Video appunto: Forme di governo atipiche

Forme di governo atipiche



Accanto alle tradizionali forme di governo, nel corso del tempo se ne sono create delle altre, definite aggiuntive o atipiche. In particolare, si è parlato di forma di governo del primo ministro (o anche premierato) e di forma di governo a premier direttamente elettivo. In entrambi i casi ci si riferisce a una forma di governo nella quale la figura del primo ministro è particolarmente forte (perché nomina e revoca i ministri, perché è il solo titolare del rapporto fiduciario, perché può indire elezioni anticipate, perché in altri termini ha poteri che gli consentono di determinare l’indirizzo politico del governo).
Nel secondo caso l’investitura del primo ministro avviene attraverso l’elezione popolare diretta. La differenza principale sta nella maggiore rigidità della seconda ipotesi, dovendosi presumere che una eventuale sfiducia al primo ministro non possa che comportare automatico scioglimento del parlamento (nell’altra, invece, si può anche pensare – sia pure come eccezione – a forme di sostituzione parlamentare del primo ministro).

Si tratta in sostanza di tentativi di «replicare» il modello Westminster, cioè il classico governo parlamentare di tipo inglese, facendo ricorso a soluzioni giuridico-costituzionali elaborate a tale specifico scopo.
In Europa, la forma di governo di gran lunga prevalente è quella parlamentare. Se consideriamo l’Unione europea, i paesi candidati all’adesione (Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia) e quelli che hanno rapporti particolarmente stretti con essa (Islanda, Norvegia, Svizzera), 36 stati in tutto (oltre 610 milioni di abitanti), vediamo che uno solo ha una forma di governo direttoriale, la Svizzera; due hanno una forma di governo presidenziale (Cipro e la Turchia, quest’ultima dopo il referendum costituzionale del 2017). Gli altri 33 (520 milioni di abitanti) adottano una qualche variante del regime parlamentare: l’esecutivo per restare in carica deve contare sulla disponibilità della maggioranza dei componenti del parlamento a non mandarlo a casa (in ciò consiste il rapporto fiduciario).