Concetti Chiave
- Il tentativo di unire filosofia orientale e occidentale evidenzia la relazione tra oggetto e soggetto, dove l'oggetto esiste solo in relazione al soggetto.
- Schopenhauer critica la visione hegeliana del pensiero, affermando che la vita è un sogno e il corpo ci permette di superare il velo di Maya per scoprire la verità.
- La vita è caratterizzata dal desiderio e dal dolore, con Schopenhauer che sostiene un pessimismo cosmico, contrariamente alla visione di Hegel sulla felicità.
- La liberazione dall'essere, intesa come volontà, è possibile attraverso l'arte, la giustizia e il Nirvana, che rappresentano tre gradi di ascesi e liberazione.
- Schopenhauer critica la società contemporanea, proponendo la fuga dalla sofferenza attraverso il Nirvana come soluzione al dolore esistenziale.
Filosofia orientale e occidentale
C’è in quest’opera il tentativo di fondere la filosofia orientale con quella occidentale.
La realtà è vista come stretta relazione tra oggetto e soggetto: l’oggetto esiste solo in relazione al soggetto.
Il velo di Maya e il corpo
Il mondo è sogno. La dea Maya avvolge col suo velo tutte le cose, tutto è sogno e la vita è fantasia e intenzione. C’è qui una critica a Hegel quando dice che lo spirito è pensiero, infatti, se così fosse, noi saremmo prigionieri del velo di Maya. Però noi non siamo solo pensiero ma anche corpo.
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Filo di Arianna che ci fa entrare e ci fa uscire dopo aver sconfitto il Minotauro.
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Il corpo è ciò che ci permette
di squarciare il velo di Maya e di
scoprire la verità.
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L’essere è volontà ↓
Secondo il razionalismo è ciò
che è direttamente legato alla
conoscenza.
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Volontà e istinto
La volontà è una, universale, eterna, inconscia e irrazionale.
Non è ragione, né coscienza. È priva di ragione. La volontà non ha un fine, né una causa. ↓
NOVITA’: scoperta dell’istinto come elemento fondamentale della natura → si rivede in Nietzsche
e Freud.
Più c’è coscienza, più c’è pensiero, meno le forze primordiali appaiono nella loro vigoria, ma ci sono. L’essere è uno solo ed è irrazionalità, non ragione. Le pulsioni non hanno una ragione, ma vanno nel senso opposto. La vita è la realizzazione della volontà.
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Desiderio e pessimismo cosmico
La caratteristica fondamentale della vita è il desiderio.
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Espressione delle pulsioni.
L’uomo che desidera è colui che è mancante di qualcosa → la caratteristica fondamentale della vita è il dolore. La vita è dolore.
Come Leopardi, e contrariamente a Hegel, c’è in Schopenhauer il pessimismo più acuto.
Tutti soffrono (uomini, animali, piante, ecc.) → PESSIMISMO COSMICO
La felicità c’è, ma non esiste in senso positivo. Essa è solo la sospensione temporanea del dolore; non dura molto poiché se il dolore non riprende c’è la noia (o tedio)
La noia è assenza di gioia e di dolore.
La vita è un continuo oscillare tra dolore e noia → concezione materialistica, atea
L’amore è ciò che tutti hanno esaltato (ad esempio i Romantici), ma per Schopenhauer non esiste, ciò che invece esiste è la volontà che si realizza nella vita attraverso il corpo.
La vita non è un dono di Dio, altrimenti egli sarebbe un genio maligno che crea e provoca sofferenza.
Liberazione attraverso arte e giustizia
La storia non è progresso. Schopenhauer toglie qualsiasi idea di cambiamento e progresso nella storia.
Il suo pessimismo è una critica alla società contemporanea.
Si pone, dunque il problema della liberazione dell’uomo dall’essere (=volontà).
Schopenhauer critica l’idea del suicidio che è la fine di una singola esistenza e non la fine del dolore.
La liberazione è tuttavia possibile attraversi un percorso più difficile della scelta del suicidio, esistono tre gradi:
1. COLTIVAZIONE DELL’ARTE → l’arte è uno strumento che ci permette di innalzarci. Ci sono
elementi dell’arte: quella meno libera è l’architettura, mentre l’arte per eccellenza è la musica che fa sperimentare la fine dell’egoismo.
2. LA GIUSTIZIA → sforzarsi di riconoscere l’esistenza dell’altro come strumento autonomo,
indipendente. Lo sforzo che si fa nel riconoscere l’altro è la giustizia, l’uscire dall’egoismo. Il momento più alto della giustizia è l’agape (=compassione); questa parola significa avere la capacità di conoscere (cum patior), capire quali comportamenti ha avuto l’altro per arrivare a una certa situazione, a una certa conoscenza. La compassione educa a superare l’individuo e a porsi in relazione con gli altri.
3. NIRVANA → è il grado più alto dell’ascesi (=liberazione dell’uomo dalla volontà). Il Nirvana è
il nulla. È il dominio, la macerazione del corpo: purezza e in contaminazione portano a controllare la volontà e a liberare il corpo da essa. La liberazione del corpo è la pienezza dell’essere, la liberazione dell’uomo dalle passioni che significa liberazione dalla sofferenza. Il Nirvana è la fuga dalla società.
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La critica alla società, in Schopenhauer, è, dunque, fuga dalla società
Domande da interrogazione
- Qual è il tentativo principale dell'opera riguardo alla filosofia orientale e occidentale?
- Come viene descritta la vita secondo Schopenhauer?
- Qual è il ruolo del corpo nella filosofia presentata?
- Quali sono i tre gradi di liberazione secondo Schopenhauer?
- Come si critica la società contemporanea in questa opera?
L'opera cerca di fondere la filosofia orientale con quella occidentale, evidenziando la relazione tra oggetto e soggetto, dove l'oggetto esiste solo in relazione al soggetto.
Schopenhauer descrive la vita come un continuo oscillare tra dolore e noia, affermando che la caratteristica fondamentale della vita è il desiderio, che porta inevitabilmente al dolore.
Il corpo è visto come lo strumento che permette di squarciare il velo di Maya e scoprire la verità, non essendo solo pensiero, ma anche una manifestazione della volontà.
I tre gradi di liberazione sono: la coltivazione dell'arte, la giustizia e il Nirvana, ognuno dei quali rappresenta un percorso per superare l'egoismo e la sofferenza.
Schopenhauer critica la società contemporanea sostenendo che la storia non è progresso e che la liberazione dall'essere, intesa come volontà, è necessaria per sfuggire alla sofferenza e al dolore.