giadaff di giadaff
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Gli articoli della Costituzione


I primi 12 articoli sono dedicati ai principi fondamentali.
Art. 1: “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
La democrazia, quale principio ispiratore ad ogni livello della società italiana, viene enunciato già nell’articolo 1. Si richiama poi l’importanza del valore del lavoro, intorno al quale dovrebbe essere costruita la società (!).

Art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili (inalienabili o umani) dell’uomo […] e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Il riconoscimento e la tutela dei diritti della persona (diritto alla vita, alla libertà, all’onore, alla riservatezza, ecc) è mutato da altre carte dei diritti dove si parla di diritti umani, o ancora di diritti inalienabili, sempre riferendosi ai diritti dovuti a tutti gli esseri umani, a prescindere dalla loro nazionalità o da altre condizioni personali.

Nella seconda parte dell’art. 2 si fa riferimento ai doveri richiesti ai cittadini di solidarietà economica (cioè corretto pagamento delle tasse, gli evasori mancano di solidarietà economica ) e di solidarietà politica (in primo luogo il rispetto delle leggi).

Art. 3: è dedicato all’idea di eguaglianza di tutti i cittadini.
È diviso in 2 commi che esprimono due diverse concezioni dell’uguaglianza.
• Il primo comma richiama l’uguaglianza formale, giuridica tra i cittadini, cioè che la legge è la stessa per tutti.
È una conquista della rivoluzione francese (egualitè, prima della rivoluzione le leggi erano diverse per ogni casta). Sono vietate perciò le discriminazioni e le differenze tra i cittadini a meno che non siano ragionevoli (età pensionabile, diritto di voto, leva militare).
• Nel 2° comma trova espressione un’idea di eguaglianza legata alle condizioni economiche, per cui si fa obbligo allo stato di fare in modo che vi sia un certo equilibrio economico tra i cittadini e che tutti, anche le fasce più deboli della popolazione possano godere dei diritti fondamentali (libertà in base alla legge ma anche ai soldi, non uguaglianza economica cioè comunismo, perciò non ci dovrebbe essere troppa disparità) . Si parla a questo proposito di eguaglianza sostanziale, idea portata avanti in particolare dai partiti di sinistra.

Art. 4: Il lavoro è visto dalla costituzione sia come un diritto individuale sia come un dovere verso la società. È un diritto del singolo in quanto per la maggior parte delle persone il lavoro è la principale fonte di reddito, è dunque interesse dell’individuo avere un posto di lavoro. Lo stato riconosce questo interesse, e tuttavia bisogna notare che il diritto al lavoro enunciato all’art. 4 è privo di tutela giudiziaria, e si traduce solo nell’indicazione per lo stato di attuare politiche economiche favorevoli alla creazione di posti di lavoro.( in Italia economia liberista, i posti vengono creati dal mercato, è il capitalismo che regola l’economia non lo stato, è un diritto non tutelato, non garantito ma lo può promuovere, lo stato può attuare politiche favorevoli alla creazione di posti di lavoro) D’altra parte il lavoro è anche il modo in cui ciascuno contribuisce al buon andamento generale della società, e in quanto tale la costituzione dice che è dovere di tutti lavorare. Anche qui però bisogna dire che trattasi di un dovere un po’ particolare, non essendo previste sanzioni per chi non lavora, al più può dirsi un dovere morale.

Art. 5: cerca di trovare un compromesso tra una struttura del potere statale accentrata e un tipo di organizzazione federalista. Gli USA, Svizzera, ecc sono stati federali, la Francia invece è sempre stata esempio dell’accentramento di potere nella capitale. Questo articolo dice che l’Italia, “una e indivisibile”, avrà un’organizzazione del potere che lascia ampio spazio alle autonomie locali e al decentramento amministrativo (regioni, provincie, comuni).

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