Università e lavoro: le lauree che convengono di piů

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
lauree che convengono di più

La laurea conviene, ancora. Soprattuto se conseguita in Ingegneria, economia o medicina. Quasi la totalità degli studenti laureati nei corsi di laurea, interpellati da AlmaLaurea, a 5 anni dalla fine degli studi, ha un'occupazione. Male, invece, chi è laureato in lettere, legge e psicologia.



I laureati lavorano di più dei diplomati

Il rapporto di AlmaLaurea analizza le performance formative di oltre 280 mila laureati nel 2018 e quelle occupazionali di 640mila ex studenti. I laureati lavorano di più dei diplomati: nel 2018, il tasso di occupazione della fascia d'età 20-64 è pari al 78,7% tra i primi, rispetto al 65,7% dei secondi . E guadagnano anche di più: il 38,5 per cento.

I titoli di laurea più spendibili sul mercato del lavoro

Tra i laureati magistrali biennali, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, quelli meglio occupati sono i laureati in ingegneria, economia-statistica e professioni sanitarie: tutti sopra all’89 per cento (contro una media dell'85,6%). Laddove appare ancora in affanno chi ha un titolo dei gruppi giuridico, letterario, geo-biologico e psicologico (tutti al di sotto dell’80,0%). Spostandosi sui laureati magistrali a ciclo unico, censiti sempre a cinque anni, in testa troviamo i medici con il 92,4 per cento: quasi 16 punti in più dei laureati in giurisprudenza. Sul fronte della soddisfazione dei neolaureati, a un anno dal conseguimento del titolo, oltre la metà degli occupati dichiara che considera la laurea "molto efficace o efficace": ciò vale per il 56,3% dei laureati di primo livello e per il 59% dei laureati di secondo.

Stipendi più alti nel settore scientifico

Gli stipendi medi netti più alti se li aggiudicano i laureati di secondo livello dei gruppi ingegneria, scientifico e chimico-farmaceutico: rispettivamente 1.762, 1.675 e 1.595 euro mensili netti. Mentre nei gruppi psicologico e dell’insegnamento non si raggiungono neanche i 1.200 euro netti al mese.

Nel 2018, a un anno dal titolo, lo stipendio, in media, è pari a 1.169 euro per i laureati di primo livello e 1.232 euro per i laureati di secondo livello. Rispetto all'indagine del 2014 le retribuzioni reali (ovvero che tengono conto del mutato potere d'acquisto) a un anno dal conseguimento del titolo figurano in aumento: +13,4% per i laureati di primo livello, +14,1% per quelli di secondo.

Forma di contratto: domina quello a tempo determinato

La forma contrattuale più diffusa, ad un anno dalla laurea, è quella a tempo determinato, che riguarda oltre un terzo degli occupati. L'attività autonoma (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori eccetera) riguarda il 13,7% dei laureati di primo livello e il 10,9% dei laureati di secondo livello.
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