Giorgjo di Giorgjo
VIP 1228 punti

Gerusalemme Liberata

La Gerusalemme Liberata è un poema che differisce dal Furioso poiché si allontana dal meraviglioso fantastico e tratta l’argomento del meraviglioso cristiano. Nell’Orlando Furioso, le vicende vengono inoltre commentate da Ariosto con ironia per far capire che tutto è pura finzione. Qui invece si tratta di una parziale finzione: Tasso esprime la sua poetica e il poema eroico nei suoi “Discorsi”. Egli afferma che mentre la storiografia tratta del vero, la poesia tratta del verosimile. Il poema epico allora, per poter trattare del verosimile, deve trattare la materia della storia ma deve distinguersi dalla storiografia, mantenendo un’immagine di finzione. Respinge quindi il tema fiabesco poiché esso comprometterebbe il verosimile. La scelta della materia cristiana apre al poeta molte più possibilità di racconto rispetto al fiabesco. Il poema riprende la Gerusalemme del giovane Tasso, iniziando a delineare la figura di Goffredo, il protagonista dell’opera. Una delle prime opere non autorizzate che giravano durante gli anni di prigionia di Tasso fu quella dell’80, il “Goffredo da Buglione”, che sacrifica tutto sé stesso per la conquista del Santo Sepolcro. L’edizione integrale esce invece nell’81. Nonostante le alterazioni delle edizioni false, il poema ebbe un enorme successo. Nel 1594 il numero dei canti viene aumentato da 20 a 24, con più riflessioni.

Tasso afferma inoltre che il diletto deve unirsi al fine morale e pedagogico della poesia, e pertanto essa deve rendere piacevole l’insegnamento della dottrina cristiana. Nei “Discorsi del poema eroico” egli affronta il problema dell’intreccio tra le azioni che compromettono l’unità dell’opera: sostiene quindi una struttura unitaria con una rappresentazione varia e molteplice della realtà. Tasso sostiene che il mondo ha un’infinità di aspetti, e che nel poema bisogni conciliare l’unità con la varietà:il poema è perciò una rappresentazione del mondo. L’opera assume per via della materia alta, cioè la conquista del Santo Sepolcro, un tono alto e sublime. La Gerusalemme inizia al termine della prima crociata, nel 1099; e si rifà ai modelli dell’Iliade e dell’Eneide (Goffredo rispecchia infatti per molti punti di vista l’eroe Enea). L’azione inizia al sesto anno di guerra, quando Dio si accorge che i principi della crociata stanno scordando i veri motivi della spedizione: manda quindi l’Arcangelo Gabriele dal protagonista, Goffredo, l’unico rimasto fedele, affinchè spinga i compagni verso la conquista del Sepolcro. La struttura del poema si divide in 20 canti, formati da ottave. All’interno di esso vi è la celebrazione della religione e un atteggiamento ambivalente nei confronti della corte. Essa per Tasso è infatti l’unico pubblico per il poeta, ma è anche un luogo di eletti in cui tutto è incardinato in rigide regole. Il moralismo dell’opera risalta gli eroi puri, ed è presente l’amore per tutto ciò che è voluttuoso. Esso è visto come sofferenza, che viene descritta in modo poetico:l’amore viene perciò declassato. Tasso sente il desiderio di una voluttà amorosa che non ha, poiché il protagonista è Pio. La guerra è descritta tramite una visione dolorosa, ed i personaggi tendono ad andare contro le regole.
All’interno dell’opera il lettore entra a contatto con numerosissime opposizioni riguardo le vicende ed il pensiero di Tasso: tutto ciò prende il nome di bifrontismo tassiano. Oltre all’ambivalente atteggiamento della corte, possiamo notare il bifrontismo nel passo di “Erminia tra i pastori”, che riguarda la fuga e il rifugio di Erminia tra i pastori: questo rappresenta appunto una pausa estranea al clima di guerra, e sembra che ai tumulti si contrapponga il piacere. Un altro esempio di bifrontismo è la religiosità, all’interno della quale intervengono anche le potenze infernali. Le spinte disgregatrici sono quei rari momenti in cui i cavalieri si allontanano dal collettivo e si imbarcano in imprese individuali, proprio come nel Furioso: qui è invece il poeta Tasso ad esprimere un bifrontismo spirituale. Il poeta si contraddice individualmente, ma lo fa anche per rappresentare la contraddizione dell’epoca che viene perfettamente rispecchiata dal poema. I Pagani incarnano infatti i valori rinascimentali, mentre i Cristiani i valori controriformistici: i valori laici del rinascimento vengono visti come il prodotto delle forze demoniache.
All’interno del poema si cerca di ridurre il molteplice a favore dell’unità, esattamente l’opposto del processo dell’Orlando Furioso: lo scopo ultimo coincide nella liberata appunto col fine collettivo, cioè la conquista del Santo Sepolcro. L’opposizione è quindi tra il molteplice e l’unitario. Nonostante ciò, Tasso esprime ampiamente il suo fascino per il molteplice, proprio come la grande sensibilità che mostra verso gli sconfitti e i devianti: ciò è la dimostrazione che molte caratteristiche stilistiche dell’opera non nascono dalle intenzioni del poema, ma dall’imposizione del clima controriformista.
Anche il mondo pagano è rappresentato come vario e multiforme: a questo si contrappone il mondo cristiano, che avendo come scopo collettivo la liberazione del Santo Sepolcro, è uniforme. Lo spazio è unico e lineare, contrariamente a quello del Furioso, ed il tempo è ristretto, infatti racconta solo la parte conclusiva della prima crociata: è un chiaro riferimento all’Iliade, dove si racconta soltanto la parte finale della guerra di Troia. Il modello linguistico è nuovo, e rompe l’equilibrio del rinascimento.
Tasso si fonda sul lessico astratto, non più sulle simmetrie di Petrarca. Adotta inoltre il concettismo, la base della futura poetica barocca. Esso viene utilizzato per stupire il lettore attraverso un contrasto forzato tra il livello metaforico e quello letterale.

Hai bisogno di aiuto in Torquato Tasso?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email