Maturità 2019, le buste? Un’idea del ministro. Aggiunta una traccia last minute

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
intervista Bussetti 'Un giorno da pecora' maturità 2019

A una settimana dall’inizio degli esami di maturità, il ministro Bussetti, ospite della trasmissione Rai Radio1 ‘Un giorno da Pecora’ condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro è stato il protagonista di una brillante e simpatica intervista in cui ha rilasciato dichiarazioni generali che i tutti i maturandi troveranno interessanti.


Spunta una nuova traccia last minute in prima prova

Parlando delle tracce di prima prova, Bussetti ha dichiarato che sono pronte ben 12 tra cui se ne dovranno selezionare sette (2 per l’analisi del testo, 3 per il testo argomentativo e 2 per il tema di attualità). A chi spetterà il compito di sceglierle? Al ministro stesso in persona e in gran segreto, proprio per evitare la diffusione di notizie in anticipo.
Fra queste dodici, una su cui il ministro rifletteva già da qualche tempo, è stata aggiunta pochi giorni fa quando la sua formulazione completa gli è venuta in mente all'improvviso alle 5:30 di mattina. È molto probabile quindi che quest’ultima sia tra quelle che rimarranno fra le sette definitive che saranno oggetto della prima prova ufficiale di maturità 2019 del 19 giugno.
Ciò che Bussetti ha voluto comunque sottolineare, forse anche per tranquillizzare gli studenti, è che saranno tutte “tracce aderenti ai nostri giovaniche per questo “permetteranno ai ragazzi di potersi esprimere”; la reazione dei maturandi che il ministro si aspetta nel proporre queste tracce sarà quindi certamente “di stupore ma felice”.

Buste: un’idea ispirata al principio di equità

Bussetti ha poi sottolineato con fierezza come il meccanismo delle buste è una sua idea, e garantisce il principio fondamentale di equità, che negli anni precedenti spesso veniva meno a causa di “valutazioni con differenze anche marcate”.
Il giorno dell’orale dunque gli studenti sceglieranno tra tre buste ognuna delle quali non conterrà in alcun modo domande ma piuttosto “uno spunto, come un quadro, una foto o un riferimento, che permetterà alla commissione di iniziare le domande”.
Si tratterà di foto sia artistiche sia tecniche o scientifiche. Potrebbe quindi capitare la foto di una piramide come anche di Alessandro Manzoni da cui gli studenti dovranno iniziare il discorso partendo dalla materia più vicina all’immagine per poi creare “tutto il percorso interdisciplinare tra le varie materie”.
Per dare una dimostrazione dell’assoluta fattibilità della nuova prova orale, il ministro si è inoltre prestato a ‘fare da cavia’, scegliendo una fra una terna di buste e rispondendo a ben cinque domande di argomento generale (i sette re di Roma, la tabellina del 9, i confini dell’Italia ecc) in cui si è destreggiato abbastanza bene nelle varie materie ‘sorteggiate’.

L’outfit perfetto per la maturità secondo Bussetti

Alla domanda sul modo di vestire più consono alla situazione e all’ambiente, il ministro ha dichiarato poco adeguati indumenti troppo estivi come shorts, qualsiasi tipo di pantalone corto, canottiere e infradito. Questo infatti è un tipo di vestiario forse troppo ‘da mare’, mentre a scuola è necessario mantenere sempre un ‘abbigliamento decoroso’. Sono invece consigliate t-shirt, camicie di cotone e scarpe chiuse.


Il cellulare non sarà ammesso durante gli esami

E il cellulare? Anche in questo caso il ministro si è espresso senza nessuna incertezza: non solo è vietato portare con sé il cellulare durante le prove di maturità ma, se qualche studente verrà sorpreso ad utilizzarlo sarà immediatamente espulso, e di conseguenza bocciato all’esame.
La connessione wi-fi che copre le scuole inoltre, sarà disattivata per ostacolare i tentativi di copiare da parte di tutti gli studenti.

Studiare all’ultimo a volte può rivelarsi una svolta

Secondo la propria esperienza personale, Bussetti sostiene che ripassando molte pagine, a volte viene l’istinto di guardare un capitolo all’ultimo momento. E spesso la sorte in questo è amica in quanto può succedere che il giorno dopo chiedano proprio quello. Perlomeno “a me è successo diverse volte”, conclude il ministro.
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1 ottobre 2019 ore 16:00

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