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La religione: la religione è quella con la quale si cerca di spiegare l’origine della vita, il senso della sofferenza e della morte attraverso allegorie e l’invenzione del teorema dell’immortalità dell’anima. Da questi meccanismi vengono fuori gli studi di psicologi. L’uomo vuole sfuggire dalle sofferenze per il desiderio di piacere presente nell’uomo. Fino a questo punto la religione naviga in un percorso positivo perché cercò di dare all’uomo un verso positivo con l’immortalità dell’anima e questo è un aspetto positivo mentre l’aspetto negativo della religione è il clero che specula sulle sofferenze degli uomini per trovare guadagno inculcando nei fanciulli dogmi assurdi come quello dello spirito santo.
La filosofia invece per Schopenhauer dovrebbe spiegare l’origine della vita e il senso della disperazione ed è l’autentica filosofia che deve avere come modello tre grandi pensatori che si sono prodigati alla conoscenza della verità ovvero Platone, Kant e Buddha.

La vita dell’uomo: Per Schopenhauer la vita, come Leopardi è un alternarsi continua di dolore e noie. La vita è dolore perché ci lega al bisogno e ai desideri che non ci appagano mai. All’uomo ideologicamente appagato giungerebbe la Noia, la noia è una condizione esistenziale ancora più insopportabile del dolore, visto che è una malattia interiore dell’anima e dello spirito. Infatti quando l’uomo riesce a soddisfare i suoi bisogni primari e a tenere lontani i pericoli, scopre che la sua esistenza è un peso insopportabile da cui cerca di sfuggire con giochi e passatempi che lo distraggono. Inoltre, influenzato da Hobbes ritiene che la vita dell’uomo è una continua lotta tra le specie e gli individui della stessa specie. Questa lotta è alimentata sempre dalla volontà di vivere che come forza cosmica si conserva all’infinito scatenando animali e gli uomini uni contro gli altri in una sorte di “bello ommuni contro omnes”. Questo portò alcuni ad essere prede, altri ad essere predatori, oppressi ed oppressori; l’uomo non può fare a meno di mangiare per questo siamo predatori. Il mondo quindi non è una progressiva manifestazione della giustizia divina ma è espressione del dominio assoluto dell’ingiustizia. Inoltre, il nostro mondo non è il migliore dei mondi possibili secondo una concezione di Leibniz. Infatti al contrario di Hegel, Schopenhauer vede tutto quello che succede sia di positivo che si negativo in chiave della provvidenza divina, ma per Schopenhauer non c’è nessuna provvidenza divina, infatti nella sua visione pessimistica non c’è posto per la giustizia e la felicità promessa dal cristianesimo. Inoltre va contro l’ottimismo di Leopardi della Ginestra, dove appunto Schopenhauer oppone il fatto che il dolore attagliò non solo gli uomini ma tutti gli esseri viventi. Quindi per Schopenhauer non esiste nessuna ancora di salvezza. Inoltre lui sostiene che nell’uomo non esiste nessuna innata bontà ma anzi è una creatura malvagia e l’unico motivo per cui vive in società in compagnia degli altri uomini è perché se ne ha bisogno per il proprio tornaconto. L’uomo quindi diventa la creatura malvagia per eccellenza che a differenza degli altri animali che uccidono per il bisogno di farlo, l’uomo è capace di tutte le crudeltà per mettere a tacere la propria smania di piacere.

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