Maturità: quanto vale un 100 e lode?

Marcello G.
Di Marcello G.

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Essere un’eccellenza a scuola paga ancora? Sicuramente non riempe il portafoglio, soprattutto se paragoniamo le 'entrate' agli sforzi profusi per ottenere quel risultato. Negli ultimi anni prendere 100 e lode alla maturità sta diventando più che altro una soddisfazione personale. Il premio che, dieci anni fa, il ministero dell’Istruzione decise di assegnare agli studenti che si erano distinti durante l'esame ha subìto tagli costanti. Arrivando ad essere un piccolo 'regalo', a mala pena buono per pagarsi la tassa d'iscrizione all'università e poco più. Ad esempio, nel 2016, i 'cento e lode' hanno percepito appena 370 euro (battendo il minimo storico di 450 euro, raggiunto nel biennio scolastico 2014-2015). Tra l'altro, gli atenei sono gli unici che hanno continuato a mantenere pienamente fede agli impegni consentendo ai ragazzi più meritevoli di accedere ad agevolazioni consistenti.

Premio maturità sempre più povero: studenti più bravi o manica larga dei prof?

Il motivo del passo indietro del Ministero? Non tanto perché i fondi a disposizione sono diminuiti, quanto per l'eccessiva 'generosità' delle commissioni d'esame. Troppe lodi? Certamente molte di più che in passato. Se, infatti, nel 2015 i 'cento e lode' erano 3896, nel 2016 la quota è schizzata a 5133 (circa 1/3 in più). Tutto merito degli studenti del Sud: Puglia, Campania e Sicilia - come sempre del resto - hanno raggruppato assieme più di 2mila 'lodati' (quasi mille solo in Puglia). Meno bravi i ragazzi del Nord: la Lombardia ha avuto solo 300 diplomati top, il Veneto 276, il Piemonte appena 225. Difficile immaginare che sia reale questa differenza di preparazione tra i maturandi del Sud e quelli del Nord. Ecco spiegato l'impoverimento del premio, è un'equazione semplice: più diplomati (siamo arrivati al 99,8% di promossi), con voti più alti, uguale meno soldi.

Esonero dalle tasse e agevolazioni: le università alleate dei 'cento e lode'

Ma per chi vuole proseguire gli studi forse conviene lo stesso mettercela tutta per ottenere il massimo. Alcune università ancora riconoscono il merito e decidono di andare incontro alle famiglie. Il caso recente più eclatante riguarda uno degli atenei più importanti d'Italia: La Sapienza di Roma. Perché tra i 42mila studenti che beneficeranno di agevolazioni ci saranno anche tanti neo diplomati. Chi, infatti, si presenterà al momento dell'iscrizione con 100/100 (senza lode) per il primo anno non dovrà pagare le tasse universitarie (mentre chi avrà superato i 95 punti avrà un consistente 'sconto'). Ma questa è una strada percorsa, da tempo, da altri grandi strutture come l'Università di Bologna, quella di Palermo, la Statale di Milano. Basta vedere, al momento dell'immatricolazione, se l'ateneo prescelto per studiare offre questa possibilità.

Un po' di storia del premio maturità: dal 2007 sono cambiate molte cose

Eppure tutto nacque su basi più che solide. È passato ormai un decennio da quando l’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, pensò che i super diplomati meritassero un riconoscimento anche in denaro, un incentivo in più per continuare a pretendere il meglio. A renderlo ufficiale la legge n.1 dell’11 gennaio del 2007. I diplomati alla Maturità con 100 e lode di quell'anno, dunque, furono i primi a beneficiare di un premio che, allora, ammontò a ben 1000 euro; purtroppo, come visto, il 'gettone' nel tempo è stato ridimensionato e non di poco. Basti pensare che nel 2010, solo tre anni dopo, si era già ridotto quasi della metà (600 euro).

Nel 2011 nasce "L'albo delle eccellenze"

È dell'anno successivo - il 2011 - la nascita di 'Io Merito', il programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze del Ministero, grazie al quale ancora oggi gli studenti che hanno conseguito la votazione di 100 e lode all'esame di Stato - oltre a ricevere l'assegno del premio - sono inseriti nell'Albo Nazionale delle Eccellenze, insieme a tutti gli altri ragazzi che si sono distinti in competizioni e progetti internazionali. Da allora, in base ai fondi disponibili e al numero di beneficiari (parametri che variano ogni anno), il Miur stabilisce quanto denaro erogare ai ragazzi iscritti la registro. Di fatto, la torta che prima si spartiva solo tra i maturandi, da quel momento viene divisa in un numero maggiore di porzioni. Così, già nel 2011, il bonus scende a 500 euro. Un po’ meglio andò ai super diplomati 2012 - che riceveranno un bonus di 650 euro - ma nel 2013 torna subito a 500 euro. Fino a precipitare, come accennato, ai 450 euro delle due annate successive. Niente in confronto a quello che sarebbe successo dopo.

Più lodi alla maturità, meno soldi ai diplomati più bravi

Una riduzione del premio che, fino allo scorso anno, è stata accompagnata anche da un giro di vite sulla concessione del 100 e lode. Alla Maturità 2012, ad esempio, per ottenere la lode bisognava raggiungere 100 punti senza l’aiutino dei crediti bonus (fino a 5) e una media voti superiore a 9 dal terzo anno delle superiori in poi. Tuttavia, in termini percentuali, i super diplomati non sono cambiati drasticamente: se nel 2007 erano lo 0,7%, nel 2009 erano lo 0,9%, nel 2012 lo 0,6% per poi ritornare lo 0,9% nel 2015. Questo fino al 2016, quando si è arrivati al boom delle lodi (1,1%). Decretando di fatto il crollo del bonus.


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