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Manierismo

Il termine fu creato per indicare una corrente artistica e venne solo successivamente trasferito alla letteratura.
Manierismo deriva da Maniera = stile di un artista.
L'imitazione della natura passa all'imitazione dell'arte stessa
Gli autori appartenenti a questa corrente intendono quindi imitare lo stile degli autori, introducendo tuttavia un aspetto soggettivo di creatività e di originalità proprio.

Con Manierismo si fa riferimento alla produzione artistico-letteraria situata tra il rinascimentale e il barocco; non è perciò possibile individuare il periodo preciso della sua comparsa e della sua fine.
Presenta, inoltre, difficoltà nelle interpretazioni a causa dei tratti rinascimentali che vi sussistono.
Questi autori intendono allontanarsi dai modelli e dai canoni rinascimentali e classici, mettendoli in discussione.
Gli scrittori ricorrono a generi letterari nuovi e li fondono insieme in un'unica opera → Sperimentalismo

Il manierismo si concentra sulle caratteristiche rifiutate dal periodo rinascimentale (che elevava l'uomo nei suoi aspetti positivi) quali: le tenebre della vita, la follia, la disperazione.

Tasso

Visse in maniera conflittuale con il suo tempo e con le sue istituzioni.
Nacque a Sorrento nel 1544 dal padre Bernardo, poeta, che lavorava al servizio di Ferrante Sanseverino.
Nel 1554 si trasferì a Roma dove ebbe la notizia della morte della madre. Nel 1557 andò ad Urbino ed entrò in contatto con la corte estense. Nel 1570 intraprese gli studi di diritto a Padova, ma non li completò.
Nel 1565 si trasferì a Ferrara, città ricca “regnata” dagli estensi, che fu la tappa più importante tra i suoi viaggi. Fu in questo periodo che iniziò la trascrizione della Gerusalemme Liberata. Colpito da dubbi riguardanti la religiosità dell'opera, andò a Roma per sottoporla ad un controllo ed ottenne diverse critiche negative. Non contento, nel 1577 andò a Bologna a farsi esaminare davanti all'inquisizione.
Durante lo stesso anno ebbe il primo attacco di pazzia e uccise un servo, credendo di essere spiato. Fu quindi allontanato dalla corte. Una nuova crisi nel 1595, dovuta all'aver assalito Luigi d'Este, costrinse Alfonso II a rinchiuderlo nell'ospedale di Sant'Anna dove vi rimarrà per 6 anni. Durante la prigionia scrisse molte lettere e le rime. Viene liberato da Alfonso d'Este, su richiesta di alcuni suoi amici, e iniziò a compiere molte peregrinazioni. Muore a Roma nel 1595. Visse in prima persona gli eventi che precedettero e seguirono la battaglia di Lepanto del 1571 (scontro tra le flotte musulmane dell'impero ottomane e quelle cristiane).

Pensiero e poetica

Molti autori hanno riscontrato un “romanticismo” ante litteram all'interno delle opere di Tasso. Questa visone romantica deriva dalla grande attenzione che l'autore pone all'uomo e a tutti gli aspetti che lo riguardano più che alla natura. Tasso diventerà inoltre, in epoca moderna, simbolo dell'intellettuale in lotta contro il potere, “l'uomo di genio”, tuttavia il suo isolamento non può essere collegato a significati troppo moderni poiché la sua attività si consuma in uno stretto rapporti con la sua epoca che ha mosso dentro di lui l'esigenza di conciliare istanze diverse (classicismo, dimensione spirituale cristiana, antico-moderno ecc.).

Tasso visse una molteplicità di esperienze e orientamenti da cui nasce un'inquietudine che riflette, oltre che la sua condizione personale, il complesso momento storico, segnato da un'imminente abbandono dei valori rinascimentali grazie anche alla presenza della controriforma. → Intellettuale poliedrico.

Nonostante la crisi, la corte continua ad essere il punto di riferimento per Tasso.
Diversamente da Ariosto, Tasso pone una più grande attenzione e interesse anche all'ambiente cortigiano, idealizzandolo pensandolo come una cerchia di spiriti eletti. Questo tuttavia non lo esente da contraddizioni date dalla volontà di adeguarsi ad aspetti rigidi e formali che la vita di corte comporta.

Tasso si pone inoltre come poeta cristiano, cantore degli ideali conformistici e deciso a seguire le norme aristoteliche. Questa sua scelta però non cancella le ambiguità; un critico userà l'espressione “Bifrontismo” per descrivere la volontà di Tasso di condannare la paganità e di, tuttavia, continuare a sentirne il fascino e ad esaltare l'ortodossia avvertendone però i limiti che essa pone all'uomo.

