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Esistono Stati molto diversi fra di loro, ma tutti devono essere costituiti dal popolo, dal territorio e dalla sovranità. Senza questi elementi costitutivi, non si avrebbe Stato. Esiste una differenza sostanziale fra popolo e popolazione. La popolazione è formata dalle persone presenti in un certo momento sul territorio di uno Stato, siano esse cittadini, stranieri o apolidi. Il popolo, invece, è costituito dalle persone che hanno la cittadinanza dello Stato, quindi i cittadini formano il popolo. Chi appartiene ad un altro Stato è straniero, mentre è apolide chi non ha alcuna cittadinanza. La cittadinanza è l'appartenenza di una persona a uno Stato; l'essere cittadini comporta una serie di diritti e doveri. Il cittadino può godere sia dei diritti civili sia dei diritti politici, mentre allo straniero sono riconosciuti solo i diritti civili (diritto alla libertà). Per quanto riguarda i doveri ricordiamo l'obbligo di pagare i tributi per contribuire alle spese dello Stato. Può accadere che una persona sia contemporaneamente cittadino di due Stati e cioè abbia una doppia cittadinanza. La cittadinanza italiana si può perdere con la rinuncia spontanea, ma nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici.

In base a una legge del 1992, si può diventare cittadini italiani per nascita, per adozione, per matrimonio o per naturalizzazione.
Per nascita: la cittadinanza del padre, o della madre, determina la cittadinanza del figlio (per diritto di sangue); è cittadino italiano chi nasce nel territorio italiano (per diritto di luogo) ma solo nel caso i cui i genitori siano ignoti o apolidi; non è italiano chi nasce in Italia da genitori stranieri.
Per adozione: diventa cittadino italiano il minore straniero che è stato adottato da un cittadino italiano.
Per matrimonio: un persona straniera o apolide che contrae matrimonio con un cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana, una volta trascorsi o 6 mesi di residenza nel territorio italiano o 3 anni di matrimonio.
Per naturalizzazione: si diventa cittadini italiani facendo richiesta al Presidente della Repubblica che, dopo il parere del Consiglio di Stato, emana il decreto di naturalizzazione. Possono essere naturalizzati gli stranieri o gli apolidi che risiedono in Italia da almeno 10 anni o che hanno reso servizi all'Italia.

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