Soluzione e svolgimento prima prova su Moro e De Gasperi tema storico Italiano Maturità 2018

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Di Redazione

Il Miur ha optato per questa traccia per il tema storico, cosa ne pensate? Ve le aspettavate? Ora è disponibile lo svolgimento del tema storico. Consigliamo vivamente di consultare lo svolgimento a disposizione solo al termine della prova.Farlo durante l'esame potrebbe portare la bocciatura immediata, senza possibilità di replica. Non vale la pena sprecare la vostra maturità per copiare qualcosa che siete perfettamente in grado di fare da soli!

Tema storico 2018: svolgimento

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2018

TRACCIA: Tipologia C - Tema argomento storico
ARGOMENTO: Cooperazione internazionale

Italiano, democratico antifascista e rappresentante della nuova Repubblica appena nata dalle macerie della guerra.
Si presenta così al mondo intero Alcide De Gasperi, il primo capo di governo dell'Italia repubblicana.
Questa dichiarazione apre il suo intervento alla conferenza di pace di Parigi del 1946, un momento fondamentale per la nascita di un’ Europa unita che fa della cooperazione tra vincitori e vinti la sua pietra miliare, ben consapevole che quest’unità avrebbe giovato anche alla giovane Repubblica che aveva tutto da guadagnare sul piano economico.
Il suo spirito patriottico non è mai degenerato in nazionalismo come del resto si evince dalla sua esperienza biografica e politica .

