Le avanguardie

Il primo Novecento è il periodo delle Avanguardie: Espressionismo, Dadaismo, Futurismo e Surrealismo si succedono fino agli anni '20.

Espressionismo

Termine coniato da un gruppo di pittori a Parigi, in opposizione all'Impressionismo. Nell'impressionismo non si guarda più verso il mondo oggettivo, ma solamente verso quello soggettivo, concentrandosi sull'interiorità e sulle sensazioni. Il centro di sviluppo dell'espressionismo è la Germania, con l'influenza di Bergson e Nietzsche.
Questo movimento apre critica alla borghesia, al materialismo economico e alla mercificazione, mentre i temi principali sono la civiltà delle macchine e del caos, l'angoscia, la visione drogata ed allucinata. Il personaggio espressionista è un uomo degradato in un mondo degradato ed il poeta fa parte della folla, un piccolo borghese come tanti.

Futurismo

si afferma contemporaneamente in Italia e in Russia, affermandosi anche in Francia con Apollinaire. Il primo Manifesto Futurista fu pubblicato da Marinetti nel 1909. I futuristi celebrano i prodotti delle scienze e della tecnica, proiettando l'uomo verso il futuro e rinnegando il passato espressione di ignoranza e superstizione, rifiutando anche la retorica del passato ed adottando la cosidetta "scrittura automatica" , un modo di scrivere "di getto", senza un piano ben preciso e che non prevede la rilettura di quanto viene scritto.

Dadaismo

I dadaisti assegnano questo nome al movimento; si tratta di una parola scelta al caso dal dizionario e indica la balbuzie dei bambini. Il movimento nasce a Zurigo grazie al cabaret Voltaire creato da Tristan Tzara, maggior teorico dadaista, che ne scrive il manifesto che afferma i caratteri principali: rifiuto modernità e novità, rifiuto umanesimo, rifiuto bello ed estetismo, rifiuto simbolismo.
Il movimento vuole provocare attraverso manifestazioni insolite. Se i futuristi erano totalmente favorevoli alla guerra, i dadaisti erano contro. Tale movimento puntava alla distruzione dei valori passati, senza proporne nuovi, per questo motivo poeti come Aragon e Breton, che avevano avuto un iniziale approccio con movimento, si erano in seguito distaccati per approcciarsi al surrealismo.

Surrealismo

Movimento fondato da Breton insieme a Soupault e Aragon a Parigi nel 1919. Il prefisso "sur" vuol dire "oltre", "al di là", dunque al di là di ciò che è reale. I surrealisti vanno infatti oltre al mondo reale per esplorare una nuova realtà, quella dell'inconscio. I poeti utilizzano la scrittura automatica in modo da obbedire all'inconscio senza mediazione razionale, cogliendo i dettami della realtà nascosta.

Marinetti

Pubblicò il primo manifesto futurista nella rivista francese "Le Figaro", affermando di voler abolire i musei, le accademie e le biblioteche, istituzioni che salvaguardavano i valori del passato, affermando che la nuova arte debba invece partire dal presente verso il progresso, fino a glorificare il militarismo, la guerra, la vitalità e disprezzare la donna.
Nascono le serate futuriste, durante le quali gli artisti provocano il pubblico per scatenare risse.
Durante la seconda fase abbiamo una serie di manifesti che propongono un uomo del tutto meccanizzato.
Nella terza fase, quella vicina alla guerra, i futuristi diventano interventisti e vedono la guerra in modo positivo, in modo da selezionare nazioni e popoli più forti.

Crepuscolari

Se il futurismo è l'unica avanguardia nata e sviluppatasi in Italia, abbiamo anche il crepuscolarismo, una tendenza all'avanguardia, contenente alcuni elementi in comune con le avanguardie: rifiuto della funzione estetizzante dell'arte, critica alla funzione del poeta e rifiuto del "poeta-vate", accomunando il poeta agli altri uomini.
I crepuscolari rappresentano nella loro poesia il male di vivere, inteso come noia, un malessere sia fisico che spirituale. Avevano un bisogno di stabilità e chiarezza in anni tormentati da guerra e povertà. Non nasce mai una vera e propria scuola, ma si limita ad essere solo un gruppo di poeti che si dichiara "incapace di poetare" (nascita della figura dell'inetto). I temi sono: noia delle province, atmosfere quotidiane, malinconia, infanzia e malattia.
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