Ominide 284 punti

Il rapporto di lavoro dipendente


Il rapporto di lavoro dipendente


Le fonti giuridiche del rapporto di lavoro


Il rapporto di lavoro subordinato pone un altissimo numero di lavoratori (dipendenti) alle dipendenze di altri soggetti (datori di lavoro).
I lavoratori dipendenti sono coloro che si impegnano, in cambio di una retribuzione, a collaborare nell’azienda prestando il proprio lavoro intellettuale o materiale alle dipendenze e sotto la direzione di un soggetto detto “datore di lavoro”.
Il rapporto di lavoro subordinato è regolato da un contratto di lavoro.
Il datore di lavoro stabilisce le modalità e il luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, oltre a dover pagare al lavoratore dipendente la retribuzione (stipendio o salario), è tenuto a mettergli a disposizione gli strumenti e i materiali necessari allo svolgimento della prestazione.
Diritto del lavoro
Il diritto del lavoro è volto a tutelare la libertà, la personalità umana, la dignità e gli interessi economici dei lavoratori dipendenti.
Vi sono numerose norme che regolano il diritto del lavoro nel quale l’elemento centrale è costituito dal rapporto di lavoro subordinato.
Il diritto del lavoro, che è in continua evoluzione e costituisce un’ampia area del nostro ordinato giuridico, è formato dalle numerose norme che disciplinano il rapporto di lavoro tra i datori di lavoro e i lavoratori dipendenti.
All’interno, vi sono alcuni nuclei di norme giuridiche che costituiscono la legislazione sociale e la legislazione sindacale.
Le fonti giuridiche del rapporto di lavoro dipendente possono essere così elencate:
• Costituzione (Art. 1 e da 35 a 37);
Codice civile;
• Leggi speciali in materia di lavoro;
• Contratti collettivi di lavoro;
• Contratti individuali di lavoro;
• Regolamenti interni;
• Usi e consuetudini.

Fonti interne e fonti esterne


Le fonti giuridiche sopra elencate sono dette “interne” e la loro applicazione è affidata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Welfare). Le fonti “esterne” sono comunitarie.
I diritti dei lavoratori subordinati
I poteri del datore di lavoro non sono assoluti perché le norme giuridiche in materia di lavoro pongono dei limiti rigidi e precisi. Devono essere infatti riconosciuti a tutti i dipendenti il diritto al rispetto della propria dignità umana, il diritto alla libertà sindacale, il diritto alla sicurezza e all’integrità fisica, il diritto al riposo e al tempo libero e il diritto alla parità di trattamento economico e di opportunità professionali senza differenze basate sul sesso o sulle idee politiche, sindacali e religiose.
Statuto dei lavoratori
I poteri dei datori di lavoro sono stati delimitati con lo Statuto dei Lavoratori, una legge che contiene una serie di norme sulla tutela della libertà e della dignità dei lavoratori, della libertà e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro.
Rimane ancora, dopo la Costituzione, la fonte principale del nostro diritto del lavoro.
Lo statuto dei lavoratori, vieta alle imprese ogni iniziativa che possa vanificare alcuni diritti fondamentali dei lavoratori:
• L’impresa non può far controllare l’attività dei lavoratori da guardie giurate che possono vigilare sul patrimonio aziendale;
• L’impresa non può usare apparecchiature tecnologiche per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori;
• L’impresa deve far conoscere i nomi e i compiti del personale addetto alla vigilanza e deve limitare in modo rigoroso le perquisizioni all’uscita dal lavoro rivolte ad accertare che il dipendente non si sia appropriato di materiali o di prodotti di proprietà dell’azienda;
• L’impresa non può compiere accertamenti diretti sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio dei dipendenti, ma deve delegare tali accertamenti alle autorità sanitarie competenti.

