
Le materie della Maturità 2026 non sono ancora ufficiali, ma il perimetro entro cui il Ministero farà le sue scelte è tutt’altro che oscuro.
La comunicazione è attesa a fine gennaio, con ogni probabilità nella finestra tra il 26 e il 30 gennaio, seguendo lo storico degli ultimi anni.
In quel momento verranno sciolti tre nodi cruciali per i maturandi: la materia della seconda prova scritta, la distinzione tra commissari interni ed esterni e le quattro materie oggetto del colloquio orale.
La seconda prova, come sempre, ruota attorno alla disciplina caratterizzante dell’indirizzo, ma in molti casi le opzioni sono più di una e lasciano spazio alle previsioni. È qui che entrano in gioco alternanza, precedenti storici e scelte politiche di equilibrio: elementi che permettono di capire cosa è più probabile aspettarsi e cosa, invece, resta sullo sfondo come ipotesi meno verosimili.
Indice
Seconda prova: quando la materia è già scritta
Per alcuni indirizzi la previsione è semplice, perché la disciplina caratterizzante è una sola.
È il caso, per esempio, di Scienze umane, del Liceo artistico e di AFM (l’indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing): qui il Ministero non deve scegliere tra più opzioni, ma limitarsi a confermare l’impianto previsto dall’indirizzo. In questi casi la sorpresa è praticamente esclusa e l’attenzione degli studenti si concentra più sulla struttura della prova che sulla materia in sé.
Il discorso cambia per la maggioranza degli indirizzi, dove le discipline caratterizzanti sono più di una. Qui il Ministero deve decidere se puntare su una sola materia o se tornare a soluzioni più articolate, scegliendo tra materie che hanno peso e storia diversi all’interno dell’esame. Ed è in questo terreno che possiamo fare le nostre previsioni.
L’ipotesi della doppia materia: possibile, ma poco conveniente
Sulla carta, la doppia materia resta un’opzione. Nella pratica, però, è difficile immaginare che venga rilanciata proprio nel 2026.
L’esame di Stato arriva già carico di novità strutturali, a partire dal nuovo assetto del colloquio orale e dalla riduzione complessiva dei margini di improvvisazione. Inserire anche una seconda prova più complessa significherebbe aggiungere un ulteriore elemento di instabilità in un anno che sarà inevitabilmente sotto osservazione.
Non è una possibilità da escludere in assoluto, ma il contesto suggerisce prudenza. Molto più probabile che il Ministero scelga soluzioni riconoscibili, già sperimentate, capaci di garantire continuità e leggibilità all’esame.
Dove si concentra l’hype: classico, scientifico, linguistico
Liceo classico: latino o greco, la solita partita
Al classico continua a valere una sorta di legge non scritta dell’alternanza tra latino e greco, con un dato però spesso sottovalutato: il latino è uscito più volte del greco.
L’anno scorso la seconda prova è stata di latino, due anni fa di greco. Questo riporta in gioco il greco per il 2026, ma senza certezze. L’alternanza esiste, ma non è matematica, e il Ministero negli anni ha dimostrato di saperla piegare quando serve.
Senza contare che, come detto, non è da escludere la traccia mista.
Liceo scientifico: il fantasma della fisica
Allo scientifico il confronto è meno simmetrico. Matematica resta la candidata naturale, mentre fisica è una presenza storicamente marginale: è uscita solo nel 2019, e per di più in traccia mista con matematica.
Una fisica come prova unica sarebbe un vero unicum e rappresenterebbe un piccolo terremoto per gli studenti. Improbabile? Sì. Impossibile? No. Ma allo stato attuale, la previsione più solida resta ancora matematica. Staremo a vedere.
Liceo linguistico: il ritorno della lingua 1?
Qui il quadro è più mobile. Di norma esce lingua e cultura straniera 1, come è accaduto nel 2025. Nel 2024, però, è stata la volta della lingua 3, mentre nel 2023 di nuovo la lingua 1.
Guardando la sequenza, per il 2026 le probabilità tornano a concentrarsi sulla lingua 1, con una possibile apertura sulla lingua 2. La lingua 3, invece, appare decisamente più defilata.
Colloquio orale: quattro materie, ma due sono già note
Il colloquio della Maturità 2026 ruoterà attorno a quattro materie. Due, di fatto, sono già individuabili: italiano e la materia della seconda prova, che entreranno quasi certamente nel perimetro dell’orale. Restano quindi altre due discipline da selezionare.
Essendo il primo anno con questo impianto, è plausibile che il Ministero punti su materie centrali per l’indirizzo, evitando scelte eccentriche. In molti percorsi, l’inglese rappresenta una candidata naturale: trasversale, coerente con le competenze attese in uscita e già molto presente nella preparazione degli studenti.
Le scelte definitive, però, arriveranno solo con il decreto di fine gennaio. Ed è lì che le previsioni smetteranno di essere tali.