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Nel corso di una vita tormentata, fatta di peregrinazioni da una corte all’altra e di crisi di pazzia, Torquato Tasso scrive e rielabora il suo capolavoro, la Gerusalemme liberata, un poema epico-cavalleresco che esprime lo spirito di un’epoca nuova. Torquato Tasso pubblica la Gerusalemme conquistata solo nel 1593. Il suo poema, però, era già conosciuto nella visione iniziale e aveva riscosso un grande successo. Mentre il poeta era chiuso nell’ospedale di Sant’Anna, infatti, un editore aveva pubblicato l’opera senza il suo consenso con il titolo di Gerusalemme liberata. Composta fra il 1559 e il 1575, la Gerusalemme liberata è un poema epico-cavalleresco in ottave, suddivise in 20 canti. L’argomento è quello tipico della letteratura cavalleresca, la lotta fra Cristiani e Musulmani, ma lo sfondo su cui si muovono i personaggi è rigorosamente storico: la conquista di Gerusalemme nel 1099, alla fine della prima Crociata, da parte dell’esercito cristiano comandato da Goffredo di Buglione. Il poema racconta l’assedio di Gerusalemme, valorosamente difesa dal re Aladino e dall’eroismo di Clorinda, Argante e Solimano, e le difficoltà che Goffredo , Tancredi, Rinaldo e gli altri cavalieri cristiani devono superare prima di riuscire a liberare il Santo Sepolcro. A questo tema centrale si intrecciano le grandi storie d’amore fra eroi cristiani ed eroine musulmane: la timida principessa Erminia si innamora di Tancredi; Tancredi ama Clorinda, valorosa guerriera saracena; Rinaldo è stregato dal fascino della maga Armida. L’intervento nella vicenda di angeli e demoni complica ulteriormente la trama.

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