Il sistema contrattuale


Dal contratto di lavoro individuale (tra lavoratore e datore di lavoro) derivano due obbligazioni:
• Quella del datore di lavoro consiste nel pagare la retribuzione;
• Quella del lavoratore consiste nello svolgere la propria attività alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro.
I contratti di lavoro collettivi vengono stipulati tra un’associazione di imprenditori e un sindacato e possono essere:
• Nazionali;
• Decentrati.
I contratti di lavoro collettivi contengono le regole generali sul trattamento economico e normativo alle quali i contratti di lavoro individuali devono uniformarsi e possono discostarsi solo con effetto migliorativo per i lavoratori dipendenti.

Le relazioni industriali


L’espressione relazioni industriali indica i rapporti tra le associazioni delle imprese e i sindacati dei lavoratori, con l’intervento dello Stato che partecipa alla contrattazione collettiva svolgendo prevalentemente un’azione mediatrice tra le parti.
I protagonisti del sistema di relazioni industriali sono dunque tre:
• Le associazioni degli imprenditori;
• I sindacati dei lavoratori;
• Lo Stato.

Le forme principali di lavoro dipendente


Oltre che dal punto di vista giuridico, il lavoro risulta fondamentale anche dai punti di vista economico e umano.
Il rapporto di lavoro subordinato può essere svolto in base a numerose forme contrattuali previste dalla legge.

Rapporto di lavoro stabile


Contratto a tempo indeterminato


Assicura al dipendente la continuità del rapporto di lavoro e gli garantisce una retribuzione costante con la quale può pianificare l’esistenza personale e della propria famiglia.
I rapporti a tempo indeterminato possono cessare:
• Per effetto del pensionamento o delle dimissioni del lavoratore;
• In seguito a licenziamento che deve però avvenire per giusta causa o per giustificato motivo.

Rapporti di lavoro flessibili


La flessibilità lavorativa, offre alle imprese la possibilità di modificare in più o in meno il numero dei lavoratori in base all’andamento del proprio ciclo produttivo.
• Contratto di lavoro a tempo determinato: Viene inserita la data in cui finirà; pertanto la durata del rapporto di lavoro è prestabilita sin dall’inizio;

• Contratto di somministrazione di lavoro: L’agenzia per il lavoro mette a disposizione di un’impresa utilizzatrice uno o più lavoratori affinchè svolgano la loro opera nell’interesse e sotto la direzione dell’impresa utilizzatrice.

• Contratto a tempo parziale (part-time): è un contratto che impegna i dipendenti a un orario di lavoro inferiore all’orario normale stabilito dai contratti collettivi.


• Part-time orizzontale: Prevede la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero rispetto all’orario completo (es.20 ore settimanali distribuite in 4 ore per 5 giorni a settimana);

• Part-time verticale: Prevede lo svolgimento dell’attività a tempo pieno sol per prestabiliti periodi di tempo nel corso della settimana, del mese o dell’anno (es. se l’orario di lavoro normale è di 36 ore in 6 giorni, un dipendente a tempo parziale lavora 6 ore per 3 giorni);

• Part-time misto: Struttura contrattuale che abbina le due forme sopra descritte di tempo parziale orizzontale e verticale (es. se orario tot 40 ore settimanali suddivise in 8 ore per 5 giorni, il dipendente lavora per 5 ore solo 4 giorni).

• Contratto di lavoro a progetto: Contratto di lavoro stipulato in forma scritta che origina una “collaborazione coordinata” tra impresa e lavoratore perché deve essere riconducibile a uno o più progetti prestabiliti dall’impresa che vengono gestiti autonomamente dal lavoratore.

Contratto di apprendistato


L’apprendistato è un rapporto di lavoro nel corso del quale l’impresa è obbligata a impartire o a far impartire all’apprendista assunto alle sue dipendenze l’addestramento necessario perché possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato-
• Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;
• Apprendistato professionalizzante o di mestiere;
• Apprendistato per percorsi di alta formazione e di ricerca.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email