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La poesia crepuscolare
In Italia nasce e si sviluppa una nuova poesia, quella crepuscolare, in un periodo in cui gli intellettuali, già dall’800, avevano perso la loro aureola e quindi la loro importanza nella società.Sia i crepuscolari che i vociani (ovvero coloro che necessitavano di dare sfogo alla loro creatività poetica e ribellione attraverso la voce), nascono in un ambito modernista i cui temi dominanti sono molteplici, quali per esempio: il senso di esclusione ed emarginazione (già presente in Verga), il declino del protagonista come figura principale e la perdita di una definizione di poeta). I poeti più importanti di questo periodo sono Gozzano, Corazzini, Moretti e in un primo momento anche Palazzeschi.
L’intellettuale, a questo punto, deve prendere consapevolezza della propria condizione sociale, e quindi, differentemente da D’Annunzio, egli dovrà smetterla di considerarsi un vate, un profeta elitario e quindi dovrà adeguarsi alla realtà in cui vive.
La corrente “crepuscolarismo” (utilizzata inizialmente da un critico per scrivere poesie con tecniche narrative nuove) rappresenta un’unione di intellettuali che formalmente non costituiscono una scuola letteraria unitaria. Il termine deriva dalla parola crepuscolo, ovvero tramonto. Poeti come Gozzano, Palazzeschi, Moretti e Govoni scendono a compromesso con i valori della loro società, andando quindi a descrivere una poesia abbassandola sia di lessico che di stile, oltre ad una descrizione dei personaggi non più colti ma comuni. Inoltre, questi personaggi scrivono in forme nuove (il verso libero, l’ironizzazione della metrica tradizionale), descrivono inoltre un nuovo paesaggio (orti, sere domenicali in provincia, ospedali e conventi), ma soprattutto essi parlano di nuovi oggetti (organetti, specchi mobilio abbandonato e piccole cose). Nel complesso, i poeti sentono un senso di crisi che li appartiene, e ripiegano su sè stessi questi valori ormai andati persi: è il caso della poesia stanca, il cui stile non è più elevato ma presenta varie figure retoriche come le onomatopee. Le loro opere, infine, manifestano la stanchezza ma anche desiderio poetico di evasione. (come aveva anche riportato Svevo con la figura della penna).
Il moralismo
I narratori vociani avvertono fortemente il bisogno di una espressione immediata della soggettività, non ridotta però al solo sentimento lirico. Una tecnica narrativa utilizzata maggiormente è il frammento, in cui lo stile è denso e la prosa e la poesia si fondono.La figura dell’intellettuale: come cambia?
La figura dell’intellettuale cambia notevolmente. Già dall’800 è presente una perdita dell’aureola, cioè di importanza. Proprio per questo motivo egli dovrà smettere di sentirsi vate, perciò profeta (riferendosi a D’Annunzio) e iniziare a diventare un salariato. Per guadagnarsi da vivere egli dovrà iniziare a lavorare (come Svevo ha dovuto fare per le sue opere, pubblicate a sue spese).
Il moderno ceto-intellettuale nasce fondandosi sui principi politici e culturali e ha come caratteristiche fondamentali:
1. La generazionalità, puntando principalmente sulle esigenze dei giovani e sull’irrazionalità e la vitalità;
2. Non si limitano ad affrontare problemi culturali, ma prendono posizioni politiche anti-giolittiane;
3. Nascono a Firenze, ovvero nel cuore della cultura italiana.
Le varie riviste
In questa alba novecentesca nascono varie riviste quali “Leonardo”, “Il Regno” ed “Hermes”, ma più specificatamente. Queste riviste nascono in tutta Italia, manifestando una necessità di espressione intellettuale personale. Nasce anche:La Voce
Portata avanti da Giuseppe Prezzolini e nata nel 1908 a Firenze, la voce rappresenta la volontà di dare sfogo alla creatività letteraria di ogni intellettuale, utilizzando proprio la voce. Con questa rivista, si afferma in Italia un linguaggio semplice ed incisivo, adeguato ad una società di massa. Quindi, la poesia varia da un linguaggio più sublime ad un meno elevato, adeguato alla società di quei tempi che vede come lettori principali non più uomini colti ma uomini comuni.
Dalla fine del 1914 al dicembre 1916 la Voce cambia il suo titolo, diventando “La Voce Bianca” da Giuseppe De Robertis (dal colore della copertina). La “Voce” rappresenta un’utile azione di rinnovamento e di democratizzazione del costume e della cultura. I suoi temi caratterizzanti sono il decentramento amministrativo, la riforma del codice di famiglia, il divorzio, il suffragio universale maschile e il femminismo. Tutti questi temi caratterizzanti sono portati avanti da intellettuali con lo stesso scopo morale.
Le riviste propriamente politiche
Queste ultime sono “L’Unità”, “Energie Nuove”, “Rivoluzione liberale” di Antonio Gramsci, Gaetano Salvemini. Questi comunisti sono stati perseguitati dal Fascismo. Con il Fascismo, gli intellettuali furono costretti ad abbandonare i loro ideali e i valori per rifugiarsi nella letteratura (come per Svevo era un oggetto di evasione la penna).La Ronda
Questa rivista, differentemente dalla Voce, ha una volontà di ritorno all’ordine è adesso più decisa e consapevole. I tratti caratterizzanti della Ronda sono:
1. Culto dell’Umanesimo e ritorno ai classici, da Petrarca a Leopardi (il primo dei moderni).
2. 2. Eleganza dello stile
3. Proposta di un classicismo tradizionale, migliore rispetto all’innovazione moderna culturale e letteraria
I crepuscolari
Il termine crepuscolarismo deriva da crepuscolo, ovvero tramonto. Il crepuscolarismo rappresenta la stanchezza della poesia ma anche il desiderio di evasione dalla società borghese fallita.Il crepuscolarismo ha come tematiche fondamentali;
1. Il rifiuto del Sublime;
2. La critica della figura del poeta: I giovani crepuscolari si rappresentano come intellettuali deboli e malati, desiderano voltare le spalle alla società e provano vergogna per il loro essere poeti. Dalla sfiducia del proprio ruolo nasce la “strategia di abbassamento” (del tono, dello stile, dei temi).
3. L’accettazione dello squallore piccolo-borghese.
4. Il rifiuto del pathos (ovvero la passione) lirica (soggettiva).
Il crepuscolarismo nasce da un critico Antonio Borgese, 1910, che scrisse poesie utilizzando nuove tecniche narrative (l’ironia della metrica e l’uso del verso libero).