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Il Presidente della Repubblica Parlamentare Italiana


Premettiamo dapprima quanto l’importanza del Presidente della Repubblica come organo di governo non venga quantificata esclusivamente per le funzioni dello stesso, difatti, il Capo dello Stato, appellativo che non vuol lasciar intendere alcun potere governativo bensì di unità nazionale, ricopre un ruolo simbolico-rappresentativo essenziale, rappresentando la giustizia e l’imparzialità della nostra Costituzione su territorio nazionale ed oltre confine.

Come possibilmente inteso, essendo l’Italia una repubblica parlamentare e non presidenziale, il Presidente non è il fulcro del potere governativo statale ne tanto meno ricopre un ruolo di leader politico a differenza del Primo Ministro. Tuttavia non bisogna considerare secondario la funzione di contrappeso e ponderatio che il Presidente ricopre, interagendo con gli altri organi per garantire coesione ed equità fra gli enti governativi, garantendo un operato nell’interesse più assoluto della Costituzione e dei cittadini (articolo 87).

Per la Costituzione Italiana il Capo di Stato è un organo ufficialmente qualificato come:
-Imparziale ed indipendente, non pende verso nessuna forza politica ed opera in assenza di vincoli imposti eventualmente da altri organi.
-Stabile, è immune alla volontà politica dei partiti.
-Monocratico, poiché costituito da una sola persona fisica.

Il Presidente è eletto dal Parlamento in seduta comune. Ogni cittadino italiano con non meno di cinquant’anni e pieno godimento di diritti civili e politici può essere eletto, tuttavia un’altra condizione non ufficiale è quella di essere membri del Parlamento in quanto nella storia non si è mai verificato un caso di elezione di un “non-parlamentare”. Il giuramento del candidato eletto prevede che lo stesso rinunci a qualunque carica rivestita nel momento dell’elezione. Il periodo di carica è detto settennato (sette anni), può concludersi naturalmente o anticipatamente per cause di forza maggiore, dimissioni o condanna della Corte (rielezione indette dal Presidente della Camera). Il Capo di Stato è rieleggibile. La procedura di elezione del Presidente è contraddistinta da sette macro fasi:
-Il Parlamento si riunisce in seduta comune con la partecipazione dei delegati regionali.
-Votazione per scrutinio segreto.
-E’ eletto il candidato che entro tre scrutini raggiunge la maggioranza qualitativa.
-Dal quarto scrutinio viene eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta.

-In caso di mancata elezione gli scrutini continuano ad oltranza.
-Il candidato eletto presta giuramento dinnanzi al parlamento.
-Il settennato ha inizio.

Come precedentemente detto il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione e dell’unità del sistema nazionale, tuttavia gode di particolari facoltà nei confronti degli altri poteri statali. Ha svariati compiti in ambito legislativo, può infatti indire le elezioni delle Camere e stabilirne la prima riunione, convocarle straordinariamente ed eccezionalmente scioglierle prima di fine legislatura. Inoltre autorizza la presentazione dei disegni di legge del Parlamento; promulga le leggi, i decreti legge o legislativi e i regolamenti; ha la libertà di indire referendum popolari e nominare fino a cinque senatori a vita.

Il Capo di Stato gode di un forte potere di controllo sul Governo, individua il Primo Ministro e nomina i Ministri indicati da questo; autorizza i progetti di legge ed emana gli atti normativi del Governo; inoltre gode di controllo sulle Forze armate, nomina i funzionari e conferisce le onorificenze. In ambito internazionale riceve i diplomatici degli altri paesi e ratifica i trattati.
In campo giudiziario presiede il Consiglio della Magistratura e nomina un terzo dei giudici della Corte costituzionale. Ha il potere eccezionale di commutare le pene e concedere la grazia.

Restano da Definire le responsabilità del Capo di Stato. Su di lui in ogni caso non verte responsabilità politica alcuna per i decreti ed atti da lui emanati, essa dunque ricade sui Ministri proponenti che controfirmano il documento, convalidandolo e assumendosene le responsabilità le eventuali responsabilità conseguenti. Il Presidente della Repubblica è pienamente responsabile per reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione, in tal caso viene sottoposto al giudizio della Corte costituzionale.

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