La professione più ricercata nel futuro? Il Project Manager

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
project manager

Il lavoro del futuro? Difficile dirlo, il mondo sta cambiando a una velocità tale da rendere quasi impossibile prevedere cosa accadrà anche tra i prossimi anni. Già oggi, però, una certezza rimane stabile: tra le professioni che sicuramente saranno più ricercate dalle aziende (e in parte già lo sono) c'è quella di project manager, tanto da definirlo il lavoro del presente o dell'immediato futuro. L'interesse nei confronti di questa figura professionale, infatti, è in costante crescita e non accenna ad arrestarsi. Basti pensare che, secondo le stime di analisti e selezionatori, nei prossimi 10 anni la domanda di project manager dovrebbe portare alla creazione di circa 22 milioni di nuovi posti di lavoro, con una crescita rispetto ad oggi del 33%.


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Project manager, chi è e cosa fa

Attenzione però: non si deve confondere il project manager, cioè il responsabile del progetto, con il progettista, figura molto più tecnica e settoriale. Il responsabile del progetto, infatti, si occupa di tutte le fasi progettuali: avvio, pianificazione, esecuzione, controllo e chiusura. Dunque è il responsabile di processi di diverso tipo: coordina infatti la pianificazione della squadra di lavoro fino alla gestione dei costi.
Si tratta dunque di un manager a 360 gradi che ha come obiettivo quello di garantire il risultato nei tempi (e nei costi stabiliti), una figura estremamente versatile.
Come si diventa, però, project manager? Il ruolo non è aperto soltanto a chi proviene da facoltà scientifiche come economia o ingegneria, è possibile accedervi anche attraverso altri percorsi di studi. Chiunque infatti può imparare a fare il project manager, anche se in tasca ha per esempio una laurea umanistica. La laurea o l’esperienza incidono principalmente sul campo di applicazione e sul settore in cui il project manager troverà lavoro. Fondamentale e anzi, tappa quasi obbligatoria è l'iscrizione ad un master o a una scuola di business management per specializzarsi ulteriormente e avere così maggiori chance di successo e collocamento professionale.

Project manager, quali sono le sue competenze

Al project manager generalmente vengono richieste competenze interdisciplinari: la capacità di controllo dei processi, buone capacità di problem solving, spiccate doti di leadership, ma allo stesso tempo di team working nonché infine un'ottima capacità di comunicazione. La padronanza delle cosiddette soft skill è insomma alla base delle competenze obbligatoriamente richieste per rivestire questo ruolo professionale.
Tuttavia, esistono vari profili di project manager, ognuno con proprie responsabilità in specifici campi di azione:
  • Coordinatore di progetto: supporta il manager nella gestione di un progetto per compiti di routine come la pianificazione di riunioni e la distribuzione di informazioni alle parti interessate;
  • Project scheduler: gestisce il software necessario alla pianificazione e al controllo dei tempi, degli aggiornamenti e delle modifiche dei progetti rispetto al piano originario;
  • Assistant project manager: coordina e supporta il project manager nello svolgimento del proprio lavoro in relazione ai progetti assegnati;
  • Project manager: su di lui ricade la piena responsabilità del progetto, per questo fornisce indicazioni per il miglioramento dei risultati e per l’ottimizzazione nella gestione delle risorse coinvolte nei vari progetti.

Project manager, quanto guadagna?

Attualmente su LinkedIn in Italia sono aperte più di mille posizioni comprese quelle con la qualifica di junior project manager. Requisiti fondamentali per la candidatura sono la conoscenza dell'inglese e la disponibilità alle trasferte.
La società di risorse umane Hunters Group ha inserito la figura del project manager tra quelle più richieste nel nostro paese: le domande provengono da medie e grandi imprese a caccia di una nuova competitività. Quanto guadagna, però, il project manager? In Italia si può dire che guadagni mediamente tra i 30 e i 50 mila euro all’anno, a cui si possono aggiungere eventuali benefit come smartphone, computer, auto aziendale e altri. Inoltre, poiché si tratta di una figura in cui è richiesta un'esperienza internazionale di più di dieci anni, la retribuzione può superare anche i 70 mila euro annui.
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20 novembre 2019 ore 15:30

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