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Divisione dei poteri all'interno di uno Stato di diritto
Il tema della suddivisione dei poteri all’interno di uno Stato di diritto ha interessato molti filosofi e storici sin dall’instaurazione dello stesso. Molto interessante fu la teoria formulata da Montesquieu che sintetizza in uno studio, “ L’ Esprit de lois”, il modello ideale di divisione dei poteri che sta alla base della moderna concezione dello Stato di diritto. Ma perché si “ teorizzava” sulla divisione dei poteri?
In un regine oligarchico e in una monarchia, l’interpretazione, la formulazione e l’esecuzione delle leggi, nonché l’indirizzo politico, spettavano solo ed unicamente a poche o a una persona sola. Certamente la centralizzazione del potere , in quanto tale, non favoriva in sé le condizioni per la democrazia.
Con lo Stato di diritto perciò si ha la prima decentralizzazione degli incarichi. I poteri dello Stato sono tre e si suddividono in:
1. POTERE LEGISLATIVO
2. POTERE ESECUTIVO
3. POTERE GIUDIZIARIO


Dal capitolo XI de “ L’ Esprit de Lois”

“ Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo o lo stesso corpo dei governanti, dei nobili o del popolo, esercitasse insieme i tre poteri. Quello di fare le leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti o le cause tra privati.”- afferma Montesquieu per avvalorare la sua tesi.


“In ogni Stato esistono tre tipi di potere: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose dipendenti dal diritto delle genti e il potere esecutivo delle cose dipendenti dal diritto civile”

Egli racchiude dapprincipio una prima divisione tra i tre poteri. Inoltre afferma che esiste un potere legislativo, ma che esiste anche un potere che deve avere il popolo ed un potere giudiziario messo in atto dal diritto civile.

POTERE LEGISLATIVO
Nel nostro ordinamento il potere legislativo spetta- ex artt. 70 e ss. Cost.- al Parlamento, il potere esecutivo – ex artt. 92 e ss. Cost.- al Governo, il potere giudiziario – ex artt. 101 e ss. Cost.- alla Magistratura.
La separazione dei poteri tuttavia richiede un certo grado di collaborazione tra gli organi dello Stato senza il quale si cadrebbe nel conflitto e nel disordine costituzionale.

Il Parlamento è il fulcro dell’organizzazione costituzionale, perché a questo spettano i più alti poteri di decisione sul funzionamento dello Stato e su diritti e doveri dei cittadini. L’elezione dei suoi membri è perciò la forma principale di esercizio della sovranità popolare. Il Parlamento è un organo bicamerale in quanto composto da due camere: Camera dei deputati e Senato della Repubblica. Le due Camere hanno identici poteri e per questo si parla di “ bicameralismo perfetto”. La Camera dei Deputati è composta da 630 membri e il Senato della Repubblica da 315 membri. La principale attività del Parlamento è quella legislativa.

La legge è l’atto principale attraverso il quale lo Stato opera ed essa è obbligatoria per tutti i cittadini.
In base all’art. 70 Cost. la funzione legislativa è esercitata “collettivamente” , per cui significa che per l’approvazione della legge occorre il voto favorevole, sullo stesso testo, sia della Camera dei Deputati che del Senato.
L’iter legislativo si compone delle seguenti fasi:
1) Iniziativa o proposta di legge;
2) approvazione ( avviene articolo per articolo e poi con il voto finale sull’intera legge);
3)promulgazione, che consiste in un controllo di regolarità e costituzionalità ad opera del Presidente della Repubblica;
4) pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

POTERE ESECUTIVO
Il potere esecutivo nel nostro ordinamento spetta al Governo che ha compiti propri diversi da quelli del Parlamento. Ad esso spettano i poteri relativi all’adempimento di compiti previsti dalle leggi e, a questo fine, al Governo fa capo l’immane struttura degli uffici ministeriali che si occupano della Pubblica Amministrazione. Il Governo esercita oltre al potere esecutivo anche quelli di direzione, impulso e indirizzo politico. Il Governo è un organo che comprende il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri.Il Presidente del Consiglio rappresenta il Governo e il suo indirizzo politico.
Al Governo oltre che il potere esecutivo spetta anche in casi particolari il potere legislativo. Il potere legislativo del Governo si esercita attraverso due atti aventi forza di leggi: Decreti legge e decreti legislativo.


POTERE GIUDIZIARIO
Spetta alla Magistratura, un insieme di organi indipendenti (i giudici), il cui compito è decidere le liti applicando il diritto. Le loro decisioni si chiamano sentenze. Quella svolta dalla Magistratura è la funzione giurisdizionale ed è la terza delle grandi funzioni dello Stato.

La Magistratura è composta da Giudici ordinari e speciali. La Giurisdizione ordinaria si divide in Giurisdizione Civile e Penale. La Magistratura speciale si occupa di aspetti particolari. Carattere essenziale dei giudici è la loro esclusiva soggezione alla legge e quindi l’indipendenza da ogni altro potere.
Per rendere giustizia il giudice deve essere imparziale, ovvero non deve farsi rappresentante di interessi diversi da quelli della corretta applicazione della legge. Nei regimi autoritari (per esempio nel fascismo) il giudice era un funzionario che dipendeva dal Governo e la Magistratura era quindi uno strumento politico.
I giudici svolgono la loro funzione tramite diversi tipi di procedimenti e processi.

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