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-La Gerusalemme Liberata-

Tasso scrisse la “Gerusalemme Liberata”, un’opera che riprende la trama epico-cavalleresca dei due Orlando di Boiardo ed Ariosto, collocandola nel periodo della prima crociata.
Fin dai 15 anni aveva intenzione di scrivere un’opera trattante questo argomento, infatti a Venezia iniziò la stesura di un poema, il “Gierusalemme”, il quale però non terminò.
Arrivato alla Corte Estense, iniziò la stesura del vero e proprio testo della “Gerusalemme Liberata”, riprendendo lo scritto che aveva creato da giovane; in realtà lo scritto di Tasso si doveva chiamare solamente “Gerusalemme”, però la Corte Estense, per evitare problemi con la Chiesa Cattolica, né cambiò il titolo in “Gerusalemme Liberata”.
Dunque a differenza delle due opere del Boiardo e di Tasso, questa aveva una reale collocazione storica, non più fantastica, infatti le vicende si svolgono durante l’unica Crociata che fu favorevole ai Cristiani, ossia la prima del 1099 al cui comando vi era Goffredo di Buglione, il quale riuscì ad occupare il Sacro Sepolcro (in realtà la vera e propria prima crociata fu quella dei pezzenti/straccioni, alla quale parteciparono contadini senza una vera e propria guida; di questi partecipanti, molti ne morirono, però alcuni si salvarono, tra cui Pier l’Eremita, il quale partecipò alla crociata di Goffredo).

Il Testo è particolarmente Anacronistico, infatti presenta elementi di varie epoche differenti, ma presenta anche alcuni elementi fantastici (come maghi od indovini) ed erotici.
Ovviamente il testo ha anche una propria componente religiosa, che però non è molto forte ed esplicita lungo l’opera, ma è più intima; la presenza una religione poco esplicita da spazio però ad un tema magico e demoniaco, visto che sono vari gli episodi in cui sono presenti potenze infernali.

Tasso voleva realizzare un testo omogeneo, concentrato sui crociati e sulla figura di Goffredo, ma in realtà dalla trama centrale vi sono vari fili narrativi che trattano di avventure dei singoli eroi cristiani e pagani, che presentano un’autonomia propria dalla trama centrale.
Nonostante ciò la struttura omogenea voluta da Tasso non è tanto disgregata, mentre, ad esempio, lo era quella dell’”Orlando Furioso”, visto che in esso erano trattati vari avvenimenti, che però infine confluivano sempre nella trama principale.

L’Opera presenta un “Bifrontismo Spirituale”, ossia una serie di contraddizioni dell’autore, poiché ogni singolo episodio del poema può essere visto da punti di vista differenti.

Il Bifrontismo è presente principalmente in una componente assai importante dell’opera: lo scontro tra Cristiani e Musulmani; secondo ciò che scrive Tasso, entrambe le culture religiose possono essere viste con maggiori pregi o difetti, quindi non vi è una precisa predominanza dei Cristiani come lo era nelle altre opere di Boiardo e Ariosto, poiché esistono anche dei Cristiani che non rispettano i loro doveri, diventando superbi.

Nel Poema è rappresentato un triplice scontro, che coinvolge:
• Cielo contro Inferno, poiché Dio ha cacciato dal cielo degli angeli ribelli, che sono diventati demoni;
• Cristiani contro Pagani, dove i Cristiani sconfiggono (storicamente) i Pagani;
• Il ‘Capitano’ contro i ‘Compagni Erranti’, ossia Goffredo che riporta all’ordine coloro che si erano ritirati dai loro compiti.

Nel testo è presente una riduzione dal molteplice all’uno; l’uno è rappresentato da Goffredo, grande condottiero che incarna pienamente la cultura controriformistica, la quale è basata sull’autorità e sull’unità e su anche il non tollerare il diverso. Visto ciò, Goffredo è colui che deve indurre alla giusta strada il molteplice, che è rappresentato da tutti coloro che rappresentano il diverso, il pagano, quindi personaggi come Clorinda, Argante, Solimano, ma anche gli eroi erranti Rinaldo e Tancredi.
Tasso mostra una certa simpatia verso i nemici o gli sconfitti, poiché secondo il suo punto di vista anche i pagani avevano una propria dignità e un proprio valore.
Nonostante ciò Tasso voleva essere quel poeta in grado di narrare la verità della fede cristiana, che deve trionfare su tutto il mondo, però sente anche un’attrazione verso il diverso, il pagano, che non gli permette di incarnare pienamente questa figura.

-Intreccio e Proemio-

L’Opera, così come l’Orlando Furioso di Ariosto, presenta un folto Intreccio, che comprende varie storie sui singoli, o su gruppi ristretti, di vari paladini cristiani o pagani.
Il poema inizia con un Proemio, il quale è composto da cinque ottave, dove nella prima vi è una descrizione generale dei fatti, nella seconda e nella terza vi è l’invocazione alla Musa cristiana e nella quarta e quinta vi è un elogio agli Estensi, principalmente ad Alfonso II, il quale accolse Tasso nella sua corte.
Dopo il Proemio, l’opera inizia con l’assedio a Gerusalemme (l’Arcangelo Gabriele da l’ordine di realizzare questa Crociata a Goffredo di Buglione) e i primi scontri, dove tra i paladini cristiani vi sono Tancredi e Rinaldo, mentre tra quelli pagani Clorinda e Argante.
Satana (il male è citato direttamente, non più filtrato come nelle opere precedenti tramite alcune figure sataniche, come Angelica) si oppone alla vittoria dei Cristiani inviando dei demoni e usufruendo di Armida, una maga bellissima, che fa innamorare di se tutti i paladini (figura simile a quella di Angelica) e catturò Tancredi.
Poi nell’opera è descritto l’attacco del sovrano arabo Solimano ai cristiani, però con l’intervento dell’Arcangelo Gabriele, questi ultimi assalto Gerusalemme.
È narrato poi il duello tra Tancredi e Clorinda e quello successivo tra sempre Tancredi e Argante, il quale assieme ai Cristiani comandati da Goffredo, conquista il Sacro Sepolcro.

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