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Cittadinanza


Il termine cittadinanza esprime un vincolo e un diritto di appartenenza ad una città o stato da parte di un individuo detto cittadino.
Il termine, in ambito giuridico, indica i diritti e doveri del cittadino che appartiene ad uno stato o ad una comunità.
La cittadinanza può esser vista sia come uno "status" del cittadino, sia come un rapporto giuridico tra stato e cittadino.


La cittadinanza italiana si acquista Iure sanguinis, ovvero se si è nati o si è adottati da italiani. C'è la possibilità di acquistare la cittadinanza italiana tramite Iure soli, se si nasce in Italia da genitori apolidi o se i genitori sono sconosciuti o non possono dare la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello stato da cui provengono.

La cittadinanza può perdersi se si rinuncia, se si acquisisce la cittadinanza di un altro Stato o in caso venga privata per atto della pubblica autorità in conseguenza a gravi sanzioni.
Si può perdere e acquisire a seguito di trattati internazionali che trasferiscono una parte del territorio (e di conseguenza la popolazione che vi risiede) da uno Stato all'altro.

La cittadinanza può essere richiesta dagli stranieri residenti in Italia da almeno 10 ani e che hanno i requisiti necessari. In particolare, colui che richiede la cittadinanza, deve dimostrare di avere redditi sufficienti al sostentamento, di avere la fedina penale pulita e non avere motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.

Si può diventare cittadini italiani anche in caso di matrimonio : la "cittadinanza per matrimonio" viene riconosciuta dal prefetto della provincia di residenza del richiedente.
Molti dei diritti tutelati dalla cittadinanza spettano a tutti gli individui, cittadini o meno, essendo riconosciuta l'universalità dei diritti umani.
La legge prevede alcuni casi in cui può venir meno lo status di cittadino italiano, però la cittadinanza italiana si può riacquistare su domanda.