Una nuova idea di letteratura

Come è stato detto, con Tasso nasce un'idea di letteratura di grande modernità, in cui vi si riflettono i chiaroscuri, la molteplicità e la mutevolezza del reale.
La sua poesia non è svincolata dalla sua difficile vicenda personale: il poema eroico specialmente, è come un “teatro dell'anima” in cui sono messi in scena i conflitti e le lacerazioni dell'individuo.
Le Rime e la Gerusalemme Liberata sono opere aperte e suscettibili ad infinite mutazioni nelle quali si rispecchia la sensibilità manieristica votata alla variabilità. Il manierismo esprime la fine delle certezze rinascimentali e la rottura di quell'equilibrio formale dato dal classicismo che sfocia nel grande utilizzo della sperimentazione; il materiale della tradizione è conservato ma modificato e piegato a dire il nuovo.


Le opere in prosa

Lettere

Durante la sua vita, Tasso scrisse un grandissimo numero di lettere in cui il poeta delinea la propria biografia intellettuale. Queste lettere, oltre a dare una testimonianza della sua coscienza malata, esprimono anche un grande esercizio di perizia letteraria caratterizzata dall'utilizzo di uno stile ricercato ed elegante.
Gli argomenti principalmente trattati da Tasso sono il dolore, la vita di corte, i viaggi e le condizioni da recluso che visse all'interno della prigionia di Sant'Anna. Rivolte ad amici, prelati e signori, Tasso dà libero sfogo alla propria angoscia, follia e depressione → lettere spontanee
Di particolare evidenza sono le lettere in cui si evidenzia la coscienza malata del poeta, preda di allucinazioni, ossessioni ed incubi. Scrisse inoltre le Lettere poetiche, finalizzate a difendere il proprio poema a cui erano state mosse diverse critiche.

Dibattito sul poema

Tasso accompagna la composizione del suo poema con una costante riflessione teorica sulla poesia eroica. La poesia tassiana aspira all'ordine e alla ricomposizione delle contraddizioni e dei contrasti.
Nascono quindi I Discorsi dell'arte poetica. Nel definire la poesia eroica, diventa per lui essenziale stabilire delle regole che controllino il rapporto tra molteplicità(romanzi cavallereschi) e unità (poemi epici).
Tasso è alla ricerca di un equilibrio tra unità e varietà.
Altro problema è dato dal rapporto tra storia e invenzione; così, quando l'autore cercherà di rendere l'opera interessante ed avvincente per il lettore, dovrà far in modo che l'invenzione rispetti il criterio del “verosimile”.
Mitologia classica e il magico → “Meraviglioso” cristiano.

Per Tasso, un poema moderno non può che essere che Eroico, poiché il romanzo cavalleresco non risultava verosimile. Il poema tuttavia deve narrare una vicenda storica per attrarre le persone. Compito della poesia infatti non è solo informare ma anche dilettare, suscitare piacere.
Lo stile del poema eroico dev'essere “Peregrino”, lontano dal consueto, aulico, lontano dal parlato, complesso (grande presenza di iperbato, enjambement) e dev'essere utilizzata l'8°.

Le rime

Tasso è l'autore di un'amplissima produzione di rime a cui alterna più generi e stili. La composizioni delle liriche accompagna Tasso per tutta la sua vita. Non è tuttavia possibile parlare di un canzoniere: i testi non si dispongono intorno ad un unico centro ma nascono grazie alle situazioni a cui il poeta prende parte.
Vennero scritte per celebrare varie occasioni importanti ma sono presenti anche Rime d'amore, indirizzate alla donna amata, e di carattere encomiastico. Fanno la loro comparsa anche poesie più semplici e di occasione, indirizzate a coloro che preferivano non addentrarsi in certi argomenti.

Ogni oggetto, paesaggio e singolo elemento della natura, rappresenta uno specchio in cui si riflette la soggettività del poeta che si sdoppia negli elementi cantati.
Nelle poesia d'amore, la donna è irraggiungibile e non compare mai per visione diretta. L'io si presenta come un soggetto inconstante, errante e prigioniero di una dimensione narcisistica.
Come nelle sue altre opere, anche le rime sono segnati dalla volontà di sperimentazione di tasso, sopratutto nelle scelte stiliste. I materiali delle tradizioni sono assunti e superati, piegati a nuovi sensi per esprimere nuove inquietudini con nuovi stilemi. La lirica tassiana si mostra duttile e in continuo movimento.


