Universitari e detenuti, sfida a colpi di rap e retorica: torna il progetto "Guerra di parole"

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Sfida rap a Milano fra universitari e detenuti


Studenti e detenuti si lanceranno un guanto di sfida, ma la loro unica arma in questo duello sarà la parola. L’iniziativa si chiama Guerra di Parole® e, giunta alla IV edizione, quest’anno arriva a Milano: a misurarsi saranno gli universitari della Statale e i detenuti del Carcere di San Vittore. La gara sta tutta nell’arte della retorica: a colpi di dialettica, prima sostenendo una posizione, poi il suo contrario, alla fine solo il più abile la spunterà. Nelle precedenti edizioni, a dominare sono stati i detenuti. Riusciranno, questa volta, gli studenti a spuntarla?


Universitari e detenuti, è Guerra di parole

Il tema con cui si confronteranno i partecipanti sarà: “L'opinione pubblica è il sale della democrazia o il dominio del populismo?
Per prepararsi, i due gruppi partecipano separatamente a un corso di formazione per apprendere le tecniche della retorica, del teatro e del rap. Le lezioni sono fissate per il 24 ottobre, 8, 13 e 21 novembre e sono tenute da Flavia Trupia, presidente dell'Associaizone PerLaRe (Per La Retorica), dall’attore e regista Enrico Roccaforte e dal rapper Amir Issaa.

Guerra di parole, la sfida finale

La sfida finale si tiene il 23 novembre 2019 su un “ring” d’eccezione, il Carcere di San Vittore. Si svolge in due round di 15 minuti, aperti e chiusi da un appello di 1 minuto in versione rap in cui le due squadre devono prima difendere un’idea e poi il suo contrario. Allo scadere, una Giuria di sette componenti decreta la squadra vincitrice in base ad alcuni criteri: il rispetto delle regole, la forza delle argomentazioni e l’utilizzo del linguaggio del corpo.




Detenuti campioni in carica: chi vincerà stavolta?

Le prime tre edizioni della Guerra di Parole - ricorda Flavia Trupia, presidente dell’Associazione PerLaRe (Per la retorica) – sono state vinte dai detenuti, malgrado gli studenti abbiamo dimostrato di avere tecnica e determinazione. Nell’arte oratoria non conta solo la preparazione tradizionale, ma anche la capacità di gestire il corpo, di divertire e di comunicare con l’uditorio. Abilità che raramente vengono acquisite tra i banchi. Inoltre non è facile per gli studenti, a vent’anni, entrare in un carcere e sfidare degli adulti che si sono formati nell’università della vita. Ma quest’anno gli studenti potrebbero stupirci”.
L’iniziativa è sostenuta da Toyota Motor Italia ed è organizzata da PerLaRe - Associazione Per La Retorica, Università degli Studi di Milano La Statale, Crui - Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Casa Circondariale di Milano San Vittore, insieme a Unione Camere Penali Italiane – Osservatorio Carcere UCPI, Amici della Nave. Il progetto è supportato da Ferpi - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.
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20 novembre 2019 ore 15:30

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