aggrappandosi ai vecchi valori come la bellezza, l'arte , la natura ma sono anche rassegnati perché questi valori sono ormai perduti e per questo sono obbligati ad accettare la scienza positiva. Ecco perché il loro atteggiamento viene definito dualismo; si sentono divisi tra l'ideale e vero, bene e male,virtù e vizio, bello e orrendo. Le loro opere rappresentano la loro condizione di incertezza e di angoscia. La scapigliatura nasce dalla Bohème parigina che significa zingaresco, infatti si pensava che questo popolo provenisse dalla Boemia. Il loro modo di vivere è irregolare,estraneo alla vita della comunità contadina dell'Europa. A Parigi a metà ottocento questi artisti disprezzano la società borghese fondata sulla produttività che li spingeva ai margini. Per questo protestarono assumendo modi di vita irregolari ,disordinati. Si venne a creare così il mito dell'artista povero che vive nelle soffitte parigine.

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