L’Aminta e il teatro

Tasso fa delle sue opere un “teatro delle passioni” in cui tragedia e pathos si alternano continuamente. I generi drammatici praticati sono soprattutto la commedia e la tragedia.
La sua opera teatrale più importante è sicuramente l'Aminta, favola pastorale scritta per allietare la corte estense. L'opera rappresenta un momento significativo nella vita spirituale e nell'evoluzione letteraria di Tasso.
Tasso riprende il modello della tragedia greca, ogni atto si conclude con un coro (intermezzo in versi) che commenta l'azione scenica.
L'opera rappresenta il mondo incontaminato e felice dei pastori (nella Gerusalemme Liberata, tale mondo appare grazie ad Erminia e nell'amore di Rinaldo e Armida). Tasso, attraverso il coro, rievoca l'età dell'oro la quale celebra un ideale di vita nella natura libera da ogni costrizione. Ricompare dunque il Bifrontismo tipico dell'esperienza Tassiana: da un lato l'Aminta idealizza la società cortigiana proiettata in un passato felice e incontaminato; dall'altro questa immagine entra in conflitto con il sistema di convenzioni e riti sociali che regolano la vita cortigiana che vive Tasso.
Celebrazione della corte → ambiguità


Gerusalemme liberata

Tasso trattò dell'argomento infedeli perché suscitava grande interesse nel popolo. Completò la Gerusalemme liberata nel 1575. Quando venne imprigionato nel 1579 a Sant'Anna, vennero vendute e fatte girare varie versioni dell'opera quando ancora Tasso non ne aveva permesso la pubblicazione. Nel 1581 venne pubblicata la versione attuale della sua opera sempre senza il consenso di Tasso.
Tasso infatti non definiva ancora completa la sua opera e uscito di prigione la modificò ulteriormente creando la Gerusalemme Conquistata. Questa nuova versione era più ampia nel contenuti, tuttavia erano state eliminate le parti in contrasto alla controriforma inerenti l'argomento della sensualità ecc.
Tasso proponeva l'idea di scrivere un'opera conforme alle norme della letteratura e alle norme di Aristotele.
Unità dell'azione → Tutte le vicende sono riconducibili ad una sola azione.
Unità di luogo → Vengono citati molti luoghi, tuttavia Gerusalemme rimane la più importante fra le tutte.
Unità di tempo → Il tempo è definito.
Al centro dell'azione vi è un personaggio principale che è Goffredo di Buglione (Eroe cristiano e modello morale) →modello di valori classici e cristiani.
≠ Ariosto → luoghi vari, non c'è un filo conduttore, i tempi sono molti e vari.

Come modello bisogna scegliere un avvenimento non troppo vicino ne troppo lontano nel tempo, Tasso sceglie la 1° Crociata (1996-1999) di cui narra soltanto gli avvenimenti degli ultimi 2 mesi (la guerra per lui dura 6 anni e non 3).
La scelta della crociata andava incontro all'esigenza di riaffermare la forza della fede cristiana e il ruolo della chiesa nei valori cattolici e dava un fondamento storico alla materia epico-cavalleresca.
In Tasso, la ricerca e l'esplorazione si sposta verso l'interiorità dei personaggi, di cui sono indagati natura, sentimenti e le loro metamorfosi.
Elemento importante del meraviglioso cristiano è il Magismo che permette di collocare Tasso nel panorama culturale del rinascimento ormai al tramonto e può convivere senza contraddizioni con il vero storico della vicenda narrata.


Tema → Guerra (poemi epici) e il rispetto della legge morale.
I protagonisti combattono la guerra in nome della fede e della moralità e in base al loro rispetto verso le norme etiche esprimiamo un giudizio sulla riuscita letteraria dei personaggi:
Personaggi fedeli ai principi della guerra come Goffredo Di Buglione non sono riusciti perchè statici, mentre coloro che sviano questi principi, come Rinaldo e Tancredi (fedeli ma si lasciano andare alle passioni e ai piaceri terreni dell'amore), ci appaiono più interessanti e riusciti.
Tema → Amore.
I personaggi, innamorandosi, tradiscono la fede e si lasciano andare al pensiero amoroso. IL loro amore è quasi sempre inappagato. Tasso temette per lungo tempo che questi argomenti potessero farlo allontanare dalla religione e dalle istituzioni.
Tema → Natura.
Le caratteristiche riguardanti la natura variano al cambio dello stato d'animo dei personaggi. È spesso presente la natura idilliaca.

All'interno della Gerusalemme Liberata lo scontro non è tra cristiani e infedeli ma tra 2 codici culturali del mondo occidentale: I due codici sono rappresentati dai Cristiani → fede cristiana e cattolica
Infedeli → Mondo laico, in cui è più importante la vita terrena.
Lo scontro avviene anche all'interno dello stesso mondo cristiano (le creature create grazie al meraviglioso cristiano come Satana e i demoni che si contrappongono agli angeli del paradiso).

Stile

Dalla nuova sensibilità tassiana nasce anche un nuovo orientamento stilistico: frequenti sono le sinestesie, l'asprezza, l'asimmetria, l'enjambement, l'iperbato, il chiasmo e l'associazione di parole che stabiliscono legami nascosti fra i concetti.

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