Una secolare tradizione imponeva a un poema epico di aprirsi con un proemio, il quale deve contenere tre elementi: la proposizione dell'argomento, l'invocazione (una richiesta d'aiuto) alla Musa, la dedica dell'opera. Tasso rispetta fedelmente questa tradizione.
Tasso rimane fedele alla tradizione, ma la reinterpreta in modo personale. L'esposizione dell'argomento ha un sapore marcatamente epico-classico: ce lo dicono sia la citazione di Virgilio, sia l'assenza di ogni riferimento romanzesco agli amori, ben presente in Ariosto; però nell'epica classica s'insinua visibilmente il tema religioso e cristiano.
Anche la tradizionale invocazione alla Musa riceve una coloritura religiosa: Tasso chiama in aiuto una Musa che si presenta con i requisiti tipici della Vergine Maria. Non solo: fedele al clima della Controriforma, il poeta annuncia un messaggio morale utile a un pubblico ancora impreparato. I valori profani sono così trasposti in un contesto cristiano, secondo l'antico precetto di Orazio: il poeta deve mescolare l'utile al dolce, se vuole insegnare in modo efficace.

A fini religiosi risponde anche la dedica. Il ricordo della crociata di Goffredo diviene un augurio di gloria per il duca estense, un modo per sottolineare l'esigenza di ricompattare l'unità dei cristiani contro gli "infedeli".

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