Concetti Chiave
- Priamo ed Ecuba sono protagonisti nel XXII libro, evidenziando il dolore per la morte imminente di Ettore, simbolo della realizzazione genitoriale.
- La vita di Priamo è segnata da una sofferenza profonda, con la perdita di molti figli e la devastazione portata dalla guerra, che preannuncia la vittoria greca.
- Ecuba, madre di Ettore, esprime un richiamo alla maternità, supplicando il figlio di salvare se stesso dalle mura della città tramite la sua esperienza di nutrimento e amore.
- Nonostante le suppliche, Ettore non cede perché il suo onore di guerriero e il rispetto per le sue radici prevalgono sul dolore dei genitori e della moglie.
- Il concetto di aretè, virtù e valore di un guerriero, è centrale nel conflitto interiore di Ettore, rendendo difficile per lui considerare le richieste dei suoi cari.
Priamo ed Ecuba: il dolore
Priamo ed Ecuba, nel XXII libro, vengono messi in risalto e coprono la scena precedente la morte di Ettore. E' un passo che mette in risalto la forza letteraria dello stile epico. Sia per lo stile che il presunto autore Omero usa, sia per gli argomenti che tocca; la morte di un figlio, sangue del proprio sangue, la massima realizzazione di un genitore, la speranza di lasciare qualcosa nel mondo al momento della propria morte.
La sofferenza di Priamo
Una vita di sofferenza quella di Priamo, nella quale la morte e il dolore hanno predominato. In dieci anni di guerra la perdita di molte dei figli per causa di un altro figlio, Paride, che l'ha fatta scoppiare, le figlie condotte schiave e i bimbi sbattuti a terra, quelli dei Troiani, perchè ormai la guerra sta per finire e la vittoria da parte dei Greci è preannunciata.Una altro dolore lo attende e lui, con tutta la sua pietà, non riesce a fermare il figlio e a convincerlo a tornare in città. Temi importanti, certamente, ma Ettore è un guerriero, un campione, non può più tirarsi indietro. Finalmente ha l'occasione d'affrontare Achille, che gli serba profondo odio, poiché ha ucciso il suo fidato amico Patroclo.
Ettore e il richiamo materno
Ma Priamo ,nel suo discorso, non tocca argomenti così pungenti come quelli di Ecuba. Lei la madre di Ettore, sollevando la poppa, trasmette un richiamo naturale alla maternità. L'espressione "abbi pietà di queste", riferita al seno, è qualcosa di più di una semplice supplica, lei si affida al seno, per mezzo del quale lo ha cresciuto e, nei momenti dell'allattamento, fatto scordar le pene. Gli chiede d'affrontare il nemico dalle mura e di salvarsi poiché sennò non l'avrebbe potuto piangere né lei né la moglie Andromaca.Ma nessuno dei due genitori persuase "l'animo d'Ettore". Perchè? Ai nostri occhi di uomini del ventunesimo secolo non è facile recepire il perchè di ciò. Ettore è guerriero, padre e figlio ma la virtù e il valore (in greco aretè), cioè l'essere guerriero, va al di sopra di tutto il resto.Sicuramente le suppliche dei genitori e della moglie lo provano molto ma, come lui stesso dice nel sesto libro (vv 441-442), ha troppo rispetto dei Troinai e delle Troinai (in greco usa verbo dideomai).
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del dolore di Priamo ed Ecuba nel XXII libro?
- Come si manifesta il richiamo materno di Ecuba nei confronti di Ettore?
- Perché Ettore non cede alle suppliche dei suoi genitori e della moglie?
Il dolore di Priamo ed Ecuba è al centro della narrazione, evidenziando la sofferenza di un genitore che perde un figlio in guerra. La loro esperienza rappresenta la massima realizzazione e il dolore di un genitore, come sottolineato nel testo.
Ecuba esprime un profondo richiamo alla maternità, chiedendo a Ettore di avere pietà e di salvarsi, evocando il legame che hanno condiviso durante l'allattamento. Tuttavia, nonostante le sue suppliche, Ettore rimane fermo nella sua decisione di combattere.
Ettore, pur essendo un guerriero e un padre, sente che la sua virtù e il suo valore come guerriero prevalgono su tutto il resto. La sua responsabilità verso i Troiani e il rispetto per il loro onore lo spingono a non abbandonare il campo di battaglia, come evidenziato nel testo.