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Il popolo e la cittadinanza

Il popolo è l'insieme dei cittadini, ossia delle persone legate allo Stato dal rapporto di cittadinanza. La cittadinanza è lo status ( stato giuridico soggettivo che contraddistingue una persona come appartenente a una determinata categoria, caratterizzata da una particolare sfera di diritti e doveri) da cui deriva la titolarità dei diritti e dei doveri propri dei cittadini.
Tra i diritti di cui sono titolari i cittadini italiani, la nostra Costituzione riconosce come inviolabile quelli propri della natura umana, quali il diritto alla vita e al rispetto della dignità personale.
E' inoltre tutelato il valore della libertà, nelle sue varie espressioni di libertà religiosa, libertà di manifestazione del pensiero, libertà di riunione e di associazione, libertà di circolazione e di soggiorno.
Gli italiani hanno dei precisi doveri verso lo Stato. Devono pagare le imposte, contribuendo alle spese che lo Stato sostiene per erogare i servizi pubblici; devono inoltre versare i contributi previdenziali che servono per il sostegno economico delle categorie sociali più deboli, quali i pensionati, gli invalidi, i disoccupati. Si tratta dunque di un dovere economico e sociale. I cittadini maggiorenni hanno il dovere di votare alle elezioni, per nominare i loro rappresentanti in Parlamento, negli enti locali, quali Regioni, Province e Comuni, nel Parlamento Europeo.
Il diritto di voto va rispettato anche in occasione di referendum popolari, in cui si è chiamati a esprimere la propria opinione circa il mantenimento o meno di determinate leggi.
Il voto è un dovere civico, proprio quindi di un "buon cittadino", ma non comporta sensazioni nel caso in cui vi si adempia.
L'acquisto della cittadinanza

Si diventa cittadini italiani:
- per nascita;
- Per legge (matrimonio,adozione);
- Per elezione;
- Per naturalizzazione.
E' cittadino per nascita il figlio di madre o di padre cittadini. Se i genitori sono apolidi (privi di una specifica cittadinanza, come certe persone nomadi) o sconosciuti ( se si pensa a un bambino abbandonato), diventa cittadino italiano chi nasce nel territorio della Repubblica.
In base alla legge può ottenere la cittadinanza italiana, dietro specifica richiesta lo straniero che si unisce in matrimonio con una cittadina italiana (oppure la straniera che sposa un cittadino italiano), purché risieda regolarmente ( avendo un permesso di soggiorno) nel territorio del nostro Paese da almeno sei mesi o dopo tre anni dalla data di matrimonio, sempre che nel frattempo non vi sia stato scioglimento o annullamento. Diviene inoltre cittadino il minore adottato da genitori italiani.
L'acquisto della cittadinanza per elezione può avvenire su richiesta dell'interessato e può riguardare:
- lo straniero nato in Italia, se risiede legalmente nel nostro Paese fino al compimento della maggiore età e dichiara, entro un anno da tale data, di volere acquistare la cittadinanza italiana;
- Il figlio di genitori o il nipote di nonni cittadini italiani per nascita, se ricorre una delle condizioni previste dalla legge, tra cui l'assunzione di un impiego pubblico, anche all'estero, alle dipendenze dello Stato italiano.
In alcuni casi la cittadinanza italiana si ottiene per naturalizzazione e dipende da un atto di concessione del Presidente della Repubblica. Può richiedere di essere "naturalizzato" italiano chi provi di avere avuto residenza legale in Italia per un periodo di almeno quattro anni, se si tratta di una persona appartenente a uno Stato dell'Unione europea o di almeno dieci anni se l'individuo è extracomunitario.
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