Maturità, l’identikit del 100 e lode: viene dalla Puglia e studia al Classico

Marcello G.
Di Marcello G.

Pugliese e iscritto al liceo classico. Se proprio dovessimo delineare il profilo del maturando perfetto sarebbe più o meno questo. A dircelo sono i primi risultati sugli esiti degli esami di Stato 2018, diffusi dal ministero dell’Istruzione a pochi giorni dalla conclusione delle prove. Per ricavarlo basta mettere a sistema le statistiche principali: quelle relative agli indirizzi di studio e quelle sulla distribuzione regionale del voto. Se, infatti, a livello nazionale la quota di studenti che è riuscita a raggiungere il massimo dei voti si attesta all’1,3% (in crescita rispetto all’anno scorso: si fermò all’1,2%), quando analizziamo il dato ‘regionale’ ci accorgiamo che in Puglia i 100 e lode sono quasi il triplo della media generale: 3% (con percentuali maggiori rispetto all’anno scorso: nel 2017 furono il 2,6%). Che in termini assoluti corrispondono a 1.066 studenti (dei 6.044 totali). Davvero tanti.

La Puglia si conferma la fabbrica dei ‘100 e lode’

Nessuna sorpresa, però. Perché l’ottimo rendimento dei ragazzi del ‘tacco d’Italia’ è una costante di ogni maturità (almeno di quelle più recenti). Così come quello delle altre due regioni sul podio. Umbria e Marche si confermano al secondo e terzo posto di questa particolare classifica, rispettivamente con il 2,2% e il 2,1% di ‘cento e lode’ (che, però, vista la scarsa popolazione studentesca si traducono in molti meno ragazzi: 147 nel primo caso, 269 nel secondo). In termini assoluti, le regioni che hanno sfornato più centenari dopo la Puglia sono la Campania (860) e il Lazio (574). I voti più alti, dunque, ancora una volta sono ad appannaggio dell’Italia centro-meridionale.

Liceo classico: indirizzo delle eccellenze. Cresce lo scientifico

Se, invece, ci soffermiamo sui vari indirizzi di studio la maggior parte delle ‘lodi’ va ricercata nei licei classici. Visto che il 4,2% dei diplomati di questo indirizzo è arrivato al punteggio massimo. Seguiti dai ragazzi del liceo scientifico (3% di cento e lode) che, tra l’altro, è l’indirizzo con l’exploit più importante: la percentuale delle lodi è quasi triplicata rispetto al 2017. Più indietro tutti gli altri licei: 1,7% i ‘lodevoli’ del liceo linguistico; 1,6% quelli del liceo scientifico-opzione scienze applicate; 1,4% nei licei per le scienze umane; 1,2% in quelli musicali e coreutici. Complessivamente, negli indirizzi liceali è uscito con ‘cento e lode’ il 2,2% dei maturandi.

Istituti tecnici e professionali: lode per meno di 1 su 100

Decisamente peggio il rendimento negli istituti tecnici: in media non si va oltre lo 0,7% negli indirizzi a carattere economico e oltre lo 0,6% in quelli a carattere tecnologico. In pratica, qui, meno di 1 diplomando su 100 ha centrato il bersaglio grande. Risultati di per sé modesti ma da non sottovalutare, specialmente se messi a confronto con quelli dei ragazzi degli istituti professionali, dove appena lo 0,2% dei maturandi è arrivato alla lode (lo 0,1% per le articolazioni ‘industria e artigianato’). Numeri che, comunque, in entrambi i casi sono in leggerissimo aumento.

Le regioni con più 100 (con e senza lode)

Dinamiche che cambiano un po’ se allarghiamo il punto di osservazione a chi ha sfiorato l’impresa, fermandosi a 100 punti (senza lode). A livello regionale, unendo ‘100’ e ‘100 e lode’, la Puglia ribadisce il suo primato (aggiungendo il 7,8% di centenari semplici si arriva al 10,8%). La media nazionale è solo del 6,9%. Ma al secondo posto sale la Calabria, perché la percentuale più alta di cento ‘senza lode’ si trova proprio qui: sono l’8,7% dei diplomati che, sommati al 2% di ‘lodati’, fa arrivare questa regione al 10,7%.

Classico e scientifico: oltre 1 su 10 prende almeno cento

Stesso discorso per gli indirizzi. Nei licei, tra ‘cento’ e ‘cento e lode’, la quota di maturandi al top arriva al 10,2% (la media complessiva, ricordiamo, è del 6,9%). Ancora più sui licei classici, dove si sale addirittura fino al 15,4%. Ma la proporzione di 1 centenario su 10 è superata brillantemente anche dai licei scientifici (12,5%). Tecnici e professionali arrancano anche così: nel primo caso la somma dei due voti produce solo il 4,7% dei diplomati (ben al di sotto della media), nel secondo appena il 2,6%.

I numeri della Maturità 2018

Ma, in generale, la Maturità 2018 ha proseguito quel trend positivo registrato dagli esami di Stato più recenti. Se dodici mesi fa i promossi furono il 99,5% degli ammessi all’esame finale, stavolta c’è un ulteriore scatto in avanti e si arriva al 99,6%. A migliorare, tra l’altro, è il rendimento medio degli studenti. Cresce la percentuale dei promossi con una votazione superiore a 70/100: sono il 64,4% rispetto al 62,5% dello scorso anno. Mentre i ragazzi con un voto fra 91 e 99 sono il 9% (nel 2017 erano all’8,5%). Il 19,6% ha conseguito una votazione tra 81 e 90 (meglio del 18,9% dello scorso anno). In leggero aumento anche i 71-80: salgono al 28,8% dal 28,6% di un anno fa. I 100 arrivano al 5,7% (rispetto al 5,3% dell’anno scorso). La conseguenza è una decisa diminuzione dei punteggi sotto il 70: il 27,8% delle maturande e dei maturandi ha conseguito una votazione tra il 61 e il 70 (fascia di voto in cui, l’anno passato, si collocò il 29%). Mentre i 60 scendono al 7,8%, rispetto all’8,5% della maturità 2017.


Marcello Gelardini


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