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Gerusalemme Liberata


La Gerusalemme Liberata è il capolavoro di Tasso, nonché la sua opera fondamentale.
Inizialmente il titolo dell’opera era “Gottifredo”, ovvero il nome del protagonista dell’opera, Guffredo di Buglione, capo dell’esercito cristiano. Successivamente Tasso decise di abbracciare l’ottica della fede, della comunità cristiana e della conquista di Gerusalemme da parte dei crociati e non quella del singolo eroe; così il titolo diventò “Gerusalemme Conquistata” che venne sostituito poi con il titolo “Gerusalemme Liberata”, in quanto il termine “conquista” focalizzava di più l’attenzione sulla guerra, mentre il termine “liberata” focalizzava di più l’attenzione sull’entusiasmo che deriva non da una vittoria militare, ma dalla vittoria della fede cattolica rispetto quella islamica.
Tasso attuò una serie di accorgimenti per assicurarsi di scrivere nel modo giusto la materia trattata che era la più sacra e morale possibile; a questo tentativo corrisponde anche una conseguente difficoltà nel controllare l’opera, tant’è che l’opera gli sfuggì dalle mani e fu pubblicata a sua insaputa quando si trovava nel carcere.
La Genesi dell’opera fu dunque molto difficile: le diverse titolazioni, il continuo rifacimento, la continua ristampa, il continuo controllo, portarono a numerose versioni del testo.
Tasso, inoltre, compì anche un lavoro incessante di poetica, impiegando la propria scrittura su due fronti: da un lato scrisse l’opera, dall’altro scrisse i “Discorsi dell’arte poetica” in cui giustifica e spiega le motivazioni dell’opera stessa; prassi e teoria procedono dunque parallelamente in Tasso.
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