Ominide 155 punti

Articolo 11
«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo»
Nell’articolo 11 della Costituzione italiana si afferma che il nostro paese, l'Italia, rifiuta la guerra “come strumento di offesa” o come mezzo per risolvere le controversie, quindi non consente che si possa attaccare un altro popolo, ma è ammessa solo per difesa. Quindi la nostra Costituzione rifiuta la guerra come mezzo di intervento ma consente al nostro esercito di intervenire, a scopi di pace e di giustizia, in situazioni che necessitano tale intervento a livello internazionale. Inoltre l'Italia, acconsentendo di limitare la propria sovranità, si impegna a salvaguardare tutte le altre nazioni con pari volontà e a sostenere quelle organizzazioni internazionali che promuovono la pace e la giustizia. Si può considerare che, precedentemente, l’articolo 11 sia stato violato quando l’Italia subentrò nella situazione afgana in seguito a un mandato Onu e su richiesta del legittimo governo di Kabul per far fronte alle forze talebane, mentre recentemente con l’intervento dell’esercito italiano in Libia. Si parla così di "Costituzione violata" in quanto una missione di pace non dovrebbe prevedere combattimenti tanto frequenti e specialmente l’uso delle bombe.

Articolo 21
L'articolo 21 della Costituzione italiana afferma che ogni cittadino ha il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Allo stesso modo la stampa non deve essere sottoposta ad autorizzazioni o censure. Il potere giudiziario può imporre che la libertà venga limitata solo se tramite stampa viene violata la legge. In questi casi, quando non sia possibile l’intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, non oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo approva nelle ventiquattro ore successive, il sequestro risulta revocato.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email