Origini del diritto amministrativo


Le origini del diritto amministrativo sono recenti, la sua nascita la si fa risalire al periodo immediatamente successivo alla rivoluzione francese, in particolare alle leggi napoleoniche dell’inizio dell’ottocento che hanno assoggettato il potere pubblico a una disciplina derogatoria rispetto a quella di diritto comune e hanno realizzato una struttura verticistica per assicurare uno stretto vincolo gerarchico degli organi periferici (i prefetti) al centro dell’impero.
Questo modello si impose anche al di fuori della Francia come conseguenza delle conquiste napoleoniche.
L’azione amministrativa e gli strumenti di giustizia iniziarono ad essere disciplinati, originando in alcuni stati europei un primo complesso di regole di diritto amministrativo e di giustizia amministrativa.

Nell’Italia post unificazione, il primo importante corpus normativo risale al 1865, con la legge 20 marzo 1865 n.2248, che si articolava in allegati (alcuni ancora in vigore):
1- Allegato a: legge su province e comuni;
2- Allegato b: legge di pubblica sicurezza;
3- Allegato c: legge di sanità pubblica;
4- Allegato d: legge sul consiglio di stato;
5- Allegato e: legge abolitiva del contezioso amministrativo;
6- Allegato f: legge sui lavori pubblici.

Nel 1865 è stata pubblicata anche la legge n. 2359 sull’espropriazione per pubblica utilità.

Si può dunque affermare che il 1865 sia l’anno zero della storia del diritto amministrativo.
Contemporaneamente al sorgere della nuova disciplina non sono mancati gli studi della dottrina, ma nell’ottocento lo sviluppo della scienza giuridica amministrativa è da riconoscere alla scuola francese e tedesca.
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