Ominide 1125 punti

La Scapigliatura

Nel secondo Ottocento italiano, con le figure di Prati e Aleardi, vennero meno in poesia le idealità e le sensibilità romantiche; di contro sorse la scuola della Scapigliatura, che fu un movimento esclusivamente italiano influenzato dall’esperienza dei poeti maledetti.
Gli scapigliati furono un gruppo vario di artisti: scrittori, poeti, musicisti, scultori e pittori accomunati dall’identificazione tra arte e vita e da un certo ribellismo anticonformista: i loro tratti distintivi erano, quindi, uno spirito d’indipendenza, l’irrequietezza e il tormento interiore.
La Scapigliatura, infatti, fu una tendenza culturale e artistica e un fenomeno di costume, basato su un atteggiamento insofferente e polemico verso i valori dominanti. Attiva fra il 1860 e il 1890, ebbe il suo centro a Milano, ma vi furono manifestazioni analoghe anche a Torino e a Firenze. I suoi esponenti non condividevano ideologie e modi di vita borghesi e si rivolgevano a forme e contenuti anticonformistici e scandalosi, assumendo spesso pose da “poeti maledetti”. Tuttavia, la loro protesta non ebbe la portata culturale rivoluzionaria che ebbero in Francia poeti come Baudelaire, Verlain o Rimbaud.

Nonostante ciò, gli scapigliati svolsero un importante ruolo culturale, diffondendo testi di autori stranieri, come i simbolisti francesi o Edgar Allan Poe, che contribuirono a sprovincializzare la cultura italiana, e introducendo nelle proprie opere temi e motivi che raramente avevano trovato spazio nella tradizione letteraria italiana, quali il macabro, il funereo, l’umorismo nero, il patologico, l’abnorme, il sogno e l’incubo.
Gli scapigliati svilupparono quindi alcuni dei temi che in altri paesi erano stati propri del movimento romantico; le cause di questo ritardo furono storiche più che letterarie: rispetto alle altre nazioni europee, infatti, a metà dell’Ottocento l’Italia scontava sia una notevole arretratezza economica e sociale sia la mancanza di unità territoriale e politica, fattori che, da un punto di vista letterario, favorirono l’affermarsi di motivi romantici quali il nazionalismo, la religiosità, l’importanza della storia propugnati dagli intellettuali “integrati” nel processo risorgimentale. Dopo l’Unità, tuttavia, anche lo scenario italiano era cambiato e proprio gli scapigliati espressero quel disagio verso le forme della modernità, cioè il progresso economico, tecnico e scientifico.
Per questo prese a modello autori quali il tedesco Hoffmann, i cui racconti visionari spaziano dal fantastico all’horror, l’americano Poe, ma soprattutto un’opera come I fiori del male di Baudelaire, definita da Emilio Praga come “un’imprecazione cesellata nel diamante”.
Allo stesso tempo gli scapigliati individuarono un modello negativo in Manzoni, ritenuto il principale responsabile della letteratura convenzionale a cui si ispirava.
Il culto del vero e il dualismo

Il senso di rifiuto che gli scapigliati nutrirono verso i valori espressi dalla classe dominante, quali efficienza, produttività e guadagno, si risolse in un rapporto conflittuale fra l’aspirazione a una più alta “idealità”, fatta di valori quali il bello, la natura, la virtù e il vero, che esprimeva gli aspetti più materiali dell’esistenza umana. Per gli scapigliati fra i due poli non era possibile conciliazione alcuna. Era questa la contrapposizione insanabile che essi definirono con il termine “dualismo”, tratto da una poesia di Arrigo Boito.
La poetica e lo stile
I principali motivi a cui si ispirarono gli scapigliati erano:
• le esperienza quotidiane;
• l’anticonformismo e la ribellione, contro la società borghese;
• la predilezione per il patologico, l’orrido e il macabro;
• il dualismo tra il bene e il male, la virtù e il vizio, la bellezza e a la corruzione e la degradazione.
In quanto allo stile, la loro poesia e la loro prosa si rivolsero spesso in un’elaborata ricerca di effetti musicali e di un linguaggio anticonvenzionale di natura espressionistica, senza però riuscire ad elaborare una lingua poetica nuova.
Gli esponenti
Tra gli esponenti più significativi della Scapigliatura ricordiamo:
1. Emilio Praga.
2. Iginio Ugo Tarchetti.
3. Arrigo Boito.
4. Giovanni Camerana.
5. Carlo Dossi.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico 800 e 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email