Maturità 2019: caccia ai commissari esterni, maturandi detective su Facebook

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Dopo l'annuncio delle materie di sconda prova, previsto per fine gennaio, nella prima settimana di giugno come di consuetudine il Miur pubblicherà le liste con i nomi dei commissari; scuola per scuola, classe per classe. Come ogni anno, dunque, i maturandi iniziano ad affilare le armi alla ricerca di ogni informazione utile a capire chi si nasconde dietro quei nomi e cognomi, soprattutto se si tratta di commissari esterni, i più temuti. Un’indagine di Skuola.net su mille maturandi a poche settimane dagli esami di Stato, svela che la caccia al commissario sta per cominciare, ma senza la frenesia dello scorso anno. Il 54% di loro sostiene di aspettare che i nomi siano pubblicati online senza passare per scuola. Un dato in controtendenza rispetto all’anno scorso, quando invece la maggioranza dei maturandi – il 77% - si è riversata in segreteria scolastica, dove in genere le liste si possono trovare in anticipo, senza aspettare la pubblicazione online.

I social network arretrano ma restano il canale preferito

Circa il 20% degli intervistati incaricherà un compagno per farsi passare informazioni sui commissari esterni, mentre il 58% le cercherà personalmente, in modo da arrivare psicologicamente preparato all’appuntamento con la maturità 2016, conoscendo più dettagli possibili sul suo carattere e sul suo metodo d’insegnamento. Per farlo, il 47% dei “detective” si affiderà soprattutto alla Rete; un dato in leggera flessione rispetto all’anno scorso (quando la percentuale salì ben oltre il 50%), con un evidente calo di fiducia nei confronti dei social network. Tra quelli che cercheranno indiscrezioni sui commissari esterni, infatti, il 29% sceglierà le piattaforme social per tenersi aggiornato (nel 2015 erano il 39%) mentre il 18% navigherà tra i siti internet dedicati agli studenti (dato in linea con quello dell’anno passato).

Torna la fiducia nei commissari interni

A beneficiare di questa parziale inversione di tendenza sono i professori di scuola, in particolare i commissari interni. Saranno loro, infatti, a conoscere personalmente prima di ogni altro i commissari esterni; così, il 30% degli studenti, afferma che interpellerà gli insegnanti della propria classe per avere notizie in anteprima. Mentre un 8% degli intervistati punta su un grande classico: andare nelle scuole della propria città dove insegnano i commissari esterni per carpire il maggior numero d’informazioni da studenti e bidelli.

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  • Facebook la fa da padrone, crescono Twitter e Whatsapp

    I social network meritano una parentesi a parte perché, seguendo le tendenze del web, il peso che avranno le singole piattaforme nelle “indagini” sui commissari esterni è la fotografia di quanto avviene nella vita di tutti i giorni. Rispetto all’anno scorso, tra chi cercherà sui social network, Facebook perde (relativamente) colpi: il 76% dei ragazzi lo ritiene ancora un mezzo affidabile, ma appena dodici mesi fa arrivò all’86% nelle preferenze di ricerche “social”. Crescono, invece, Twitter (6%) e Instagram (3%). Il 9%, infine, si affiderà al passaparola su WhatsApp, creando chat di gruppo con i propri compagni di classe; una sorta di via di mezzo tra ricerca virtuale e tradizionale.


    Il commissario ideale? Buono e prevedibile

    La notizia più preziosa che si cerca di conoscere è quella sulla “bontà” dei commissari. Il 33% vorrebbe sapere se è un soggetto di manica larga oppure è piuttosto stretto con i voti. Il 30%, invece, è interessato alle domande più frequenti che fa sulla sua materia. Gli argomenti trattati durante l’anno scolastico attirano l’attenzione del 15% dei ragazzi. Mentre la personalità del commissario è una priorità solo per il 15% di chi cercherà informazioni sui membri esterni.

    Meglio, però, se tutti interni

    Per evitare qualsiasi problema, l’ideale sarebbe avere una commissione formata solo da professori interni. Le percentuali di quanti vorrebbero sostenere l’esame davanti ai propri docenti è sempre molto alto; quest’anno arriva al 66%. Il 29% la vorrebbe, invece, mista (metà commissari interni, metà esterni). Mentre i più coraggiosi, che vorrebbero confrontarsi con una commissione formata da tutti professori esterni, sono il 5%, tutto sommato neanche pochi.
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    21 ottobre 2019 ore 15:00

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