Nasce infatti in Trentino, territorio che all’epoca faceva parte dell’Impero austro-ungarico, formandosi quindi in un ambiente multietnico che spiega in qualche modo non solo il rifiuto di ogni nazionalismo ma anche l’attenzione alle minoranze etniche e l’apertura ai grandi problemi internazionali.
Fin dagli esordi politici mostra una particolare attenzione alle questioni sociali ed economiche affermando, in occasione del primo Congresso della D.C. tenutosi a Roma nell’aprile del 1946, che “non siamo né socialisti né comunisti, ma siamo solidaristi: solidarietà di gruppi e di interessi, contributo di tutte le forze produttive in un sistema in cui il lavoro abbia la preminenza su tutti” (A. De Gasperi, Scritti e discorsi politici, Bologna 2009, vol. IV, I, p. 879).
Il processo di creazione di un nuovo partito, quale quello democristiano, è una risposta reattiva all’ondata di instabilità politica e sociale conseguente alla fine del fascismo. Il vuoto istituzionale che consegue alla caduta dei tradizionali riferimenti socio-politici, impone infatti la necessità di creare una guida concreta per un paese che non ha più una sua identità.
Il suo interesse per le questioni economiche dimostra una sensibilità di un certo rilievo fondata sulla consapevolezza che il progetto di ricostruzione del dopoguerra dovesse essere insieme sociale, politico ed economico. L’esperienza al Parlamento di Vienna a contatto con uomini di varia nazionalità, è infatti un seme che dà i suoi frutti nel sostegno al processo di integrazione europea nel secondo dopoguerra a cui dà un contributo fondamentale. Così come fondamentali sono anche i suggerimenti di Altiero Spinelli, dai più considerato come il padre fondatore dell’Unione Europea per la sua influenza sull'integrazione europea post-bellica. Fin dal 1944 Spinelli aveva indicato nella convocazione di un’Assemblea costituente, sul modello americano di Philadelphia, l’unica possibilità di un serio approccio al problema della Federazione europea, l’unico che avrebbe permesso la realizzazione di un governo europeo, lo svolgimento dei compiti della politica estera ed economica, la difesa e un ruolo attivo nella difesa delle libertà individuali. Pur mostrando scetticismo in merito alle possibilità di realizzazione, continua a ribadire la necessità che una costituzione federale europea dovesse essere affidata ad un organo di tipo parlamentare, sull’esempio americano. Il primo contatto con De Gasperi avviene in occasione della promozione di una campagna federalista indipendente con la sottoscrizione di una petizione popolare da inviare all’Assemblea consultiva e ai Parlamenti europei, in cui si richiede la stipulazione immediata di un Patto di unione federale europea, a partire dagli Stati disponibili a trasferirne la sovranità. De Gasperi firma approvando pubblicamente le tesi federaliste. L’episodio è fondamentale per comprendere come al di là degli interessi particolaristici iniziava a delinearsi una prospettiva che garantisse un’unità di intenti tanto agognata dopo i nefasti esiti dei conflitti mondiali.
La stessa esigenza di De Gasperi è ancora viva a distanza di trent’anni negli intenti di Aldo Moro, rappresentante, alla Costituente, della Democrazia Cristiana di cui è uno dei fondatori.
Libertà e giustizia, tutela dei diritti umani, arricchimento dei popoli attraverso una reciproca conoscenza e una vasta circolazione di idee e informazioni sono i presupposti fondamentali per un nuovo equilibrio. In occasione della ricorrenza della sua morte, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha ricordato la straordinaria sensibilità per tutto ciò che avveniva nella società. Il suo interesse sempre vivo per i bisogni emergenti trova esplicazione anche nella sua politica estera fondata sulla ricerca della pace e di una cooperazione internazionale in cui lo Stato è prima di tutto una società evoluta ed accogliente. E così deve essere l’Europa, ricca e forte in un’ottica di equa distribuzione delle risorse. Un’Europa che valorizzi la mobilità delle persone al di là dei vecchi confini per cui si è combattuto e versato tanto sangue.
Il suo contributo nella costituzione di un’unione europea è riscontrabile soprattutto nella capacità di essere pienamente consapevole dei mutamenti storici sociali e politici in atto nel suo tempo e nella capacità di vedere già nuovi assetti e nuovi spazi di libertà perseguendo sempre, laddove possibile, il massimo grado di partecipazione democratica.
Nella Comunità Europea vede un’occasione per coniugare gli interessi dell’Italia con quelli dell’Europa perché questa può offrire “uno spazio e un ambiente adatti per la sua espansione economica e per una significativa partecipazione alla politica internazionale in proporzione delle sue forze, della sua tradizione e cultura, del suo peso economico e sociale”.
Questi aspetti emergono con evidenza anche a livello internazionale, nel suo impegno per l’edificazione di un’Europa sempre più inclusiva e democratica, garante di pace. In tal senso Moro vede in questa uno strumento per costruire e consolidare principi di solidarietà e identità anche al di là dell’Alleanza Atlantica.
In quest’ottica di una globalizzazione, che in queste vicende finora analizzate trova i suoi primi sviluppi, è necessario però ricordare come Moro rivendichi all’Italia uno spazio autonomo nella propria gestione politica, pur riconoscendo agli Stati Uniti d’America la superiorità egemonica e la loro fondamentale importanza nell’assistenza economica al Paese.
La sua visione, in ogni ambito, è sempre caratterizzata da una precisa volontà di superare le logiche divisive della guerra fredda a favore di un cambiamento politico fondato sull’integrazione di tutti i pezzi della società. Profetiche e particolarmente significative sono le sue parole in occasione di un discorso al Senato pronunciato il 6 dicembre 1973 in qualità di Ministro degli Esteri: “Proprio su questo tema (la crisi del Vicino Oriente, ndr.), anche per l’assidua sollecitazione italiana, si è rivolta in passato l’attenzione, quasi che essa sentisse, con crescente consapevolezza, che il suo stesso destino è legato al destino di questa area, e perciò nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa o nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo”. È da questi presupposti che nel 1974 a Washington partecipa alla conferenza dei Paesi industrializzati dove si fa portavoce della necessità di un ruolo maggiore della Comunità Europea sul piano internazionale dichiarandosi favorevole ad un’atteggiamento unitario di questa nei confronti dei paesi produttori di petrolio, sottolineando le diversità tra la Comunità stessa e gli Stati Uniti in materia di approvvigionamenti energetici e la conseguente esigenza di una politica di cooperazione.
L’ideale di un’Europa unita non è fondato infatti esclusivamente a livello politico ed economico ma anche a livello di coscienza popolare, come parte di un “un grande disegno: sostituire con una feconda cooperazione le diffidenze e le rivalità fra i popoli dell’area, fattori che furono all’origine di due guerre mondiali.”
La sua vicenda, politica e umana, è una testimonianza non solo di coraggio ma soprattutto di lungimiranza.
Questi propositi, condivisi in un’ottica generale anche da altri contributi e sostenuti grazie a un forte sistema di valori, hanno garantito settant’anni di pace.
Il suo operato, così come quello di De Gasperi, inducono una riflessione sull’attuale situazione di un’Europa che alza quei muri faticosamente abbattuti.
Confini, territoriali e mentali, si alzano imperiosi e minacciano una nuova era glaciale dopo uno straordinario lavoro di disgelo.
In tal senso, dunque, proseguire nel processo di integrazione non è solo un compito storico ma anche un dovere morale.
Soluzione a cura di Angela Giuliano.

La help line prima prova maturità 2018

Ovviamente vi saremo accanto durante tutto il periodo della vostra maturità per aiutarvi a essere preparati e, di conseguenza, il più possibile tranquilli. Se avete qualche dubbio potete contattarci quando volete, ma durante le prove scritte non risponderemo alla helpline per evitare di mettervi nei guai. Le soluzioni non verranno pubblicate prima del tempo minimo di consegna, stabilito dalla legge nella metà del tempo massimo di durata di ciascuna prova. Questo perché il nostro obbiettivo infatti non è quello di rischiare di far invalidare l'esame a qualcuno, ma solo di fornire consigli utili una volta terminata la prova.

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21 novembre 2018 ore 15:00

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