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La Scapigliatura
Nel secondo Ottocento italiano finirono con l'esaurirsi gli ideali romantici ,e questo fece sì che avvenisse lo sviluppo di un movimento artistico letterario esclusivamente italiano detto “Scapigliatura” (così chiamato dal nome di un romanzo di Cletto Arrighi “la Scapigliatura e il 6 febbraio”.

Tra gli Scapigliati abbiamo artisti di vario genere ( scrittori, poeti, musicisti, scultori).
Erano accomunati tutti da:


    anticonformismo
    spirito di indipendenza
    tormento interiore

La Scapigliatura fu una tendenza culturale e artistica basata su un atteggiamento insofferente e polemico verso i valori dominanti, infatti i suoi esponenti erano per lo più critici e ribelli nei confronti dei modi di vita borghese.
Questo movimento fu attivo tra il 1860 e il 1890 ed ebbe il suo centro a Milano.


Il merito degli scapigliati, il rapporto con la modernità in italia, e i modelli

Agli scapigliati si deve il merito di aver contribuito a “sprovincializzare” la cultura italiana introducendo temi insoliti per la nostra tradizione come:

    il macabro
    il funereo
    l'umorismo nero
    il brutto
    il patologico
    il sogno e l'incubo

Questi temi, già affrontati in altri paesi europei ,arrivarono in Italia in ritardo solo perché durante la prima metà dell'Ottocento in Italia sì aveva una certa arretratezza economica e una mancanza di unità territoriale e politica; fattori che contribuirono all’affermarsi altri motivi romantici, come il nazionalismo, la religiosità, l'importanza della storia.
Dopo l'Unità, lo scenario italiano cambia, e anche gli Scapigliati iniziano ad esprimere quel disagio verso le forme della modernità ( progresso economico, tecnico e scientifico propugnati dalla borghesia imprenditoriale) già espresso in altri paesi.

Essi infatti si ispiravano agli autori del tardo romanticismo europeo come:
- Hoffman
- Edgar Allan Poe
- e soprattutto “i fiori del male” di Baudelaire.
Mentre vedevano Manzoni come un modello negativo, perchè secondo loro egli era il responsabile della letteratura convenzionale (“manzonismo”).

Il Dualismo e il “culto del vero”
Gli scapigliati contestavano i valori borghesi del profitto e del guadagno, in nome di concetti quali:
Il bello
il vero
la virtù

Per gli Scapigliati, tra questi due poli vigeva una contrapposizione insuperabile, che essi definirono con il termine “Dualismo” tra la vita degradata e l'aspirazione a un'esistenza ideale.

Questo interesse per il “vero” aprì la strada in Italia al Naturalismo di Zola.

La poetica e lo stile
Principali motivi a cui si ispiravano gli Scapigliati erano:


    le esperienze quotidiane
    l'anticonformismo e la ribellione contro la società borghese
    La predilizione per il patologico, l'orrido, il macabro
    il dualismo tra bene e male, virtù e vizio, bellezza e degrado.

Per quanto riguarda lo stile, sia la loro poesia che la loro prosa si caratterizzava per la ricerca di:


    effetti musicali
    e linguaggio anticonvenzionale
    ma non si può dire che avessero una lingua poetica vera e propria, formalmente definita e nuova.

Gli esponenti

Emilio Praga
La cui poesia “Preludio” è considerata un manifesto della scapigliatura. Nelle sue due raccolte poetiche più celebri, “Tavolozze” e “Penombre” sono affrontati spesso temi scandalosi e volutamente provocatori.

Iginio Ugo Tarchetti
Autore del romanzo “Fosca”, il testo in prosa più celebre del movimento nel quale convengono tutti i principali temi scapigliati.

Arrigo Boito
La cui produzione in versi è caratterizzata da un umorismo macabro e grottesco.

Giovanni Camerana
La sua raccolta “Versi” comprende descrizioni paesaggistiche e ricche di cromatismi che spesso evocano cubi segni di morte.

Carlo Dossi

Il quale elaborò una prosa originale in cui convivono rappresentazione realistica e deformazione fantastica e surreale.

Il classicismo di Carducci
Un'altra forma di reazione al gusto tardo romantico italiano (oltre alla Scapigliatura) fu il ritorno al classicismo, che ebbe come esponente principale Giosuè Carducci;
il quale non era animato da quel sentimento di ribellione proprio degli artisti scapigliati, quindi preferì fondere nelle sue opere realismo e rigore formale.

Gran parte della sua opera è caratterizzata da una retorica altisonante, specie nei componimenti di carattere storico; e dall’elogio ai valori classici ,come: l'onore, la virtù, l'amor di patria ,la virile fermezza degli eroi antichi e moderni.

La sua raccolta comprende anche opere liriche di carattere più personale e talvolta malinconiche, ma rese comunque in forma rigorosamente classica.
Alla tradizione classicistica carducciana si ricollegano anche i poeti Giacomo Zanella e Vittorio Betteloni.

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