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Potere presidenziale nell’ultimo ventennio



Il presidente Ciampi esercitò il suo mandato in una fase in cui la democrazia maggioritaria era parsa decollare. Perciò non dovette assumere decisioni particolarmente gravose.
Invece, il presidente Napolitano non poté che sciogliere anticipatamente la XV legislatura, dopo soli ventidue mesi, una volta registrata l’impossibilità di un’intesa fra le forze di maggioranza e di opposizione (febbraio 2008, a seguito della crisi del secondo governo Prodi).
Nella XVI legislatura, al momento delle dimissioni del quarto governo Berlusconi, convinto dell’inopportunità di uno scioglimento in un momento di grave sfiducia dei mercati verso il nostro paese, promosse la formazione di un governo di tecnici (senza parlamentari) guidato dal professor Mario Monti e sostenuto dalle principali forze politiche, con lo scopo di fronteggiare l’emergenza finanziaria ed economica (novembre 2011).
Nella XVII legislatura, dopo essere stato rieletto, si espresse contro ipotesi di elezioni anticipate che avrebbero impedito al Parlamento di andare avanti sulla strada della riforma elettorale e della revisione della seconda parte della Costituzione.
Da parte sua il presidente Mattarella, dopo la bocciatura del progetto di revisione costituzionale nel referendum del dicembre 2016, escluse lo scioglimento finché il Parlamento non fosse intervenuto per rendere omogenee le leggi elettorali delle due Camere.